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Articolo 1390

Codice Civile

Vizi della volontà

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Dispositivo dell'art. 1390 Codice Civile

Il contratto è annullabile se è viziata la volontà del rappresentante (1). Quando però il vizio riguarda elementi predeterminati dal rappresentato, il contratto è annullabile solo se era viziata la volontà di questo (2).

Note

(1) Se, cioè, egli versa in errore (1427 ss.), ovvero vi sia stata violenza (1434 ss.) o dolo (1439 ss.).

(2) Ad esempio, il rappresentato viene raggirato da un terzo in accordo con la controparte che ne trae profitto (1439 2).


Ratio Legis

La norma si spiega considerando che il negozio nasce dalla volontà del rappresentante e, pertanto, rilevano i vizi della sua volontà. Se, però, è il rappresentato a fornire precise istruzioni è necessario verificare se la sua volontà è viziata.

Relazione al Libro delle Obbligazioni

(Relazione del Guardasigilli al Progetto Ministeriale - Libro delle Obbligazioni 1941)

255La Commissione reale aveva ritenuto che il rappresentante non dovesse avere la capacità di obbligarsi; aveva richiesto la capacità di rappresentare altri in conformità della legge (art. 31).
In realtà, però, non esistono norme che stabiliscono capacità speciale per rappresentare validamente; perciò la formula della Commissione reale andava precisata.
Ho chiarito che basta la capacità d'intendere e di volere ma deve sempre trattarsi di una capacità in concreto, e cioè rispetto al singolo contratto (art. 275); in modo che deve, caso per caso, indagarsi se il rappresentante poteva discernere la natura e l'entità precisa dell'effetto giuridico prodotto dall'atto da lui compiuto.
Ho aggiunto che, in ogni ipotesi, nella rappresentanza volontaria, deve essere legalmente capace il rappresentato: il rappresentante contrae per un interesse altrui, ed è quindi il rappresentato che dispone dell'interesse oggetto del contratto concluso dal rappresentante.
In coerenza deve considerarsi rilevante anche il vizio della volontà del rappresentato, oltre al vizio che inficia la volontà del rappresentante. L'art. 31 ult. cpv. del progetto del 1936 riteneva efficiente il difetto di volere del rappresentato solo quando il rappresentante non avesse fatto che esprimere la volontà del rappresentato: la formula, però, non distingueva il rappresentante dal nuncio; e l'ho modificata, riferendomi al vizio che cada su elementi predeterminati dal rappresentato.

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