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Articolo 5

Codice Penale

Ignoranza della legge penale

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Dispositivo dell'art. 5 Codice Penale

Nessuno può invocare a propria scusa l'ignoranza della legge penale [47 3] (1) (2).

Note

(1) Tale norma si occupa del problema della c.d. coscienza dell' antigiuridicità del fatto, cioè la consapevolezza del disvalore penale della propria condotta, ed è stata al centro di profondi dibattiti dottrinali. Originariamente essa in via assoluta non permetteva che l'ignoranza (cioè assenza di rappresentazione di una data realtà) ovvero l'errore (cioè divergenza tra rappresentazione soggettiva e realtà oggettiva) in relazione alla legge penale potessero essere causa di esclusione della responsabilità penale. Si trattava di un'impostazione decisamente rigorosa che secondo parte della dottrina risultava contrastante con il principio di colpevolezza sancito nell'art. 27 Cost.. La colpevolezza del soggetto agente, così come intesa dal codice penale [v. 42] , è rimproverabilità dello stesso per l'atteggiamento antidoveroso della volontà. Di conseguenza potrà di questa parlarsi solo ove vi sia la conoscenza o, quanto meno, la possibilità di conoscenza dell'antigiuridicità del fatto, soprattutto in relazione agli illeciti penali rientranti nella categoria dei reati di mera creazione legislativa. La stessa giurisprudenza colse l'inadeguatezza della norma e, attraverso il ricorso al principio della buona fede, apportò dei temperamenti limitatamente ai reati contravvenzionali.
Al fine di porre certezza ed accogliendo le istanze di giurisprudenza e dottrina, la Corte Costituzionale, con sentenza 24 marzo 1988, n. 364, ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 5 «nella parte in cui non esclude dall'inescusabilità della ignoranza della legge penale l'ignoranza inevitabile». Ciò significa che il soggetto può considerarsi colpevole solo ove la conoscenza della norma penale fosse possibile, ovviamente fermo restando il generale principio di solidarietà sancito nell'art. 2 Cost. Che pone a carico di ciascun consociato un dovere strumentale di informazione e conoscenza della legge penale. Ne consegue che il soggetto deve considerarsi responsabile ogni qualvolta l'ignoranza della legge penale derivi dalla violazione di quel dovere di informazione. Non sarà così, invece, qualora, pur adempiendo al proprio dovere di informazione, si ravvisi una situazione di ignoranza inevitabile, cioè insuperabile da chiunque altro si fosse trovato nella medesima situazione. L'errore di diritto scusabile, in quanto dovuto ad ignoranza inevitabile, è configurabile solo in presenza di una oggettiva e insuperabile oscurità della norma o del complesso di norme da cui deriva il precetto penalmente sanzionato.

(2) Si rimanda all'art. 47 per quanto attiene ai problemi riguardanti l'individuazione dell'errore sulla legge penale di regola irrilevante ex art. 5 e dell'errore su legge diversa da quella penale.


Ratio Legis

La norma in esame riprende il principio romanistico “ignorantia legis non excusat”, non tanto per affermare in capo ai consociati una generale presunzione di conoscenza della legge, che sarebbe in quanto tale utopica, stante la vastità e variabilità della produzione legislativa, quanto per rimarcarne l'incondizionata prevalenza. Da qui ne deriva per tutti un generale dovere di conoscenza della legge, necessariamente strumentale rispetto al dovere primario di osservanza della legge stessa.

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