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Articolo 351

Codice di Procedura Civile

Provvedimenti sull'esecuzione provvisoria

Dispositivo dell'art. 351 Codice di Procedura Civile

Sull'istanza prevista dall'art. 283 il giudice provvede con ordinanza non impugnabile (1) nella prima udienza (2) (3). La parte può, con ricorso al giudice, chiedere che la decisione sulla sospensione sia pronunciata prima dell'udienza di comparizione (4). Davanti alla corte d'appello il ricorso è presentato al presidente del collegio. Il presidente del collegio o il tribunale, con decreto in calce al ricorso, ordina la comparizione delle parti in camera di consiglio, rispettivamente, davanti al collegio o davanti a sé. Con lo stesso decreto, se ricorrono giusti motivi di urgenza, può disporre provvisoriamente l'immediata sospensione dell'efficacia esecutiva o dell'esecuzione della sentenza; in tal caso, all'udienza in camera di consiglio il collegio o il tribunale, conferma, modifica o revoca il decreto con ordinanza non impugnabile.
Il giudice, all’udienza prevista dal primo comma, se ritiene la causa matura per la decisione, può provvedere ai sensi dell’articolo 281-sexies. Se per la decisione sulla sospensione è stata fissata l’udienza di cui al terzo comma, il giudice fissa apposita udienza per la decisione della causa nel rispetto dei termini a comparire (5).

Note

(1) Le parole "non impugnabile" sono state inserite dalla L. 12 novembre 2011, n. 183.
(2) È il c.d. procedimento di concessione di inibitoria, volto a impedire l'ulteriore prosecuzione dell'efficacia esecutiva, che la riforma ha attribuito in via automatica alla sentenza di primo grado [v. 282] e che non viene meno con la semplice proposizione dell'appello.
(3) Ci si chiede se l'ordinanza di sospensione sia o meno impugnabile a differenza dell'ultimo comma che dichiara la non impugnabilità dell'ordinanza con cui il collegio conferma, modifica o revoca il decreto di sospensione emesso in via d'urgenza. Nonostante la novellazione della norma, il d.lgs. 19-2-1998, n. 51 non ha disposto espressamente sul punto, anche se l'identità di ratio sottesa ad entrambi i provvedimenti porta gli interpreti a ritenere che anche l'ordinanza in esame sia non impugnabile né revocabile o modificabile dallo stesso collegio.
(4) È prevista la possibilità di una richiesta di anticipazione della sospensione, anteriore alla prima udienza. La parte interessata, con un'istanza (ricorso) al giudice fondata su giusti motivi d'urgenza, può chiedere una pronuncia di sospensione immediata e senza contraddittorio (inaudita altera parte). Il decreto di sospensione potrà essere poi confermato, modificato o revocato dal collegio con ordinanza non impugnabile.
(5) Comma aggiunto dalla L. 12 novembre 2011, n. 183.

Ratio Legis

La generalizzata esecutorietà ex lege delle sentenze di primo grado aveva indotto il legislatore nella legge n. 353 del 26-11-1990 a riformulare la disciplina relativa ai provvedimenti da adottare in tema di provvisoria esecuzione, provvedimenti sostanzialmente limitati alla sola facoltà di sospendere la stessa. La vecchia formulazione dell'art. 351 c.p.c. attribuiva al collegio il potere di emettere l'ordinanza di cui all'art. 283, e cioè quale razionale conseguenza della natura necessariamente collegiale del giudizio d'appello sia per quanto concerne la decisione (così come è sempre stato) sia per quanto concerne la trattazione [v. 350]. L'attribuzione al tribunale quale giudice monocratico della competenza a decidere gli appelli avverso le sentenze del giudice di pace ha comportato la necessità di sostituire il riferimento al collegio con quello ben più ampio alla figura del «giudice». Anche la disciplina del secondo comma resta nel contenuto sostanzialmente immutata, fatta eccezione per la modifica di carattere formale relativa all'organo cui indirizzare la richiesta (giudice per le cause di competenza del tribunale -- presidente del collegio per quelle di competenza della corte d'appello). Identico discorso va fatto in ordine alle modalità attraverso le quali si procede alla decisione sulla sospensione in via anticipata, dove all'unitario riferimento, di cui alla normativa anteriore, al presidente del collegio, si addiviene alla differenziazione tra tribunale e corte d'appello. Infatti, mentre per gli appelli devoluti a quest'ultima, la fissazione dell'udienza di comparizione delle parti in camera di consiglio dinanzi al collegio, nonché la facoltà di sospensione provvisoria dell'efficacia esecutiva o dell'esecuzione già intrapresa, spetta al presidente della corte, per gli appelli devoluti al tribunale il legislatore adopera la generica espressione di «tribunale».

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 8150/2014

La costituzione nella fase dei provvedimenti sull'esecuzione provvisoria della sentenza, disciplinata dall'art. 351 cod. proc. civ., non implica l'automatica costituzione della parte nella fase di merito, in quanto, da un lato, la legge regola il procedimento di inibitoria come autonomo, e, dall'altro, diversamente interpretando, l'appellato, costituendosi nella fase sommaria preliminare, sarebbe tenuto a proporre appello incidentale in un termine più breve rispetto a quello fissato dagli artt. 166 e 343 cod. proc. civ.

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