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Articolo 16

Costituzione

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Dispositivo dell'art. 16 Costituzione

Ogni cittadino può circolare e soggiornareliberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale (1), salvo le limitazioni (2) che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza [120]. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche (3).
Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica [35] e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge (4).

Note

(1) La libera circolazione sul territorio nazionale trova una norma corrispondente nell'art. 120, che vieta alle Regioni di «adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose» tra i rispettivi territori. Anche se la locuzione «cittadino» non estende agli stranieri tale diritto, si ricordi che attualmente la libertà di circolazione e soggiorno riguarda tutto il territorio degli Stati aderenti all'Unione europea: l'articolo 18 TCE afferma, infatti, che «ogni cittadino dell'Unione ha il diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri». A tutelare la libertà di circolazione e di soggiorno nel contesto comunitario è intervenuta anche la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea che, all'art. 45, attribuisce tale diritto sia ai cittadini dell'Unione europea che ai cittadini dei paesi terzi risiedenti legalmente sul territorio di uno Stato membro.

(2) Limitazioni alla libera circolazione sono implicite già nella stessa Costituzione, ad esempio l'obbligo di residenza nel luogo di lavoro per talune categorie di pubblici impiegati, o il domicilio familiare per i coniugi a tutela degli obblighi di mantenimento reciproco e verso i figli (v. 30).

(3) La Costituzione ha inteso chiaramente ripudiare l'uso indiscriminato, fatto dal regime fascista, delle misure di prevenzione personale (ad es. il confino), applicate quasi sempre per ragioni politiche, che potevano essere adottate anche in base a semplici indizi o sospetti (non presupponendo necessariamente la commissione dei reati).
Tali misure, nel nostro sistema, non avendo dettato la Costituzione una previsione espressa al riguardo, sono state prima adeguate ai principi costituzionali (v. L. 1423/56) e solo dopo molto tempo accantonate, alla luce della constatazione della loro inutilità (o, a volte, dannosità). Perciò, nei confronti di persone considerate «socialmente pericolose», prima inviate al soggiorno obbligato in una località lontana da quella di origine, si è preferito utilizzare un rafforzamento ed inasprimento delle misure di tipo patrimoniale (così la legge Rognoni-La Torre n. 646/82 e le successive, nn. 55/90 e 203/91), dirette al recupero o alla sottrazione degli illeciti arricchimenti e comunque sicuramente compatibili con i principi costituzionali.

(4) La libertà degli spostamenti è riconosciuta sia all'interno del territorio nazionale che in uscita da esso ed è subordinata al possesso di un valido documento di riconoscimento (passaporto, carta d'identità). Non trova, però, pari riconoscimento il diritto di chi non è cittadino italiano (ma ad esso è equiparato il cittadino di uno Stato dell'Unione europea) ad entrare nel territorio nazionale ed a circolarvi liberamente (v. 10).


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