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Articolo 202

Codice della Strada

Rateazione delle sanzioni pecuniarie (1)

Dispositivo dell'art. 202 Codice della Strada

1. I soggetti tenuti al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria per una o pi¨ violazioni accertate contestualmente con uno stesso verbale, di importo superiore a 200 euro, che versino in condizioni economiche disagiate, possono richiedere la ripartizione del pagamento in rate mensili.


2. Pu˛ avvalersi della facoltÓ di cui al comma 1 chi Ŕ titolare di un reddito imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a euro 10.628,16. Ai fini di cui al presente comma, se l'interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito Ŕ costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante, e i limiti di reddito di cui al periodo precedente sono elevati di euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi.


3. La richiesta di cui al comma 1 Ŕ presentata al prefetto, nel caso in cui la violazione sia stata accertata da funzionari, ufficiali e agenti di cui al primo periodo del comma 1 dell'articolo 208. ╚ presentata al presidente della giunta regionale, al presidente della giunta provinciale o al sindaco, nel caso in cui la violazione sia stata accertata da funzionari, ufficiali e agenti, rispettivamente, delle regioni, delle province o dei comuni.


4. Sulla base delle condizioni economiche del richiedente e dell'entitÓ della somma da pagare, l'autoritÓ di cui al comma 3 dispone la ripartizione del pagamento fino ad un massimo di dodici rate se l'importo dovuto non supera euro 2.000, fino ad un massimo di ventiquattro rate se l'importo dovuto non supera euro 5.000, fino ad un massimo di sessanta rate se l'importo dovuto supera euro 5.000. L'importo di ciascuna rata non pu˛ essere inferiore a euro 100. Sulle somme il cui pagamento Ŕ stato rateizzato si applicano gli interessi al tasso previsto dall'articolo 21, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni.


5. L'istanza di cui al comma 1 deve essere presentata entro trenta giorni dalla data di contestazione o di notificazione della violazione. La presentazione dell'istanza implica la rinuncia ad avvalersi della facoltÓ di ricorso al prefetto di cui all'articolo 203 e di ricorso al giudice di pace di cui all'articolo 204-bis. L'istanza Ŕ comunicata dall'autoritÓ ricevente all'ufficio o comando da cui dipende l'organo accertatore. Entro novanta giorni dalla presentazione dell'istanza l'autoritÓ di cui al comma 3 del presente articolo adotta il provvedimento di accoglimento o di rigetto. Decorso il termine di cui al periodo precedente, l'istanza si intende respinta.


6. La notificazione all'interessato dell'accoglimento dell'istanza, con la determinazione delle modalitÓ e dei tempi della rateazione, ovvero del provvedimento di rigetto Ŕ effettuata con le modalitÓ di cui all'articolo 201. Con le modalitÓ di cui al periodo precedente Ŕ notificata la comunicazione della decorrenza del termine di cui al quarto periodo del comma 5 del presente articolo e degli effetti che ne derivano ai sensi del medesimo comma. L'accoglimento dell'istanza, il rigetto o la decorrenza del termine di cui al citato quarto periodo del comma 5 sono comunicati al comando o ufficio da cui dipende l'organo accertatore.


7. In caso di accoglimento dell'istanza, il comando o ufficio da cui dipende l'organo accertatore provvede alla verifica del pagamento di ciascuna rata. In caso di mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, il debitore decade automaticamente dal beneficio della rateazione. Si applicano le disposizioni del comma 3 dell'articolo 203.


8. In caso di rigetto dell'istanza, il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria deve avvenire entro trenta giorni dalla notificazione del relativo provvedimento ovvero dalla notificazione di cui al secondo periodo del comma 6.


9. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali e delle infrastrutture e dei trasporti, sono disciplinate le modalitÓ di attuazione del presente articolo.


10. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri dell'interno, del lavoro e delle politiche sociali e delle infrastrutture e dei trasporti, sono aggiornati ogni due anni gli importi di cui ai commi 1, 2 e 4 in misura pari all'intera variazione, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi nei due anni precedenti. Il decreto di cui al presente comma Ŕ adottato entro il 1║ dicembre di ogni biennio e gli importi aggiornati si applicano dal 1║ gennaio dell'anno successivo".

