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Articolo 355

Codice di Procedura Civile

Provvedimenti sulla querela di falso

Dispositivo dell'art. 355 Codice di Procedura Civile

Se nel giudizio di appello è proposta querela di falso [221 ss.], il giudice, quando ritiene il documento impugnato rilevante per la decisione della causa, sospende con ordinanza il giudizio (1), e fissa alle parti un termine perentorio entro il quale debbono riassumere la causa di falso davanti al tribunale [125 disp. att.] (2) (3).

Note

(1) Il giudice, nell'ordinare la sospensione, opera una valutazione discrezionale, incensurabile in Cassazione. Egli è tenuto a verificare che sussistano i presupposti della rilevanza del documento ai fini della decisione nel merito e del rispetto di tutte le norme di rito relative all'esercizio della querela di falso (ad esempio, la conferma della querela nella prima udienza davanti al giudice istruttore, art. 99 disp. att.).

(2) La competenza è solo del collegio, che con l'ordinanza deve indicare il termine perentorio entro il quale le parti devono procedere alla riassunzione della causa. Il mancato rispetto del termine per la riassunzione determina l'automatica estinzione del giudizio di falso.

(3) Naturalmente, se ad essere impugnata è una sentenza del giudice di pace, il giudice di secondo grado sarà il tribunale, che potrà pronunciarsi sulla querela di falso proposta e sull'appello nella medesima sentenza.

Ratio Legis

Il tribunale ha competenza funzionale per il giudizio di falso, che non può essere trattato innanzi alla corte d'appello.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 14497/2013

Nell'ipotesi di sospensione del processo ordinata in applicazione di specifiche disposizioni di legge, diverse dall'art. 295 c.p.c., quale è il caso di cui all'art. 355 c.p.c., allorché sia proposta querela di falso nel giudizio di appello ed il giudice ritenga il documento impugnato rilevante per la decisione della causa, il controllo di legittimità, in sede di regolamento necessario di competenza, va limitato alla verifica che la sospensione sia stata disposta in conformità dello schema legale di riferimento e senza che la norma che la giustifica sia stata abusivamente invocata.

Cass. n. 6465/2006

In tema di querela di falso proposta avanti alla corte d'appello, l'ordinanza con cui, ai sensi dell'art. 355 c.p.c., il giudice d'appello rimette le parti avanti al tribunale ritenuto competente per la riassunzione del giudizio sulla querela, ha natura decisoria sulla competenza territoriale relativa a tale giudizio ed è pertanto impugnabile con il regolamento necessario di competenza.

Cass. n. 12137/1997

Qualora nel giudizio principale, in cui siasi svolta in appello la fase rescindente a presentazione di querela incidentale di falso, non si verta in un'ipotesi di litisconsorzio necessario (nella specie: domanda di accertamento del vincolo di responsabilità solidale fra più persone), l'omessa o irrituale notificazione dell'atto di riassunzione innanzi al tribunale competente a norma dell'art. 355 c.p.c. per il giudizio rescissorio, siccome eseguita ad una parte contumace presso il procuratore domiciliatario in primo grado, anziché personalmente, (art. 125 disp. att. c.p.c.), è irrilevante e non costituisce violazione del principio del contraddittorio.

Cass. n. 104/1997

Ai sensi degli artt. 221 e 355 c.p.c., nel giudizio di appello la querela di falso può essere proposta anche all'udienza collegiale e il giudice dell'appello non è tenuto a interpellare la parte, che lo ha prodotto, sulla sua intenzione di avvalersi del documento impugnato, ma deve limitarsi a valutarne la rilevanza ai fini della decisione, sospendendo in caso positivo il giudizio e fissando alle parti un termine perentorio per riassumere la causa di falso davanti al tribunale.

Cass. n. 1683/1980

Ai sensi dell'art. 355 c.p.c. il giudice d'appello dinanzi al quale sia proposta querela di falso deve limitarsi ad accertare se la querela sia stata ritualmente proposta a norma dell'art. 221 c.p.c. e se il documento è rilevante per la decisione della causa, con giudizio insindacabile in sede di legittimità, se congruamente motivato.

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    Mauro Bove, Ancóra sul controllo della motivazione in Cassazione

    Angelo Converso, Il filtro. La prassi delle Corti d’appello

    INTERVENTI

    Vittoria Barsotti

    Girolamo Monteleone.

    Andrea Graziosi.

    Cinzia Gamba

    Roberto Poli

    Giuliano Scarselli

    Antonio Carratta

    Francesco P. Luiso

    Gian Franco Ricci

    (continua)