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Mantenimento dei figli: l'obbligo fino a che età?

Famiglia - -
Mantenimento dei figli: l'obbligo fino a che età?
Con la maggiore età cessa l’obbligo di mantenimento della prole? Quando un figlio si considera economicamente autosufficiente? La Cassazione cerca di dare una risposta ai dubbi che affliggono le famiglie
Tutte le madri e i padri, alla nascita del proprio bambino, sanno che se ne dovranno prendere cura e provvedere a lui e al soddisfo di ogni sua necessità.


Ma fino a quando vi è l’obbligo per un genitore di mantenere economicamente il proprio figliolo? E, ancora, i figli hanno diritto ad essere mantenuti dai propri genitori anche dopo il compimento della maggiore età?
I genitori – come previsto dall’art. 30 della nostra Costituzione e dagli artt. 147 e 148 del codice civile – hanno il dovere, fin dalla nascita del proprio figlio, di educarlo, istruirlo, tenendo conto delle sue aspirazioni e inclinazioni e infine mantenerlo, in proporzione alle proprie possibilità economiche e capacità di lavoro professionale o casalingo.


Ma il punto è proprio questo: fino a quando mamma e papà rimangono obbligati a mantenere il proprio figlio?
Ad oggi, non abbiamo una norma precisa che ci dica con certezza fino a quando il figlio, ormai maggiorenne, debba essere mantenuto ancora dai suoi genitori.


La faccenda è complicata e ha dato origine a parecchie controversie.
La Suprema Corte negli ultimi anni ha stabilito un principio ormai consolidato e cioè quello dell’autoresponsabilità del figlio, secondo il quale il giovane, dopo il percorso di studi, deve darsi da fare per trovare un lavoro che gli consenta di sostenersi in autonomia.
Così, appunto, si è espressa la I Sezione della Cassazione Civile, con la sentenza 14 agosto 2020 n. 17183, con la quale si è provato a sciogliere i dubbi che affliggono le famiglie.


Difatti, la Cassazione sostiene che il dovere dei genitori non cessa automaticamente alla maggiore età. L’obbligo del mantenimento si interrompe solo al raggiungimento della indipendenza economica del figlio.


Ciò significa che il ragazzo, ormai maturo, deve aver raggiunto una indipendenza tale da renderlo autonomo e in grado di provvedere ai propri bisogni personali, senza dover ricorrere al supporto economico della propria famiglia.


A differenza di quanto avveniva in passato, dunque, il figlio non ha il diritto di essere mantenuto fino a quando non trova un lavoro che soddisfi a pieno le sue ambizioni.
Il suo diritto, invece, continua solo fino a quando dimostri di non essere riuscito a trovare un impiego, pur se non perfettamente corrispondente alle sue aspirazioni. Il tutto guardando alle concrete opportunità offerte dal mercato del lavoro.


Questa regola, che sembra così rigida, va invece ad attenuarsi se il figlio ha deciso di seguire un percorso di studio.
In tal caso, occorre dare al giovane l’opportunità di terminare con serenità gli studi intrapresi e, una volta concluso il percorso, bisognerà ancora supportarlo per il tempo sufficiente affinché riesca a trovare un’occupazione.


Inoltre, i giudici della Cassazione ritengono che la prova dell’autonomia economica del giovane spetti al genitore che non è più disposto a versare il mantenimento al figlio maggiorenne.


In questo caso, mamma e papà dovranno provare che il loro ragazzo è ormai autosufficiente, oppure che lo stesso non si è impegnato attivamente per la ricerca di un’occupazione o che, in ogni caso, il mancato impiego dipenda da colpa solo del figlio.


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