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Articolo 471

Codice di Procedura Penale

Pubblicità dell'udienza

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Dispositivo dell'art. 471 Codice di Procedura Penale

1. L'udienza è pubblica a pena di nullità (1) [177-186, 472, 502 2].
2. Non sono ammessi nell'aula di udienza coloro che non hanno compiuto gli anni diciotto, le persone che sono sottoposte a misure di prevenzione e quelle che appaiono in stato di ubriachezza, di intossicazione o di squilibrio mentale.
3. Se alcuna di queste persone deve intervenire all'udienza come testimone [194 ss.], è fatta allontanare non appena la sua presenza non è più necessaria.
4. Non è consentita la presenza in udienza di persone armate, fatta eccezione per gli appartenenti alla forza pubblica, né di persone che portino oggetti atti a molestare. Le persone che turbano il regolare svolgimento dell'udienza sono espulse per ordine del presidente o, in sua assenza, del pubblico ministero, con divieto di assistere alle ulteriori attività processuali [470].
5. Per ragioni di ordine, il presidente può disporre, in casi eccezionali, che l'ammissione nell'aula di udienza sia limitata a un determinato numero di persone (2).
6. I provvedimenti menzionati nel presente articolo sono dati oralmente e senza formalità.

Note

(1) Tale si spiega con la considerazione che la giustizia è amministrata in nome del popolo, per cui a questo deve esserne consentito il controllo.

(2) Il presidente, in virtù del proprio potere discrezionale , può quindi imporre divieti o limitazioni relative all'accesso all'aula, derogando al principio della pubblicità dell'udienza, quando vi sono situazioni che ne possono turbare lo svolgimento.


Ratio Legis

Il principio di pubblicità dell'udienza risponde ad un'esigenza di trasparenza dell'attività giudiziaria.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 1495/1999

La nullità prevista dall'art. 471, primo comma, c.p.p. rientra tra quelle previste dall'art. 181 c.p.p. e, pertanto, deve ritenersi sanata se non tempestivamente eccepita. (Fattispecie relativa a motivo di ricorso con il quale si lamentava omessa motivazione del provvedimento reiettivo dell'istanza di revoca dell'ordine di procedere a porte chiuse; in relazione ad essa, la S.C., nell'enunciare il principio di cui in massima, ha ritenuto che la nullità dell'atto dovesse essere eccepita immediatamente dopo la sua assunzione).

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(continua)