Note

(1) Articolo inserito dalla legge 29 luglio 2010 n.120

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10/05/2016 Lazio
Giacomo S. chiede
Salve, a seguito di infrazione stradale (limiti di velocita'), avendo ricevuto un avviso di pagamento notificato il 27/3/2014 di euro 132,60 (entro 5 giorni) e euro 183 (entro i 60 giorni) e avendo pagato invece euro 132,60 in data 16.04.2014, mi viene richiesto in data gennaio 2016 un ulteriore pagamento di 221,30 euro risultanti dall'importo del 50% del massimo della sanzione (cioe' 352 meno l'importo pagato 132,60). E' giusto tutto cio'?. Per mia logica dovrei pagare la differenza tra 183 euro (entro i 60 gg) meno 132 euro (entro i 5 gg) pagati.
Cosa e' giusto?
Grazie
Consulenza legale i 17/05/2016
Con riferimento alla possibilità di pagare una sanzione amministrativa pecuniaria in misura ridotta occorre richiamare il dettato dell'art. 202, comma 1, del Codice della Strada, il quale prevede che:
"1. Per le violazioni per le quali il presente codice stabilisce una sanzione amministrativa pecuniaria, ferma restando l'applicazione delle eventuali sanzioni accessorie, il trasgressore è ammesso a pagare, entro sessanta giorni dalla contestazione o dalla notificazione, una somma pari al minimo fissato dalle singole norme. Tale somma e' ridotta del 30 per cento se il pagamento e' effettuato entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notificazione. La riduzione di cui al periodo precedente non si applica alle violazioni del presente codice per cui e' prevista la sanzione accessoria della confisca del veicolo, ai sensi del comma 3 dell'articolo 210, e la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida".
Se il pagamento non è effettuato secondo le modalità ora indicate, lo stesso Codice della Strada prevede all'art. 206, comma 1, che "la riscossione delle somme dovute a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria è regolata dall'art. 27 della stessa legge 24 novembre 1981, n. 689".
L'art. 27, comma 1, della Legge 24 novembre 1981, n. 689 (richiamato dall'art. 206 del Codice della Strada), stabilisce che "salvo quanto disposto nell'ultimo comma dell'articolo 22, decorso inutilmente il termine fissato per il pagamento, l'autorità che ha emesso l'ordinanza-ingiunzione procede alla riscossione delle somme dovute in base alle norme previste per la esazione delle imposte dirette, trasmettendo il ruolo all'intendenza di finanza che lo dà in carico all'esattore per la riscossione in unica soluzione, senza l'obbligo del non riscosso come riscosso".
In sostanza, in generale, una volta decorso il termine per il pagamento della sanzione amministrativa nella misura prevista dalla norma, l'Amministrazione finanziaria procederà alla riscossione di quanto non versato, sommando alla somma non versata, la sanzione per il mancato pagamento (o per il pagamento in ritardo) e le spese sostenute dall'Amministrazione Finanziaria per la riscossione, oltre alle ulteriori spese di notifica.
A tale proposito, la Giurisprudenza - seppure con riferimento alla versione precedente della norma in questione - ha chiarito che "in tema di sanzioni amministrative conseguenti a violazioni del codice della strada, il pagamento in misura ridotta è consentito, ai sensi dell'art. 202 comma 1 del codice stesso, entro i sessanta giorni dalla contestazione; pertanto, ove l'adempimento avvenga in data successiva allo spirare del termine indicato, il verbale costituisce titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo della sanzione, a norma dell'art. 203 comma 3 dello stesso codice, mentre la somma pagata in ritardo va trattenuta come acconto sul totale" (cfr. Cassazione civile, Sez. II, 23 settembre 2010, n. 20084).
Per concludere, nel caso in cui il pagamento della sanzione pecuniaria sia effettuato oltre il termine di cinque giorni, o in misura inferiore a quella prevista, l'obbligazione non si considera estinta: la somma versata è trattenuta come acconto e, se non sarà effettuato il pagamento in misura ridotta senza sconto entro 60 giorni dalla contestazione o notificazione, sarà iscritta a ruolo una somma pari alla differenza tra la metà del massimo della sanzione edittale (più le spese di procedimento) e l'acconto versato.

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