Cassazione civile Sez. I sentenza n. 20255 del 19 settembre 2006

(1 massima)

(massima n. 1)

In tema di societÓ di persone, il ricorso all'autoritÓ giudiziaria per ottenere una pronuncia di esclusione del socio Ŕ ammissibile, a norma dell'art. 2287, terzo comma, c.c., nel solo caso in cui la societÓ sia composta soltanto da due soci, mentre in ogni altro caso trova applicazione l'art. 2287, primo comma, c.c., ai sensi del quale l'esclusione del socio pu˛ essere deliberata a maggioranza, senza che assuma alcun rilievo la circostanza che all'interno della compagine sociale siano eventualmente configurabili due gruppi di interesse omogenei e tra loro contrapposti, e che l'esclusione possa in tal caso rivelarsi impossibile, in virt¨ del conflitto d'interessi che impedisce di computare nella maggioranza il socio da escludere: la posizione del socio che non possa avvalersi nÚ del procedimento di cui primo comma, nÚ del ricorso all'autoritÓ giudiziaria, ai sensi del terzo comma, non resta infatti priva di tutela, essendo sempre possibile il recesso per giusta causa, ai sensi dell'art. 2285, secondo comma, c.c., il quale rappresenta una forma di tutela reputata adeguata dal legislatore, senza che possa al riguardo prospettarsi alcun dubbio di legittimitÓ costituzionale, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost.

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