Brocardi.it, il sito dedicato al latino dei giuristi... e molto altro CHI SIAMO   PRIVACY

Articolo 378

Codice di Procedura Civile

Deposito di memorie di parte

Dispositivo dell'art. 378 Codice di Procedura Civile

Le parti possono presentare le loro memorie in cancelleria non oltre cinque giorni prima dell'udienza [disp. att. 140] (1).

Note

(1) Il tempestivo deposito delle memorie è finalizzato ad illustrare i motivi di ricorso già dedotti; la sua funzione è, quindi, quella di far luce sui motivi di ricorso oltre che di ribattere le ragioni vantate dall'avversario. Il termine previsto per il deposito è libero, pertanto non si tiene conto, nel computarlo, né del giorno di deposito della memoria, né di quello di udienza.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 27964/2011

Nel giudizio di cassazione, non sono ammissibili scritti difensivi consegnati dalle parti al cancelliere nel giorno fissato per l'udienza e prima dell'inizio della stessa, denominati "note di udienza", non potendo essere né equiparati a memorie di parte ex art. 378 c.p.c., perché depositati oltre il termine previsto da quest'ultima norma, né assimilati alle osservazioni sulle conclusioni del P.G., di cui all'ultimo comma dell'art. 379 c.p.c., in quanto consegnati prima della chiamata della causa e, quindi, precedenti all'esposizione delle conclusioni del p.g..

Cass. n. 12381/2009

Nel giudizio di cassazione è inammissibile il deposito di memorie ex art. 378 c.p.c., prima dell'udienza di discussione, da parte dell'intimato che si sia costituito oltre il termine fissato nell'art. 370, primo comma, c.p.c. e non abbia concretamente partecipato alla discussione orale, costituendo tale partecipazione condizione indefettibile ai fini della sanatoria dell'attività processuale irritualmente compiuta nel lasso di tempo intercorso tra la scadenza del termine per la proposizione del controricorso e l'udienza predetta.

Cass. n. 14710/2006

Nel giudizio civile di legittimità, con le memorie di cui all'art. 378 c.p.c., possono essere sollevate questioni nuove rilevabili d'ufficio a condizione che il rilievo ex officio sia già possibile sulla base degli atti interni del processo, quali la sentenza o le specifiche autosufficienti deduzioni contenute nel ricorso o controricorso (sulla base del suddetto principio, nella specie, la S.C. ha ritenuto non ammissibile la deduzione, con memoria, del giudicato esterno in ordine alla sussistenza di un trasferimento d'azienda ex art. 2112 c.c.)

Cass. n. 14277/2006

La mancanza di una o più pagine nel ricorso per cassazione comporta la inammissibilità di questo nel caso e nei limiti in cui tale mancanza impedisca la completa conversione delle ragioni addotte dal ricorrente a sostegno dell'impugnazione, senza che a tale mancanza possa sopperirsi con altri atti e, in particolare, con la memoria depositata ai sensi dell'art. 378 c.p.c., che non può essere utilizzata al fine di ampliare od integrare il contenuto degli originari motivi di impugnazione e neppure per specificare motivi dedotti in maniera vaga e indeterminata.

Cass. n. 19530/2005

Ai fini dell'osservanza del termine previsto dall'art. 378 c.p.c., in base al quale, nel giudizio di cassazione, le parti possono presentare memorie non oltre cinque giorni prima dell'udienza di discussione, non possono computarsi, come giorni utili, né il giorno dell'udienza, che — trattandosi di termine a ritroso — costituisce il dies a quo e non è, pertanto, calcolabile, ai sensi dell'art. 155, comma primo, c.p.c., né il giorno dell'effettivo deposito, se esso ricade nel periodo di sospensione feriale, nelle ipotesi in cui essa si applica (in applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto tardiva una memoria depositata il giorno 15 settembre per l'udienza del giorno 20 successivo).

Cass. n. 13768/2005

Il difetto della procura del convenuto, come i vizi della sentenza e in genere quelli degli atti processuali — che ne costituiscono l'antecedente logico e cronologico — possono essere fatti valere solo attraverso le impugnazioni, con la conseguenza che è inammissibile l'eccezione di nullità della procura utilizzata dal convenuto per costituirsi in primo grado, sollevata in sede di legittimità con la memoria depositata ex art. 378 c.p.c.

