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Articolo 473

Codice di Procedura Penale

Ordine di procedere a porte chiuse

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Dispositivo dell'art. 473 Codice di Procedura Penale

1. Nei casi previsti dall'articolo 472, il giudice, sentite le parti, dispone, con ordinanzapronunciata in pubblica udienza, che il dibattimentoo alcuni attidi esso si svolgano a porte chiuse. L'ordinanza è revocata con le medesime forme quando sono cessati i motivi del provvedimento (1).
2. Quando si è ordinato di procedere a porte chiuse, non possono per alcun motivo essere ammesse nell'aula di udienza persone diverse da quelle che hanno il diritto o il dovere di intervenire. Nei casi previsti dall'articolo 472 comma 3, il giudice può consentire la presenza dei giornalisti (2).
3. I testimoni [196], i periti [220 ss.] e i consulenti tecnici [225] sono assunti secondo l'ordine in cui vengono chiamati e, fatta eccezione di quelli che sia necessario trattenere nell'aula di udienza, vi rimangono per il tempo strettamente necessario.

Note

(1) Il giudice, prima di adottare il provvedimento con il quale si dispone procedersi a porte chiuse, deve sentire le parti, che potranno pertanto formulare un parere, per altro non vincolante. Quindi, se ritiene di dover provvedere, adotta l'ordinanza (che richiede sempre una motivazione ex art. 125), da pronunciarsi in pubblica udienza (dal momento che il processo, fino a quando non intervenga la disposizione di procedere a porte chiuse, è pubblico), con la quale si preciserà (ove non tutto il dibattimento debba celebrarsi con questo rito) quali atti saranno assunti senza il carattere della pubblicità.

(2) La norma prevede che possa svolgersi a porte chiuse o l'intero dibattimento o qualche suo singolo atto. Applicazione di questo principio è quanto disposto dal comma 4 ovvero dal comma 3 bis dell'art. 472.


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