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Articolo 373 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n.477)

Documentazione degli atti

Dispositivo dell'art. 373 Codice di procedura penale

1. Salvo quanto disposto in relazione a specifici atti, è redatto verbale [136]:
a) delle denunce, querele e istanze di procedimento presentate oralmente [333 2, 337 2, 341];
b) degli interrogatori e dei confronti con la persona sottoposta alle indagini;
c) delle ispezioni, delle perquisizioni e dei sequestri;
d) delle sommarie informazioni assunte a norma dell'articolo 362;
d-bis) dell'interrogatorio assunto a norma dell'articolo 363;
e) degli accertamenti tecnici compiuti a norma dell'articolo 360.
2. Il verbale è redatto secondo le modalità previste nel titolo III del libro II.
3. Alla documentazione delle attività di indagine preliminare, diverse da quelle previste dal comma 1, si procede soltanto mediante la redazione del verbale in forma riassuntiva [140] ovvero, quando si tratta di atti a contenuto semplice o di limitata rilevanza, mediante le annotazioni ritenute necessarie (1) (2).
4. Gli atti sono documentati nel corso del loro compimento ovvero immediatamente dopo quando ricorrono insuperabili circostanze, da indicarsi specificamente, che impediscono la documentazione contestuale.
5. L'atto contenente la notizia di reato e la documentazione relativa alle indagini sono conservati in apposito fascicolo presso l'ufficio del pubblico ministero assieme agli atti trasmessi dalla polizia giudiziaria a norma dell'articolo 357.
6. Alla redazione del verbale e delle annotazioni provvede l'ufficiale di polizia giudiziaria o l'ausiliario [126] che assiste il pubblico ministero. Si applica la disposizione dell'articolo 142.

Note

(1) Tutte le attività di P.G. non rientranti nel catalogo di cui al comma primo possono essere semplicemente annotate ex art. 357.
(2) Sia le annotazioni della P.G. che quelle del P.M. devono rispettare alcuni parametri contenutistici ovvero devono contenere l'indicazione dell'ufficiale o dell'agente di polizia giudiziaria che ha compiuto le attività di indagine, del giorno, dell'ora e del luogo in cui sono state eseguite e la enunciazione succinta del loro risultato. Se sono assunte dichiarazioni ovvero quando per il compimento di atti ci si avvale di altre persone, devono essere annotate altresì le relative generalità e le altre indicazioni personali utili per la identificazione ex artt. 115 e 119 disp. att. del presente codice.

Ratio Legis

La documentazione dell'attività di indagine risponde a precise esigenze di garanzia.

Massime relative all'art. 373 Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 1264/2009

In tema di documentazione degli atti del P.M., l'assenza dell'ausiliario all'atto della redazione del verbale d'affidamento di un incarico di consulenza tecnica e la mancata sottoscrizione del verbale da parte di quest'ultimo costituiscono irregolarità processuali, in quanto tali inidonee a determinare la nullità dell'atto o della relazione depositata dal consulente tecnico.

Cass. pen. n. 25589/2005

I verbali degli atti d'indagine trasmessi a sostegno di una richiesta di misura cautelare, seppure presentino cancellature di parti del loro contenuto, sono utilizzabili nei contenuti palesi anche nell'eventuale sede di riesame, non avendo il P.M. il dovere di trasmettere i verbali delle indagini nella loro integralità e potendo così inviare semplici stralci di verbali o oscurare una parte del contenuto con omissis a tutela del segreto investigativo che non impedisce lo sviluppo del contraddittorio.

Cass. pen. n. 11924/2005

Il divieto, sancito dall'art.197, lett. d) c.p.p., di assumere come testimoni coloro che hanno svolto la funzione di ausiliari del giudice o del P.M. è posto esclusivamente in relazione all'attività di documentazione degli atti prevista dall'art. 373 dello stesso codice e non anche a quella che l'agente o l'ufficiale di P.G. abbia compiuto nell'esercizio della funzione di polizia giudiziaria.

Cass. pen. n. 7601/1991

La concessione dell'autorizzazione a dilazionare la trasmissione del verbale di fermo ai sensi dell'art. 386 comma terzo, c.p.p., effettuata dal pubblico ministero oralmente, deve essere annotata ad opera dell'ausiliario che assiste il P.M., ai sensi del comma sesto dell'art. 373 c.p.p. subito dopo l'emanazione del relativo provvedimento, trattandosi di atto a contenuto semplice da documentare nel corso del suo compimento (commi terzo e quarto del detto art. 373). L'omissione delle annotazioni, peraltro, non essendo configurabile come nullità di ordine generale ai sensi dell'art. 178 c.p.p. e non essendo munita di sanzione processuale, per il principio di tassatività delle nullità stabilito nell'art. 177 stesso codice, non può essere ritenuta causa di nullità. (Fattispecie in cui il P.M. aveva autorizzato telefonicamente gli organi di polizia giudiziaria a dilazionare la trasmissione del verbale di fermo).

Nel caso in cui il verbale di fermo sia stato trasmesso al pubblico ministero nel termine prorogato su sua autorizzazione, ai sensi del comma terzo dell'art. 386 c.p.p., l'omessa tempestiva annotazione dell'autorizzazione della proroga ex art. 373 comma sesto stesso codice, non comporta l'inefficacia del fermo prevista dal comma settimo del predetto art. 386, dato che l'inefficacia consegue all'inosservanza dei termini per la trasmissione del verbale e non all'omessa annotazione della proroga del termine stesso.

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