Cass. n. 11597/2004

Nel giudizio civile di legittimità, la deduzione relativa alla inammissibilità del ricorso incidentale per vizio della procura, rilasciata senza indicare la qualifica attributiva del potere di rappresentanza legale della persona giuridica istante, deve essere svolta nel controricorso al ricorso incidentale, e non con la memoria di cui all'art. 378 c.p.c.

Cass. n. 9069/2003

Gli effetti di una pronuncia di illegittimità costituzionale, sopravvenuta in corso di causa, non possono essere dedotti per la prima volta con la memoria difensiva per il giudizio di cassazione, depositata ai sensi dell'art. 378 c.p.c., atteso che in tale giudizio l'individuazione delle censure avviene attraverso i motivi contenuti nel ricorso e sulla base di questi (nella fattispecie, le Sezioni Unite, in relazione alla questione della tempestività della proposizione di un reclamo al Consiglio nazionale forense in materia elettorale, hanno ritenuto che non potesse essere invocata per la prima volta nella memoria difensiva presentata per l'udienza di discussione la sentenza della Corte costituzionale n. 477 del 2002, che ha dichiarato l'illegittimità del combinato disposto dell'art. 149 c.p.c. e dell'art. 4, terzo comma, della legge 20 novembre 1982, n. 890, nella parte in cui prevede che la notificazione si perfeziona, per il notificante, alla data di ricezione dell'atto da parte del destinatario anziché a quella, antecedente, di consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario).

Cass. n. 8917/2003

Nel giudizio di legittimità, le memorie di cui all'art. 378 c.p.c. sono destinate esclusivamente ad illustrare censure già compiutamente formulate nell'atto di impugnazione, onde non valgono a sanare la radicale carenza di specificità del motivo di ricorso per cassazione.

Cass. n. 3400/1998

Il riconoscimento, anche nel procedimento per regolamento di competenza, della facoltà di tutte le parti di illustrare con memorie le tesi difensive in precedenza svolte (facoltà prevista nel rito camerale innanzi alla Corte di cassazione dall'art. 375, ultimo comma, c.p.c., nel termine di cui all'art. 378) comporta la necessità che, in questo procedimento, qualsiasi memoria sia presentata in cancelleria non oltre cinque giorni prima dell'udienza. Decorso il termine, la parte resta priva della facoltà di svolgere ogni ulteriore attività difensiva, con la conseguente irrilevanza dell'eventuale sostituzione dei difensori verificatasi dopo il decorso di quello stesso termine (nella specie, il ricorrente aveva comunicato la sostituzione del proprio difensore il giorno stesso dell'udienza).

Cass. n. 1926/1998

Nel giudizio di legittimità, ai fini del computo del termine di cinque giorni prima dell'udienza, concesso alle parti dall'art. 378 c.p.c. per la presentazione di memorie, il giorno dell'udienza assume il valore del momento iniziale e resta fuori del periodo utile mentre il quinto giorno costituisce il momento terminale, e deve essere computato in base al principio generale di cui agli artt. 155 c.p.c. e 2963 c.c., secondo cui del dies a quo non si tiene conto e si considera invece il dies ad quem.

Cass. n. 10797/1997

La sostituzione dell'originario disposto normativo di cui all'art. 190 c.p.c. (che prevedeva, per la comunicazione delle comparse conclusionali e delle memorie di replica, i termini di dieci e cinque giorni «liberi» prima dell'udienza di discussione) per effetto della novella di cui all'art. 24 della L. n. 353 del 1990 (che non contiene più menzione alcuna di termini «liberi») ha fatto venir meno il fondamento normativo della tesi secondo la quale i cinque giorni previsti dall'art. 378 c.p.c. per il deposito delle memorie in sede di giudizio di legittimità dovessero intendersi come «liberi» (in armonia, appunto, con le abrogate disposizioni concernenti il deposito di memorie e comparse nel giudizio di merito), con la conseguenza che la norma citata non può che essere, oggi, interpretata alla luce del criterio generale di cui all'art. 155 c.p.c., secondo il quale non vanno conteggiati il giorno e l'ora iniziali, computandosi, viceversa, quelli finali.

Cass. n. 5575/1997

La nullità della sentenza d'appello (derivante nella specie dall'essere stata emessa nonostante il decesso, in corso di causa, dell'unico procuratore delle parti) non può essere rilevata d'ufficio in sede di legittimità né essere ivi utilmente dedotta con le memorie presentate ai sensi dell'art. 378 c.p.c. (che hanno funzione meramente illustrativa di quanto esplicitato in ricorso) ma può essere dichiarata solo in quanto abbia formato oggetto di specifico motivo di censura, dovendo essere fatta valere, conformemente al principio di cui all'art. 161, comma primo, c.p.c. nei limiti e secondo le regole proprie del ricorso per cassazione.

