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Articolo 190

Codice di Procedura Civile

Comparse conclusionali e memorie

Dispositivo dell'art. 190 Codice di Procedura Civile

Le comparse conclusionali debbono essere depositate (1) entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla rimessione della causa al collegio e le memorie di replica entro i venti giorni successivi (2).
Per il deposito delle comparse conclusionali il giudice istruttore, quando rimette la causa al collegio, può fissare un termine più breve, comunque non inferiore a venti giorni.

Note

(1) Il deposito delle comparse conclusionali e delle memorie di replica avviene presso la cancelleria: vanni deposti un originale da inserire nel fascicolo di parte e le copie destinate alla controparte e al fascicolo d'ufficio.
Il deposito costituisce una facoltà delle parti e non un obbligo: il mancato deposito di tali atti non comporta alcuna conseguenza.

(2) I termini per lo scambio delle comparse conclusionali si calcolano con riferimento alla rimessione della causa al collegio.

Replicatio est contraria exceptio, quasi exceptionis exceptio

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 8737/2014

La comparsa conclusionale, pur avendo natura semplicemente illustrativa, può contenere la rinuncia a una domanda formulata nell'atto introduttivo del giudizio.

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Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 190 del c.p.c.

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

03/05/2016 Liguria
Massimo B. chiede

Buongiorno,
Questo è un quesito che pongo successivo a quello del 30/04/2016.
QUESITO:
Il 22 febbraio 2016, durante l'ultima udienza, il Giudice ha disposto espressamente, a verbale, la concessione dei termini ex 190 cpc. Dopo la consegna delle memorie conclusionali ma prima della consegna delle repliche, il Giudice è stato trasferito alla Corte di Appello dello stesso Tribunale.
Le repliche saranno consegnate nei termini (12/05/2016).
Una volta nominato il nuovo giudice, le comparse conclusionali dovranno essere ripresentate o si potranno utilizzare quelle già consegnate nei precedenti termini?
Grazie e cordiali saluti.

Massimo B.

Consulenza legale i 09/05/2016

Per rispondere al quesito è opportuno riprendere in mano la risposta già offerta in merito al problema della sostituzione del Giudice assegnatario del procedimento in un momento antecedente l’emissione della sentenza.

Si precisava, infatti, che il nuovo Giudice nominato a seguito del trasferimento del primo è tenuto – a pena di nullità dell’eventuale emananda sentenza – a riconvocare le parti avanti a sè per una “nuova” precisazione delle conclusioni.

Ora, secondo la nostra opinione, maturata a seguito di indagine dottrinale, giacché non constano precedenti giurisprudenziali sul punto, il deposito di nuovi atti conclusivi (comparse conclusionali e repliche) si rende necessario, proprio per le ragioni che hanno condotto i commentatori a ritenere che il nuovo Giudice debba disporre il rinnovo della discussione della causa.

E’ evidente, peraltro, che se non siano intervenute novità di rilievo processuale nel frattempo, il contenuto – nel caso specifico in esame – della comparsa conclusionale sarà il medesimo di quella già depositata (con la differenza, a discrezione del legale che la redige, che nella parte introduttiva relativa allo svolgimento del giudizio verrà dato conto dell’avvicendamento del Giudice e dei motivi della sostituzione); non si dimentichi, tuttavia, che possono verificarsi anche fatti che incidono sul processo (ad esempio la formazione ex post di nuovi documenti, che legittimano una richiesta al Giudice di “rimessione in termini”, ovvero consentono di chiedere al Giudice di poter depositare nuovi documenti anche se sono maturate le preclusioni/i termini per farlo), e quindi anche sul contenuto degli atti finali, a volte in maniera consistente per cui le conclusioni ne risulteranno sostanzialmente modificate.


30/04/2016 Liguria
Massimo B. chiede

Buongiorno,
Il 22 febbraio 2016, durante l'ultima udienza, il Giudice ha disposto espressamente, a verbale, la concessione dei termini ex 190 cpc. Dopo la consegna delle memorie conclusionali ma prima della consegna delle repliche, il Giudice è stato trasferito alla Corte di Appello dello stesso Tribunale.
Desiderei sapere se il Giudice trasferito che ha seguito la causa di merito fino alla consegna delle memorie conclusionali potrà pronunciare la sentenza o questa dovrà essere emessa da un nuovo giudice in sostituzione del precedente.
Grazie e cordiali saluti.
Massimo B.

