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Articolo 13

Costituzione

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Dispositivo dell'art. 13 Costituzione

La libertà personale è inviolabile [289 bis, 605, 606, 607, 608, 609, 630] (1).
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge [244, 245, 247, 249, 266 ss., 272 ss. c.p.p.; 118, 260 c.p.c.] (2).
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto [352, 354, 356, 380, 381, 384] (3).
È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà [606, 607, 608, 609 c.p.] (4).
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva [137 c.p.; 303 c.p.p.] (5).

Note

(1) La libertà personale, così come ogni altro diritto di libertà, è un diritto naturale dell'uomo che l'ordinamento si limita a riconoscere, non essendo una sua concessione. Essa si sostanzia nel diritto a non subire imposizioni tanto da altri soggetti (vedi, ad esempio, art. 41 Cost.) che dalla pubblica autorità (si vedano i commi successivi ma anche l'art. 77 Cost.), sia in una dimensione fisica che morale. A livello comunitario la libertà personale è garantita dall'art. 6 della Carta Europea dei Diritti dell'Uomo secondo il quale "ogni individuo ha diritto alla libertà e alla sicurezza".

(2) La prima parte del comma si chiude con una formula, "qualsiasi altra restrizione della libertà personale", aperta e volta a consentire di includere nella previsione ogni forma limitativa anche diversa da quelle elencate.
La seconda parte del comma, nel disciplinare due eccezioni alla limitazione della libertà personale, fa riferimento a due importanti principi. Il primo è quello di riserva di giurisdizionale: solo la magistratura, organo terzo ed imparziale (v. 101, 106 Cost.), può restringere la libertà personale dei singoli; questo sia per le garanzie di obiettività che fornisce sia perchè le ragioni dei suoi provvedimenti, che devono essere motivati, sono sempre conoscibili. Il secondo è quello di riserva di legge assoluta e rinforzata: solo la legge ordinaria, emanata dal Parlamento, può stabilire in quali casi e modi la libertà del singolo è sacrificabile (riserva assoluta) e lo fa nel rispetto delle norme, gerarchicamente sovraordinate, della Costituzione (riserva rinforzata).

(3) Il terzo comma tiene conto della possibilità che particolari esigenze non consentano di attendere l'emanazione di un'atto dell'autorità giudiziaria: in tali casi possono essere adottati provvedimenti (ad esempio l'arresto in flagranza di reato, art. 380 ss. c.p.p., o il fermo di polizia, art. 384 c.p.p.) che, comunque, sono circondati da una serie di cautele (obbligo di comunicazione e successiva convalida) e che rispettano il principio di legalità potendo essere adottati solo in ipotesi tassative di legge.

(4) Lo scopo del comma è quello di garantire che il valore della dignità umana sia considerato e rispettato anche nei confronti di chi vede limitata la propria libertà. Rispetto all'art. 27 comma 3 Cost, che attiene alla funzione rieducativa della pena ed al suo rispetto al senso di umanità, la norma in esame copre anche il momento anteriore a quello della pena in senso stretto: pertanto, sono vietate, ad esempio, quelle forme di tortura che siano volte ad estorcere una confessione a chi sia stato sottoposto a fermo (384 c.p.p.). Altro problema che si lega a tale comma è quello del sovraffollamento carcerario.

(5) Nel codice di procedura penale la carcerazione preventiva assume la denominazione di "custodia cautelare" (285 c.p.p.). Nel tempo, sono intervenute molte leggi a modifica della relativa disciplina, espressioni soprattutto di tendenze politiche opposte (più o meno rigoriste); di fatto, si assiste spesso alla scarcerazione degli imputati per scadenza dei termini di custodia cautelare senza che sia stato definito il processo.


Ratio Legis

Il costituente pone la libertà personale come il primo dei diritti dei singoli in quanto essa è presupposto indispensabile perchè ognuno possa accedere anche alle altre libertà. Tuttavia, essa non è assoluta in quanto incontra precisi limiti che, però, il costituente sceglie di individuare con precisione avendo a mente come il regime fascista avesse eliminato ogni libertà dei cittadini.

Relazione al Progetto della Costituzione

(Relazione del Presidente della Commissione per la Costituzione Meuccio Ruini che accompagna il Progetto di Costituzione della Repubblica italiana, 1947)

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[...] quando, per le limitazioni della libertà personale e del domicilio, nel porre i necessari presidi dell'indicazione di casi tassativi, da parte della legge, e d'una decisione motivata dell'autorità giudiziaria, si aggiunge che gli indilazionabili interventi della pubblica sicurezza, da contenersi sempre nei casi di legge, debbono essere senza eccezione sottoposti alla magistratura, anche se ai fermi è già succeduto il rilascio, ed anche per le perquisizioni e le ispezioni, e per ogni altra misura restrittiva della libertà.

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