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Articolo 431

Codice di Procedura Penale

Fascicolo per il dibattimento

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Dispositivo dell'art. 431 Codice di Procedura Penale

1. Immediatamente dopo l'emissione del decreto che dispone il giudizio, il giudice provvede nel contraddittorio delle parti alla formazione del fascicolo per il dibattimento (2) (3). Se una delle parti ne fa richiesta il giudice fissa una nuova udienza, non oltre il termine di quindici giorni, per la formazione del fascicolo. Nel fascicolo per il dibattimento sono raccolti:
a) gli atti relativi alla procedibilità dell'azione penale (4) e all'esercizio dell'azione civile (5);
b) i verbali degli atti non ripetibilicompiuti dalla polizia giudiziaria;
c) i verbali degli atti non ripetibili compiuti dal pubblico ministeroe dal difensore (6);
d) i documenti acquisiti all'estero mediante rogatoria internazionale e i verbali degli atti non ripetibili assunti con le stesse modalità;
e) i verbali degli atti assunti nell'incidente probatorio;
f) i verbali degli atti, diversi da quelli previsti dalla lettera d), assunti all'estero a seguito di rogatoria internazionale ai quali i difensori sono stati posti in grado di assistere e di esercitare le facoltà loro consentite dalla legge italiana;
g) il certificato generale del casellario giudiziarioe gli altri documenti indicati nell'articolo 236 (7);
h) il corpo del reatoe le cose pertinenti al reato, qualora non debbano essere custoditi altrove.
2. Le parti possono concordare l'acquisizione al fascicolo per il dibattimento di atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero, nonché della documentazione relativa all'attività di investigazione difensiva (8).

Note

(2) Fino a quando non è formato il fascicolo per il dibattimento e questo è trasmesso alla cancelleria del giudice dibattimentale, il G.U.P., nonostante abbia disposto il rinvio a giudizio, rimane competente per l'adozione di tutti gli atti che fossero necessari (es.: applicazione, modifica o revoca di misure cautelari).

(3) Il fascicolo per il dibattimento è materialmente formato da atti contenuti nel fascicolo del P.M. a cui sono allegati gli atti di indagine, gli atti dell'eventuale incidente probatorio, gli atti dell'udienza preliminare, documentazione relativa all'attività di investigazione difensiva.
Sicché tutto quello che confluisce nel fascicolo per il dibattimento, viene portato alla cognizione immediata del giudice e potrà da questi essere utilizzato; tutto ciò che rimane nel fascicolo del P.M. sarà ignorato dal giudice, che potrà prenderne cognizione solo, eventualmente, attraverso contestazioni [es.: 500, 503 3] o letture [es.: 513, 515].

(4) Ad esempio, l'atto di querela [v. artt. 336 e ss.].

(5) Ad esempio, l'atto di costituzione di parte civile in udienza preliminare [v. 78].

(6) Le parole «e dal difensore» sono state aggiunte ex l. 7-12-2000, n. 397 (art. 15) (c.d. legge sulle indagini difensive). La norma integra l'elenco degli atti raccolti nel fascicolo del dibattimento (novità normativa da leggersi in relazione al disposto dell'art. 391decies, riguardo al regime di utilizzabilità degli atti irripetibili realizzati durante le indagini difensive). Si è, peraltro, censurato il riferimento esclusivo agli atti compiuti dal difensore, nei casi in cui il medesimo atto può essere compiuto anche dai suoi ausiliari, pur se l'apparente difetto tecnico della norma è ritenuto superabile ritenendola norma di sintesi, avuto riguardo alle dettagliate regole di acquisizione puntualmente dettate dall'art. 391decies.

(7) Sono documenti da cui si evince la personalità dell'imputato e, quindi, utilizzabili dal giudice dibattimentale, ad esempio, per l'eventuale applicazione della recidiva e per la graduazione della pena da irrogare.

(8) È la novità introdotta dalla l. 16 dicembre 1999, n. 479, infatti su accordo delle parti possono essere inseriti nel fascicolo per il dibattimento gli atti contenuti nel fascicolo del P.M. (diversi da quelli previsti nel comma 1), nonché della documentazione prevista relativa all'attività investigativa. Viene così a formarsi il cd. doppio fascicolo, quello per il dibattimento, formato in conformità all'art. 431; quello del P.M., dove rimangono conservati tutti gli atti delle i.p. e dell'u.p.


Ratio Legis

L'articolo in commento costituisce un punto di riferimento importante per comprendere la natura prevalentemente accusatoria del nostro rito penale. Il rito accusatorio, infatti, è incardinato sul principio dell'oralità e della formazione della prova al dibattimento. In seguito all'intervento della l. 16-12-1999, n. 49 la formazione del fascicolo per il dibattimento avviene in contraddittorio tra le parti e, sull'accordo delle parti, vi possono confluire gli atti di indagine svolti dal P.M. ma soprattutto la documentazione relativa all'attività di investigazione difensiva.

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