E' possibile dire che la verità che emerge dal processo è la tesi del P.M., non falsificata dalla critica opposta dalla difesa? Oppure la verità affermata in sentenza è la trasposizione della tesi difensiva avverso la quale la prospettazione accusatoria nulla ha potuto? O quanto contenuto nella sentenza corrisponde a quanto storicamente accaduto?
In questa opera gli autori cercano di fornire alcuni spunti di riflessione sul ruolo che il difensore ha in... (continua)
Il presente studio osserva un problema cruciale del processo penale: come preparare un dibattimento in contraddittorio che si ispiri all'idea del giusto processo. Dunque, non la fase degli atti preliminari al dibattimento in senso descrittivo o organizzativo, bensì come punta di iceberg di una più ampia attività preparatoria svolta anche in altre fasi. Spesso vengono trascurati alcuni aspetti essenziali della realtà processuale, riconosciuti invece dall'art. 111... (continua)
L'opera contiene un catalogo completo delle eccezioni e delle altre questioni procedurali che possono essere proposte nella fase degli atti preliminari al dibattimento. In particolare, vengono analiticamente trattate le eccezioni di inammissibilità, nullità e inutilizzabilità di atti. Per ciascun istituto preso in considerazione, sono state richiamate le norme che lo regolano e illustrate le modalità di formulazione delle relative questioni o eccezioni, con il... (continua)
Origini dell'istituto - La fase degli atti preliminari al dibattimento nel giudizio di primo grado - Il proscioglimento nella fase degli atti preliminari al dibattimento di primo grado - Il proscioglimento predibattimentale e le impugnazioni (L'impugnazione della sentenza predibattimentale - La problematica del proscioglimento nel predibattimento d'appello, di cassazione e di rinvio) - Conclusione - Appendice bibliografica.
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1. L'inosservanza delle disposizioni previste in questo capo è causa di nullità[177-186] (1).
2. La sentenza di condanna [533-537] pronunciata per un fatto nuovo, per un reato concorrente o per una circostanza aggravante senza che siano state osservate le disposizioni degli articoli precedenti è nulla soltanto nella parte relativa al fatto nuovo, al reato concorrente o alla circostanza aggravante [604] (2).
(1) La prima lettura della norma porterebbe a concludere che ogni violazione (anche quella del termine massimo di rinvio sancito dall'art. 519 2) comporti nullità. Trattandosi di effetti troppi rigorosi in relazione ai fini che la norma tende a garantire, può dirsi che la sanzione debba ritenersi irrogata ogni volta che la violazione comporti lesione del diritto di difesa. In tal senso depone anche il contenuto del comma 2.
(2) La limitazione della nullità al solo capo che concerne il reato malamente contestato è espressione del principio utile per inutile non vitiatur ed assolve alla funzione di conservazione degli atti processuali, potendo in concreto tenersi distinte le singole imputazioni.
Dopo divergenti indirizzi esegetici, sembra prevalere, nella giurisprudenza di legittimità, l'opinione per cui la nullità della sentenza per mancata correlazione tra imputazione contestata e sentenza, non va qualificata come assoluta ed insanabile, bensì configura un caso di nullità a regime intermedio, deducibile nei limiti di cui all'art. 180 e non rilevabile per la prima volta in sede di legittimità (da ultimo, in tal senso, Cass. sez. VI, 26-8-1997, rv. 209753).