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Articolo 2215

Codice Civile

Modalità di tenuta delle scritture contabili

Dispositivo dell'art. 2215 Codice Civile

I libri contabili [2214, 2421], prima di essere messi in uso, devono essere numerati progressivamente in ogni pagina e, qualora sia previsto l'obbligo della bollatura o della vidimazione, bollati in ogni foglio dall'ufficio del registro delle imprese [2188] o da un notaio secondo le disposizioni delle leggi speciali. L'ufficio del registro o il notaio deve dichiarare nell'ultima pagina dei libri il numero dei fogli che li compongono (2). Il libro giornale e il libro degli inventari devono essere numerati progressivamente e non sono soggetti a bollatura né a vidimazione.

Note

(2) Le scritture contabili obbligatorie devono essere tenute regolarmente, rispettando cioè le formalità intrinseche ed estrinseche previste dalla legge. In particolare, le formalità intrinseche attengono al contenuto dei libri e alle regole da seguire nella scritturazione; mentre quelle estrinseche si riferiscono all'esteriorità dei libri e li riguardano nel loro complesso. Esse devono osservarsi prima dell'uso e successivamente, entro scadenze prefissate.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 14018/2007

L'abrogazione dell'obbligo della bollatura e della vidimazione del libro giornale e del libro degli inventari (disposta dall'art. 8 della legge n. 383 del 2001), già prevista dall'art. 2215 c.c., è entrata in vigore il 25 ottobre 2001, senza effetto retroattivo. Da ciò consegue che le violazioni del suddetto obbligo, commesse prima di tale data, conservano il loro rilievo ai fini fiscali, e legittimano l'erario a procedere all'accertamento sintetico del reddito risultante da libri contabili non vidimati o vidimati posteriormente alle annotazioni.

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