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Legge carne sintetica, il Governo la vieta e l'Europa ce la ripropone in tavola

Legge carne sintetica, il Governo la vieta e l'Europa ce la ripropone in tavola
La Camera approva lo stop alle carni coltivate in laboratorio: cosa vieta il DDL? Resta comunque possibile l'annullamento del divieto da parte dell'UE
La Camera approva il disegno di legge che vieta la produzione e distribuzione della carne coltivata in Italia. Più precisamente si tratta di carne prodotta in laboratorio attraverso colture cellulari o tessuti di animali vertebrati.
La proposta di legge, che è passata con 159 voti favorevoli, 53 contrari e 34 astenuti arriverà presto sul tavolo del presidente della Repubblica per essere promulgata. L’Italia diventa il primo Paese in Europa ad introdurre ufficialmente il divieto di alimenti sintetici. Per il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, si tratta di una battaglia "a difesa della salute dei cittadini, del nostro modello produttivo, della nostra qualità, della nostra cultura, semplicemente la nostra sovranità alimentare".

Di tutt’altra opinione sono i sostenitori della c.d. ”carne sintetica”, i quali rimarcano che questo innovativo prodotto potrebbe soddisfare la crescente domanda di carne nel mondo in modo sostenibile, riducendo notevolmente l’impatto ambientale. Infatti, com’è già risaputo da tempo, l’industria della carne è responsabile del 16% delle emissioni di gas serra a livello globale. Quindi, l’uso di carne sintetica si rivelerebbe una scelta sicuramente più ecologica per il nostro pianeta nonché un’alternativa possibile alla carne prodotta dagli allevamenti intensivi. Insomma la lotta tra sostenitori della carne sintetica e gli oppositori è tutt’altro che giunta al termine.

Ma cosa vieta il Governo?
Il provvedimento normativo, composto da 7 articoli, prevede un generale divieto di produzione, utilizzo e immissione sul mercato di alimenti sintetici per gli operatori del settore alimentare (OSA) e dei mangimi. Dove per cibo sintetico si intendono alimenti, bevande e mangimi prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati.

Il DDL proibisce anche il ricorso a “nomi ingannevoli” per il consumatore, per i cibi sintetici derivati da proteine vegetali. Difatti, si vuole porre un veto categorico all’uso della denominazione "carne" per tutti i prodotti a base vegetale trasformati in laboratorio.
In pratica, ciò significa che non potremo più vedere nei supermercati le scritte: hamburger di tofu, bistecca di soia, mortadella vegetale, bresaola di seitan e così via. Uno stop perentorio al cosiddetto “meat sounding”, a tutela del consumatore e degli acquisti consapevoli.

Multe salate per i trasgressori
Sono previste, inoltre, multe salate per tutti gli operatori del settore alimentare e del comparto mangimi che disattendono la normativa.
Tra le sanzioni si prevedono:
  • confisca della merce;
  • sanzione amministrativa pecuniaria dai 10mila euro ai 60mila euro, o del 10 per cento del fatturato totale annuo realizzato nell’ultimo esercizio quando tale importo è superiore a 60mila euro. In ogni caso, la sanzione massima non potrà superare i 150mila euro;
  • chiusura dello stabilimento di produzione da uno a tre anni. In tale periodo, inoltre, i soggetti sanzionati non potranno usufruire di finanziamenti o contributi pubblici dello Stato o dell’UE.
Possibile stop dall’Unione Europea
Il Divieto di carne sintetica approvato dal nostro Governo potrebbe costare all’Italia l’apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Unione europea e venire, quindi, presto annullato.
Infatti, il divieto di importazione andrebbe a violare un importante principio dell’Unione Europea, quello della libera circolazione delle merci. Senza contare che l’Italia ha imposto questo divieto prima ancora che l’Unione Europea avesse legiferato a riguardo. Questo significa che, in caso di un via libera ufficiale alle carni sintetiche proveniente dall’UE, il divieto italiano diventerebbe automaticamente illegittimo.


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