Cassazione civile Sez. I sentenza n. 20476 del 25 luglio 2008

(1 massima)

(massima n. 1)

In tema di azione di responsabilitÓ contro amministratori e sindaci, ai sensi degli artt. 2393 e 2394 cod. civ., la decorrenza del termine di prescrizione quinquennale (dal momento in cui il patrimonio sociale risulti insufficiente al soddisfacimento dei crediti sociali) pu˛ essere anteriore o posteriore alla dichiarazione di fallimento o all'assoggettamento dell'impresa alla liquidazione coatta amministrativa e pu˛ non coincidere con la dichiarazione dello stato di insolvenza, ma presuppone che detta insufficienza - intesa come eccedenza delle passivitÓ sulle attivitÓ del patrimonio netto dell'impresa o insufficienza dell'attivo sociale a soddisfare i debiti della societÓ - sia oggettivamente conoscibile dai creditori. Ai fini dell'individuazione del momento di esteriorizzazione dell'insufficienza patrimoniale antecedente al fallimento o alla messa in liquidazione coatta amministrativa, Ŕ senz'altro idoneo il bilancio di esercizio, tenuto conto della sua opponibilitÓ "erga omnes" e della sua leggibilitÓ anche per operatori non particolarmente qualificati. (La S.C. ha fatto applicazione del suddetto principio di diritto in una fattispecie nella quale l'azione era stata proposta dal commissario della societÓ in liquidazione coatta amministrativa pi¨ di cinque anni dopo l'approvazione del bilancio che aveva evidenziato una notevole eccedenza del passivo e perdite pari al doppio del capitale sociale).

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