Consulenza legale i 05/05/2016

La giurisprudenza si è occupata molte volte della questione, della quale è stato investito anche l’organo di autodisciplina della magistratura (il CSM, Consiglio Superiore della Magistratura), e sul punto si è ormai consolidato un preciso orientamento, che scaturisce da un interpretazione complessiva delle norme in materia di procedura civile.

Il Giudice che ha trattato il procedimento ed assunto le prove fino al momento del deposito degli atti difensivi finali (oppure, come nel caso di specie, fino al deposito anche solo delle comparse conclusionali) non necessariamente dev’essere poi il medesimo che decide sulla controversia, e ciò in forza dell’art. 174 codice di procedura civile, secondo il quale: “Il giudice designato è investito di tutta l’istruzione della causa e della relazione al collegio. Soltanto in caso di assoluto impedimento o di gravi esigenze di servizio può essere sostituito con decreto del presidente [79 disp. att.]. La sostituzione può essere disposta, quando è indispensabile, anche per il compimento di singoli atti.”.

Come si può leggere, la norma detta, in realtà, come regola generale, l’insostituibilità del Giudice, ma precisa altresì che la stessa può trovare una deroga in alcune, tassative, ipotesi.

La giurisprudenza, poi, ha precisato ulteriormente le condizioni perché ciò avvenga senza pregiudizio dell’esito del procedimento, ed ha stabilito che, ai fini della regolarità dell’emananda sentenza – nell’ipotesi in cui venga nominato un nuovo Giudice in sostituzione dell’altro – quest’ultimo fissi nuovamente un’udienza avanti a sé affinché le parti precisino le proprie conclusioni. Diversamente, se così non fosse, la successiva sentenza sarebbe viziata da radicale nullità.

La pronuncia di riferimento che per prima è giunta a tale conclusione è la n. 13831 del 10/12/1999 della Corte di Cassazione, la quale ha dettato il principio generale: “È nulla per vizio di sottoscrizione la sentenza che definisce un procedimento di primo grado dinanzi al giudice unico qualora quest'ultimo, dopo la precisazione delle conclusioni e prima della decisione, sia stato trasferito e, per l'effetto, (illegittimamente) sostituito, con decreto del presidente del tribunale, con altro giudice che abbia, a sua volta, emanato la decisione e sottoscritto la relativa sentenza. In tal caso, difatti, giusta il disposto dell'art. 161 del c.p.c., la radicale nullità della pronuncia consegue alla sottoscrizione apposta da giudice diverso da quello che avrebbe dovuto apporla perché investito della cognizione del processo in base a decreto "contra legem" (dacché non connesso ad un contestuale provvedimento di rimessione della causa sul ruolo, onde consentire alle parti una nuova precisazione delle conclusioni), senza che, in contrario, possa utilmente invocarsi il disposto dell'art. 174 del c.p.c. del codice di rito, funzionale alla sola sostituzione del giudice istruttore nel corso dell'istruttoria - ovvero (art. 174, comma 2) alla sua sostituzione tout court nel solo caso di assoluto impedimento.”

Successivamente la medesima Corte ha mantenuto negli anni lo stesso orientamento: “Nel caso in cui sia stato necessario provvedere alla sostituzione del giudice dinanzi al quale si era svolta l'udienza di discussione della causa perché cessato dall'incarico, il decreto del capo dell'ufficio che dispone ex art. 174 c.p.c. la sostituzione non deve essere comunicato alle parti, ma il nuovo giudice designato deve fissare una nuova udienza dinanzi a sé per il rinnovo della discussione della causa, in mancanza verificandosi un difetto della legittima costituzione del giudice, e conseguentemente una nullità, assoluta e insanabile, della sentenza emanata, rilevabile in ogni stato e grado del processo fino al formarsi del giudicato, e non anche oltre, a mezzo dell'azione di nullità. La nullità, rilevata nel corso del giudizio di cassazione, comporta la necessità di rimettere la causa al giudice di pari grado a quello che ha pronunciato la sentenza cassata.” (Cass. civile, sez. II, 08/04/2009, n. 8545), e ciò fino alle Sezioni Unite del 2013 (sentenza del 2 dicembre 2013, n.26938): “Fermo restando, dunque, che entrambi gli orientamenti sopra richiamati concordano sul fatto che nella fase compresa tra l'udienza di precisazione delle conclusioni ed il deposito della sentenza la persona del giudice non può essere sostituita, se non previo rinnovo della detta udienza, e che nel caso di inosservanza del principio l'effetto che ne consegue è quello della nullità della sentenza, (…)”.