Cass. n. 4445/1997

Nel giudizio di legittimità, con le memorie di cui all'art. 378 c.p.c., destinate esclusivamente ad illustrare ed a chiarire i motivi della impugnazione ovvero alla confutazione delle tesi avversarie, non possono essere dedotte nuove censure né venire sollevate questioni nuove, che non siano rilevabili d'ufficio, e neppure può venir specificato, integrato o ampliato il contenuto dei motivi originari del ricorso.

Cass. n. 710/1995

La memoria difensiva non rientra tra gli atti mediante i quali può essere effettuata la costituzione nel giudizio di cassazione.

Cass. n. 522/1991

La responsabilità aggravata, ai sensi dell'art. 96 primo comma c.p.c., per il pretestuoso esperimento del ricorso per cassazione od anche del ricorso per regolamento di giurisdizione (responsabilità configurabile pure quando la contesa non investa posizioni di diritto soggettivo, in relazione agli oneri che il resistente deve assumere per contrastare la temeraria iniziativa avversaria), può essere affermata solo in presenza di una domanda risarcitoria formulata con il controricorso, non quindi con la memoria di cui all'art. 378 c.p.c. o nel corso della discussione orale, in considerazione dell'esigenza di tutelare il diritto di difesa del destinatario della domanda stessa, con un congruo termine per esercitare la facoltà di replica.

Cass. n. 4524/1990

Anche per il termine previsto dall'art. 378 c.p.c., per il deposito delle memorie difensive nel giudizio di cassazione, trova applicazione la sospensione nel periodo feriale a norma della L. n. 742 del 1969.

Cass. n. 1173/1990

La domanda di risarcimento dei danni, ai sensi dell'art. 96 c.p.c., per responsabilità processuale aggravata, che venga proposta in relazione all'esperimento da parte dell'avversario di regolamento preventivo di giurisdizione a meri fini dilatori, deve ritenersi ammissibile, ancorché formulata solo all'udienza di discussione, tenendo conto che all'uopo non è previsto un termine preclusivo, che resta rispettato il principio del contraddittorio (indipendentemente dal fatto che la controparte non compaia a detta udienza), e che, inoltre, la piena cognizione degli elementi su cui fondare l'indicata domanda può verificarsi solo nella fase conclusiva del procedimento.

Cass. n. 112/1986

Poiché nel procedimento civile in cassazione non è consentito proporre motivi aggiunti o formulare per la prima volta censure per le memorie di cui all'art. 378 c.p.c. — la funzione delle quali è soltanto quella di chiarire le ragioni giustificative dei motivi già debitamente svolti nel ricorso — non è sufficiente ad evitare la sanzione di inammissibilità del ricorso stesso il rinvio, in esso contenuto, a successiva memoria per l'illustrazione dei motivi, che in esso vengono soltanto enunciati, senza alcuna specificazione, precisazione o puntualizzazione del contenuto concreto delle censure.

Cass. n. 711/1984

L'inammissibilità dell'appello per la pretesa inosservanza del termine perentorio di proposizione, ove la relativa eccezione sia stata rigettata dal giudice d'appello, non può essere rilevata d'ufficio in sede di legittimità, né può essere dedotta, per la prima volta, con la memoria illustrativa di cui all'art. 378 c.p.c., ma deve essere fatta valere con i motivi di ricorso, attesa la conversione delle ragioni di nullità della sentenza in motivi di gravame.

Cass. n. 1915/1978

La nullità della sentenza di secondo grado la quale, dopo aver dichiarato che il giudice ordinario ha sulla causa la giurisdizione negata dal primo giudice, pronunci nel merito senza rimettere le parti davanti al primo giudice, può essere fatta valere, a norma dell'art. 161 c.p.c., soltanto nei limiti e secondo le regole proprie del ricorso per cassazione; conseguentemente, tale questione non può formare oggetto di controllo di legittimità qualora venga dedotta per la prima volta nella memoria presentata a norma dell'art. 378 c.p.c.

Cass. n. 3301/1953

Le questioni sulla legittimazione ad agire, essendo rilevabili di ufficio in ogni stato e grado, possono essere dedotte per la prima volta in una memoria davanti alla Corte di cassazione.

Cass. n. 1117/1947

La nullità derivante da vizi relativi alla costituzione del giudice è rilevabile anche d'ufficio, e, come tale, in caso di ricorso per cassazione, può essere denunciata con la memoria per l'udienza, se non abbia formato oggetto di motivo di ricorso.

