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Articolo 7

Costituzione

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Dispositivo dell'art. 7 Costituzione

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani (1).
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti (2), accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale (3) (4).

Note

(1) La Costituzione configura Stato e Chiesa come due ordinamenti sovrani [v. 1], relativamente ai fini che ciascuno di essi persegue.
I rapporti fra i due ordinamenti sono regolati mediante accordi bilaterali, secondo il modello delle relazioni internazionali fra Stati, pur riconoscendosi alla Chiesa caratteri peculiari di sovranazionalità e universalità.

(2) Il 18 febbraio 1984 è stato sottoscritto tra il Governo italiano e la Santa Sede un nuovo Accordo, indicato nella premessa come atto contenente «modifiche consensuali del Concordato lateranense». Esso costituisce in realtà uno strumento nuovo di regolamentazione dei rapporti tra Stato e Chiesa, ispirato ai principi di eguaglianza e neutralità espressi dalla nuova Costituzione repubblicana, e più consono ai valori espressi dal Concilio Vaticano II.
Il nuovo Concordato consta di tre parti:
-- il Preambolo, in cui si fa riferimento alle trasformazioni della società italiana, dal punto di vista giuridico e religioso;
-- il testo dell'Accordo vero e proprio, di quattordici articoli;
-- il Protocollo addizionale, articolato in sette punti, che ha lo scopo di assicurare, con opportune chiarificazioni, la migliore applicazione dei Patti Lateranensi e delle modifiche convenute.
I punti qualificanti del nuovo Concordato possono così riassumersi: a) neutralità dello Stato in materia religiosa (viene abrogato il principio della religione di Stato e affermata la piena laicità dello stesso); b) assoluta autonomia della organizzazione ecclesiastica (è abrogata la norma che prescriveva il gradimento dello Stato per la nomina degli ecclesiastici ad uffici con cura di anime); c) abrogazione dei privilegi per gli enti ecclesiastici; d) nuova disciplina del matrimonio cattolico; e) superamento del principio secondo il quale l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole costituiva «fondamento e coronamento dell'istruzione pubblica» (art. 36 Concordato del 1929).

(3) La norma ha costituzionalizzato il principio pattizio, in base al quale lo Stato italiano si impegna a stabilire di comune accordo con la Chiesa ogni modifica dei Patti Lateranensi. Se però tale accordo non viene raggiunto, sarà necessaria una legge costituzionale [v. 138] che abroghi l'art. 7 per rivedere unilateralmente i Patti (all'epoca in cui fu redatta la Costituzione, la Chiesa confidava sul fatto che la presenza di un partito cattolico forte in Parlamento avrebbe scongiurato tale possibilità, dal momento che per approvare una legge costituzionale sono necessarie maggioranze molto ampie).

(4) Le norme dei Patti Lateranensi, pur non essendo state costituzionalizzate (possono essere, infatti, modificate da legge ordinaria previo accordo con la Chiesa), hanno la forza necessaria per derogare alla Costituzione.
La Corte Costituzionale, tuttavia, ha individuato un limite a questa immissione nel nostro ordinamento di norme concordatarie: quello del rispetto dei principi supremi, come il principio d'eguaglianza (v. 3), il diritto alla tutela giurisdizionale (v. 24), il principio del giudice naturale (v. 25), la libertà religiosa (v. 19).
All'atto pratico, comunque, la Corte giustifica spesso regimi giuridici differenziati tali da derogare, oltre al principio d'eguaglianza, ad altri istituti costituzionali espressione di principi fondamentali, purché ciò avvenga nei rapporti fra Stato e Chiesa (lo Stato può, quindi, ammettere che le sentenze di tribunali ecclesiastici dispieghino i loro effetti nel suo ordinamento) e non in quelli fra i cittadini (come avverrebbe se dinanzi ai giudici ecclesistici non venisse riconosciuto al cittadino cattolico lo stesso diritto alla difesa di cui beneficiano tutti i cittadini che compaiono davanti alle autorità giudiziarie italiane).


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