A tale orientamento si è pienamente conformato - come si accennava poc’anzi - anche il CSM in una sua circolare del 12/5/2005.

In conclusione, per rispondere al quesito che ci occupa, la sentenza potrà e dovrà essere emanata dal nuovo Giudice assegnatario al ruolo, ma quest’ultimo, prima di decidere ed a tale scopo, dovrà previamente riconvocare le parti per la precisazione delle conclusioni innanzi a lui.


10/07/2013 Lombardia
giuliano chiede

Cosa succede se ho depositato la comparsa conclusionale (art. 190 cpc) un giorno in ritardo rispetto al termine perentorio?

Consulenza legale i 10/07/2013

Se la comparsa conclusionale (con il fascicolo di parte) sono stati depositati tardivamente, il giudice ometterà l'esame del fascicolo tardivamente restituito e dovrà decidere allo stato degli atti (v. Cass. civ. Sez. III, Sent., 3 maggio 2011, n. 9687). La sentenza successivamente emessa non sarà nulla.


14/04/2013 Toscana
bernardeso chiede

A partire da quale momento la parte può ritirare la copia della conclusionale della controparte e a lei destinata? E' necessario che abbia depositato la sua?

Consulenza legale i 15/04/2013

Copia della comparsa conclusione della controparte viene depositata da questa, unitamente all'originale e alla copia per l'ufficio, entro il termine concesso dal giudice ai sensi dell'art. 190 del c.p.c.. E' irrilevante che sia stata o meno depositata la propria comparsa.
Ciascun tribunale segue una propria prassi nella consegna di tale copia alla parte cui è destinata, ma solitamente esse vengono immesse nell'apposita cassetta che l'avvocato di parte ha a disposizione presso quella autorità giudiziaria.


07/11/2012 Campania
www chiede

Qualora il Giudice non disponga espressamente, a verbale, la concessione dei termini ex 190 cpc, essi si considerano comunque concessi, oppure il Giudice potrà direttamente decidere sulla base degli atti già depositati in precedenza?

Consulenza legale i 09/11/2012

Se il giudice non ha concesso espressamente i termini di cui all'art. 190 del c.p.c., questi non possono intendersi concessi ugualmente.

Sul punto merita di essere ricordata la posizione della Corte di Cassazione, secondo la quale la mancata assegnazione dei termini per il deposito delle comparse conclusionali e delle memorie finali di replica costituisce motivo di nullità della conseguente sentenza, impedendo ai difensori delle parti di svolgere nella sua pienezza il diritto di difesa, con conseguente violazione del principio del contraddittorio (Cass. Civ., 6 marzo 2006, n. 4805).

Tuttavia, è bene segnalare anche una seconda pronuncia degli ermellini in tale ambito, Cass. 23 febbraio 2006, n. 4020, secondo la quale la mancata assegnazione alle parti del termine per lo scambio delle comparse conclusionali e delle memorie, o la pronunzia della sentenza prima della scadenza dei termini già assegnati, previsti dall'art. 190 c.p.c., non sono di per sé causa di nullità della sentenza stessa, essendo indispensabile, perché possa dirsi violato il principio del contraddittorio, che la irrituale conduzione del processo abbia prodotto in concreto una lesione del diritto di difesa; a tal fine, la parte deve dimostrare che l'impossibilità di assolvere all'onere del deposito delle comparse conclusionali e delle memorie di replica ha impedito alla difesa di svolgere ulteriori e rilevanti aggiunte o specificazioni a sostegno delle proprie domande e/o eccezioni rispetto a quanto già indicato nelle precedenti fasi del giudizio.


08/02/2011
chiede

Dopo il deposito delle conclusionale e memorie di replica è possibile depositare un atto aggiuntivo?

Consulenza legale i 11/02/2011

L'art. 190 del c.p.c. dispone che il termine per il deposito delle comparse conclusionali e memorie di replica decorre a partire dalla rimessione della decisione al collegio da parte del giudice istruttore. Ciò significa che, una volta scambiate le comparse e le repliche, il processo entra nella fase decisoria e alle parti è preclusa ogni ulteriore difesa scritta.


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