Come la precedente edizione, si conferma un'Opera che tratta con completezza il tema fondamentale delle impugnazioni.
La trattazione inizia con la disciplina generale delle impugnazioni, per spaziare, poi, al giudizio di appello, al ricorso per Cassazione, alla revocazione, all'opposizione di terzo.
Ciascun capitolo è concluso da una completa bibliografia, che permette di approfondire in maniera proficua i singoli istituti trattati, e da una rassegna di giurisprudenza... (continua)
L'opera è un vademecum in grado di guidare il lettore dalla genesi alla conclusione di un giudizio arbitrale. Costituisce, simultaneamente, una somma di brevi monografie sui singoli istituti ed una illustrazione unitaria del fenomeno arbitrale, esaminato dalla prospettiva del diritto vivente. Il volume è rivolto a tutti i professionisti, non solamente giuristi, privilegiando uno stile espositivo chiaro e lineare che, con numerosi esempi tratti dalla pratica e dalla... (continua)
La competenza degli arbitri non è esclusa dalla connessione tra la controversia ad essi deferita ed una causa pendente dinanzi al giudice (1) (2) (3).
(1) Articolo inserito dalla l. 5-1-1994, n. 25 (art. 11), in vigore dal 17-4-1994.
Superando un precedente consolidato indirizzo giurisprudenziale volto ad affermare il principio della concentrazione nel giudizio ordinario della controversia connessa, pendente innanzi ad arbitri, la norma ha affermato l'opposta regola, espressione del favor arbitrati, in forza della quale nel rispetto della volontà delle parti, che hanno scelto il giudizio arbitrale, permane la competenza arbitrale anche in ipotesi di connessione della controversia de quo con altra pendente innanzi al giudice ordinario. Si evitano, così, gli effetti pregiudizievoli di uso strumentale della connessione ad opera delle parti cui si offriva un facile espediente per paralizzare il giudizio arbitrale e sottrarsi alla volontà compromissoria espressa in precedenza.
(2) Ai sensi dell'art. 27, l. 5-1-1994, n. 25, il presente articolo si applica ai procedimenti arbitrali in corso, salvo che non sia intervenuta pronunzia di incompetenza per motivi di connessione tra la controversia deferita agli arbitri ed una causa pendente davanti al giudice.
(3) Dal disposto letterale della norma sembra escludersi ogni possibilità di applicazione della normativa generale in tema di connessione [v. 40], ad eccezione forse del caso di connessione tra controversie entrambe oggetto di giudizio arbitrale, per le quali, in assenza di una specifica disposizione, sembra ammissibile l'applicazione analogica della disciplina generale.
La norma, di nuova introduzione, consacra il favore del legislatore verso l'istituto arbitrale come forma di soluzione alternativa delle controversie, non soltanto perché espressione dell'autonomia privata ma anche perché strumento più adeguato alle dinamiche del mondo degli affari. Sull'utilità teorica della riforma, dunque, nulla quaestio. Sul piano pratico, invece, la stessa lascia aperte notevoli problematiche, poiché nulla dispone circa il regime applicabile ai rapporti connessi.
È dubbio, infatti, se i due processi debbano proseguire autonomamente e contemporaneamente o se possa farsi ricorso alla disciplina dettata dall'art. 295 per evitare, comunque, giudicati contrastanti. Se questa fosse la soluzione da adottare, dovrebbe essere il giudice ordinario a sospendere il giudizio pregiudicato da una causa pendente davanti ad arbitri.
Dopo la prima edizione di quest'opera, pubblicata nel gennaio del 2000, tre eventi significativi sono intervenuti, interessando la natura dell'arbitrato e i suoi rapporti con la giurisdizione statale e, in particolare, la natura e gli effetti del lodo pronunciato dagli arbitri. I primi due eventi hanno coinvolto la giurisprudenza della Corte di cassazione e della Corte costituzionale. Il terzo evento è costituito dalla riforma di cui alla legge 14 maggio 2005, n. 80 e al decreto... (continua)
Il libro è il frutto di una ricerca congiunta della Camera arbitrale di Milano e dell'Istituto di diritto dell'Università Carlo Cattaneo-LIUC di Castellanza. I due enti - uno operativo, la Camera arbitrale, l'altro di ricerca, l'istituto dell'Università di Castellanza - hanno redatto delle Linee Guida per la pubblicazione in forma anonima dei lodi arbitrali che possano - concretamente ma secondo parametri scientifici - aiutare gli studiosi e i pratici alle prese con... (continua)
Il Formulario commentato dell'Arbitrato attraverso i due supporti integrati, volume cartaceo e banca dati su CD-rom, offre una disamina completa di tutti i profili e gli aspetti pratici della disciplina, trattando anche la normativa sui lodi stranieri, l'arbitrato nelle controversie di lavoro, come modificato dalla legge 183/2010 (collegato lavoro), nonché in materia di contratti pubblici e in ambito societario.
L'opera presenta una vasta raccolta di oltre 100 modelli di atti... (continua)
Il lavoro, giunto alla quarta edizione, rimane a grandi linee fedele all'impostazione della ricerca originaria, pubblicata per la prima volta nel 1995. Il volume offre agli studenti, agli studiosi e ai pratici dell'istituto dell'arbitrato un ottimo strumento di conoscenza e di aggiornamento e presenta, inoltre, la struttura di un manuale: premesse e presupposti, trattazione, istruttoria, conclusione, impugnazioni, illustrazione delle norme e frequenti incursioni nella pratica. Il volume... (continua)