Testi per approfondire questo articolo

La divisione dei beni ereditari. Manuale per la pratica attuazione della normativa

Collana: Professionisti & Imprese
Pagine: 274
Data di pubblicazione: aprile 2011
Prezzo: 29 -10%29 €

Il testo è una disamina di tutte le possibili casistiche di divisione ereditaria. L'analisi - corredata da precisi e dettagliati esempi pratici, con ipotesi di calcolo e casi svolti - è condotta attraverso svariate tipologie di beni (mobili, immobili e mobili registrati), in modo da coinvolgere l'interesse di molteplici figure professionali - quali principalmente dottori commercialisti, notai, legali, geometri - ma anche di enti pubblici ed associazioni riconosciute. La... (continua)

La divisione dei beni ereditari. Con CD-ROM

Editore: Buffetti
Collana: Diritto
Pagine: 250
Data di pubblicazione: dicembre 2007
Prezzo: 26 -10%26 €

Una guida pratica rivolta ai Professionisti (ingegneri, geometri, periti) che si confrontano con le problematiche interpretative e operative della pratica quotidiana relative alla divisione dei beni ereditari e alle procedure connesse, ma anche un valido strumento di orientamento per i non addetti ai lavori che vogliono comprendere termini e modalità operative/applicative delle norme vigenti. Un manuale didattico di estrema chiarezza, ma anche di notevole utilità pratica,... (continua)

La divisione ereditaria

Editore: CEDAM
Data di pubblicazione: dicembre 2006
Prezzo: 22 -10%22 €

← Art. precedente Art. successivo →

Dispositivo dell'art. 768 Codice Civile

Il coerede che ha alienato la sua porzione o una parte di essa non è più ammesso a impugnare la divisione per dolo [1439] o violenza [1434], se l'alienazione è seguita quando il dolo era stato scoperto o la violenza era cessata.
Il coerede non perde il diritto di proporre l'impugnazione, se la vendita è limitata a oggetti di facile deterioramento o di valore minimo in rapporto alla quota.


Ratio Legis

L'esclusione dell'impugnazione per dolo o violenza si giustifica in considerazione del fatto che l'alienazione della quota con la consapevolezza del vizio che inficia l'atto di divisione equivale ad una tacita conferma del negozio invalido [v. 1444]. A ciò si aggiunge l'esigenza di salvaguardare, per quanto possibile, la divisione già compiuta.

Quesiti degli utenti

Quesito numero 1334
Antonio, lunedì 25 ottobre 2010 , chiede:

Cosa disciplina la legge n. 55/2006?


Risposta della redazione di Brocardi.it, al quesito N°1334 del lunedì 1 novembre 2010 :

La l. n. 55/2006 disciplina l'istituto del patto di famiglia, previsto e disciplinato nei nuovi articoli da 768 bis a 768 octies nel codice civile. Il patto di famiglia è uno strumento contrattuale attraverso il quale l'imprenditore può designare in anticipo chi, fra i più stretti famigliari, debba succedergli quale titolare dell'azienda (o della propria partecipazione sociale) senza attendere l'apertura della successione. L'istituto riveste interesse soprattutto per le imprese a ristretta compagine e a matrice familiare, spesso esposte a rischio di conflitti tra gli eredi del titolare.
Il patto di famiglia è un contratto formale, plurilaterale, intuitu personae, ad efficacia reale: esso trasferisce la titolarità dell'azienda o delle partecipazioni a titolo gratuito e con effetti immediati. Il negozio deve essere inderogabilmente stipulato per atto pubblico notarile, a pena di nullità.
Al patto di famiglia devono partecipare, oltre al disponente e al discendente beneficiario, anche il coniuge e tutti coloro che sarebbero legittimari ove in quel momento si aprisse la successione nel patrimonio dell'imprenditore.


Attenzione: prenderemo in esame SOLO richieste scritte in italiano corretto, con adeguata punteggiatura, riferite a quesiti di interesse.