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Articolo 371 bis

Codice di Procedura Civile

Deposito dell'atto di integrazione del contraddittorio

Dispositivo dell'art. 371 bis Codice di Procedura Civile

(1) Qualora la Corte abbia ordinato l'integrazione del contraddittorio, assegnando alle parti un termine perentorio per provvedervi, il ricorso notificato, contenente nell'intestazione le parole «atto di integrazione del contraddittorio», deve essere depositato nella cancelleria della Corte stessa, a pena di improcedibilità, entro venti giorni dalla scadenza del termine assegnato (2).

Note

(1) Articolo aggiunto con legge 26 novembre 1990, n. 353.
(2) Nei processi con pluralità di parti, se la Corte rileva che la sentenza è stata resa in una causa inscindibile (art. 331 del c.p.c.) o in cause dipendenti, e l'impugnazione venne proposta solo nei confronti di alcune delle parti necessarie, dovrà essere disposta l'integrazione del contraddittorio entro un termine perentorio espressamente fissato.
La mancata integrazione del contraddittorio (omessa notifica) comporta l'inammissibilità del ricorso; l'omesso deposito dell'atto di integrazione entro il termine di venti giorni comporta l'improcedibilità del ricorso per Cassazione.

Ratio Legis

Con la norma in esame il legislatore del '90 ha inteso eliminare ogni incertezza circa le modalità di esecuzione dell'ordine di integrazione del contraddittorio nei casi previsti dall'art. 331. La violazione di tali modalità deve essere attestata dal cancelliere [v. 57] mediante un'apposita dichiarazione inserita nel fascicolo d'ufficio [v. disp. att. 144bis], affinché il ricorso possa essere dichiarato inammissibile.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 11261/2014

Nel giudizio di legittimità, l'attività di notificazione dell'elenco delle produzioni, di cui all'art. 372 cod. proc. civ., deve essere effettuata su impulso del difensore munito della procura speciale e non di quello soltanto domiciliatario, con la conseguenza che, la notificazione effettuata da quest'ultimo ai sensi della legge 21 gennaio 1994 n. 53 (il cui art. 1 attribuisce il potere notificatorio al difensore munito di procura) è nulla. Tuttavia, se la controparte contraddice sulle risultanze della produzione senza lamentare e dimostrare il pregiudizio che la eccepita nullità le avrebbe arrecato quanto alla possibilità di svolgere il contraddittorio sui documenti nella sua pienezza, la nullità stessa rimane sanata e la produzione deve considerarsi esaminabile dalla Corte.

Cass. n. 2125/2014

In tema di ricorso per cassazione, il divieto di cui all'art. 372 cod. proc. civ. di produrre nuovi documenti nel giudizio di cassazione - fatta eccezione per quelli che riguardano la nullità della sentenza impugnata e l'ammissibilità del ricorso e del controricorso - non riguarda gli atti e i documenti già facenti parte del fascicolo d'ufficio o di parte di un precedente grado del processo. Ne consegue che la parte che abbia prodotto nel giudizio di merito la fotocopia di un documento, può produrre in cassazione l'originale (nella specie, sentenza impugnata con relata di notifica), senza che la sostituzione implichi produzione di un documento nuovo.

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