Hai un dubbio su questo articolo?
Risolvi il tuo problema!

Scrivi alla nostra redazione giuridica!

Attenzione: prenderemo in esame SOLO richieste scritte in italiano corretto, con adeguata punteggiatura, riferite a quesiti e/o problematiche di natura giuridica. Non promettiamo di poter rispondere a tutti. Il servizio offerto è del tutto gratuito e senza alcun scopo di lucro. Chi avesse urgenza di ricevere risposta dovrà specificare che desidera il servizio a pagamento (per tutti i quesiti il costo è di 24,51 € + IVA per un totale di 29,90 €).
(leggi l'informativa)

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Testi per approfondire questo articolo

  • Ricorso e controricorso per Cassazione in materia civile

    Editore: CEDAM
    Collana: Sapere diritto
    Pagine: 1050
    Data di pubblicazione: giugno 2013
    Prezzo: 90,00 -10% 81,00 €
    Categorie: Cassazione

    La nuova edizione dell'opera si propone di offrire all'operatore del diritto un manuale dal taglio pratico e dalla consultazione veloce. Il volume, pur non trascurando gli indispensabili principi dottrinali, tiene conto soprattutto della pratica giurisprudenziale.

    Primaria nella redazione del volume è stata l'attenzione all'applicazione operativa del diritto sostanziale e processuale, nonché alle esigenze di coloro che debbono ricorrere o resistere in Cassazione.

    ... (continua)
  • La cassazione civile. Lezioni dei magistrati della Corte suprema italiana

    Editore: Cacucci
    Pagine: 600
    Data di pubblicazione: aprile 2015
    Prezzo: 48,00 -10% 43,20 €
    Categorie: Cassazione

    La seconda edizione di un libro è di solito indice del suo successo. Nel nostro caso però non sarebbe potuto accadere diversamente perché ci troviamo di fronte a un dialogo tra generazioni, giudici che "parlano" ad altri giudici, in un'aula virtuale dove si costruisce un nuovo sapere con un patrimonio di esperienze che dona la propria forza fecondante a un futuro che cresce. Sulla cattedra di quest'aula non salgono professori inclini a illustrare dottrine e astratte... (continua)

  • Codice delle impugnazioni civili: Impugnazioni in generale, regolamento di competenza, appello-Ricorso per cassazione, revocazione, opposizione di terzo

    Editore: neldiritto.it
    Collana: I codici del professionista
    Data di pubblicazione: aprile 2013
    Prezzo: 120,00 -10% 108,00 €

    Giunto alla seconda edizione, il "Codice delle impugnazioni civili" si propone l'obiettivo di fornire agli operatori del diritto (avvocati e magistrati) uno strumento per orientarsi nel modo migliore all'interno della complessa e delicata materia dei rimedi esperibili avverso le sentenze del giudice civile. Una simile guida si rivela particolarmente utile nell'attuale quadro normativo, segnato da alcuni importanti provvedimenti di riforma. Tra i più recenti, si segnala il d.l. 22... (continua)

  • Il giudizio civile di cassazione

    Editore: Giappichelli
    Data di pubblicazione: gennaio 2013
    Prezzo: 73,00 -10% 65,70 €
    Categorie: Cassazione

    Si tratta dell'opera attualmente più completa sul giudizio civile di cassazione. Essa coniuga le esigenze sistematiche con una casistica giurisprudenziale estremamente ricca così da porsi come strumento indispensabile non solo per lo studioso del diritto, ma pure per l'operatore pratico della giustizia. Il testo è aggiornato alle riforme adottate con il d.l. 22 giugno 2012, n. 83 (conv. con modifiche, nella 1. 7 agosto 2012, n. 134) e con la 1. 28 giugno 2012, n. 92.

    (continua)
  • Le impugnazioni civili

    Collana: Argomenti del diritto
    Data di pubblicazione: settembre 2013
    Prezzo: 72,00 -10% 64,80 €

    La trattazione ha ad oggetto la disciplina delle impugnazioni, considerata nella sua globalità. Sono quindi presi dapprima in esame i profili attinenti alla parte generale delle impugnazioni, e quindi al giudicato formale, nonché alla legittimazione ed all’interesse ad impugnare, alla pluralità di parti, alle vicende anomale (inammissibilità, improcedibilità ed estinzione), ed infine all’effetto espansivo interno ed esterno. Segue... (continua)