Cassazione civile Sez. I sentenza n. 19235 del 11 luglio 2008

(2 massime)

(massima n. 1)

Con riguardo alla causa di ineleggibilitā per i sindaci delle societā per azioni, prevista dall'art. 2399 cod. civ. (nel testo, applicabile "ratione temporis", anteriore al d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6) e relativa all'esistenza con la societā medesima di un rapporto continuativo di prestazione d'opera retribuita, l'incompatibilitā non sussiste soltanto in presenza di rapporti di lavoro subordinato, ma ogniqualvolta ricorra un legame con oggetto attivitā professionali rese anche nell'ambito di un rapporto di lavoro autonomo, a titolo oneroso e con carattere nč saltuario nč occasionale (nella specie tenuta dei libri contabili, in mansioni di consulenza ed assistenza fiscale, nell'espletamento di tutti gli adempimenti di natura fiscale e previdenziale); la grave situazione di irregolaritā gestionale derivante dal doppio e contemporaneo esercizio delle funzioni di sindaco e professionista incaricato integra pertanto, a carico degli amministratori, la responsabilitā di cui all'art. 2392 cod. civ., per violazione del dovere di diligenza, in relazione all'omessa vigilanza sull'operato del soggetto che anziché effettuare da una posizione di imparzialitā il dovuto controllo sull'amministrazione, si sia reso autore e partecipe della stessa gestione da controllare.

(massima n. 2)

Con riguardo alla deliberazione di assemblea di societā per azioni, la dedotta carenza di informazione e discussione sull'argomento all'ordine del giorno - nella specie, l'autorizzazione all'esercizio dell'azione di responsabilitā contro gli amministratori - costituisce, ove sia frutto di comportamento prevaricatore della maggioranza volto a realizzare il perseguimento di propri interessi particolari oggettivamente in conflitto con quello sociale, ragione di mera annullabilitā ex art. 2377 c.c., in quanto per le predette delibere si applica il principio per cui la previsione della nullitā, ex art. 2379 c.c., č limitata ai soli casi di impossibilitā o illiceitā dell'oggetto, ricorrenti allorché il contenuto dell'atto contrasta con norme dettate a tutela degli interessi generali e dirette ad impedire deviazioni dallo scopo economico-pratico del rapporto di societā.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 15 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.