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Articolo 353

Codice di Procedura Civile

Rimessione al primo giudice per ragioni di giurisdizione

Dispositivo dell'art. 353 Codice di Procedura Civile

Il giudice d'appello, se riforma la sentenza di primo grado dichiarando che il giudice ordinario ha sulla causa la giurisdizione negata dal primo giudice, pronuncia sentenza con la quale rimanda le parti davanti al primo giudice (1).
Le parti debbono riassumere il processo nel termine perentorio di tre mesi (2) dalla notificazione della sentenza [125, 126 disp. att.] (3).
Se contro la sentenza d'appello è proposto ricorso per cassazione [360 ss.], il termine è interrotto.
[La disposizione del primo comma si applica anche quando il pretore, in riforma della sentenza del conciliatore, dichiara la competenza di questo] (4).

Note

(1) Se il giudice d'appello ritenesse sussistente la giurisdizione del giudice ordinario negata dal giudice di primo grado e decidesse nel merito la causa, la sentenza emessa violerebbe il principio del doppio grado di giudizio e risulterebbe pertanto affetta da un vizio di nullità radicale rilevabile anche d'ufficio.

(2) Termine così sostituito dall’art. 46, comma 19, lett. b), della Legge 18 giugno 2009, n. 69. Il termine vigente in precedenza era di sei mesi.

(3) Il termine di tre mesi dato per la riassunzione del processo decorre dalla notificazione della sentenza o, in mancanza di questa, dalla comunicazione della stessa.
La notifica dell'atto riassuntivo alla parte costituita a mezzo di difensore in sede d'appello, va effettuata presso quest'ultimo e non presso la parte personalmente.

(4) Comma espressamente abrogato con l. 26 novembre 1990, n. 353.

Ratio Legis

I casi di rimessione sono tassativi, in quanto deve essere salvaguardato il principio del doppio grado di giurisdizione. Infatti, se il giudice d'appello decidesse direttamente sul merito della stessa causa su cui il primo giudice aveva negato la propria giurisdizione, di fatto si sarebbe saltato un grado di giudizio.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 11027/2014

Qualora il giudice di primo grado dichiari il difetto di giurisdizione sulla domanda, ritenendo che questa solleciti una pronuncia del giudice amministrativo, il giudice di secondo grado che, pur attraverso una diversa qualificazione della domanda stessa, affermi la giurisdizione negata dalla prima sentenza, deve fare applicazione dell'art. 353 cod. proc. civ., indipendentemente dal fatto che le parti abbiano formulato conclusioni di merito, e rimettere la causa al primo giudice con la conseguenza che, ove a ciò non provveda, statuendo nel merito, la cassazione della relativa pronuncia deve essere disposta direttamente con rinvio al primo giudice.

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