Cassazione penale Sez. V sentenza n. 24332 del 5 giugno 2015

(1 massima)

(massima n. 1)

╚ inammissibile l'impugnazione cautelare proposta dal P.M. mediante l'uso della posta elettronica certificata (c.d. PEC), in quanto le modalitÓ di presentazione e di spedizione dell'impugnazione, disciplinate dall'art. 583 c.p.p. - esplicitamente indicato dall'art. 309, comma quarto, a sua volta richiamato dall'art. 310, comma secondo, c.p.p. - e applicabili anche al pubblico ministero sono tassative e non ammettono equipollenti, stabilendo soltanto la possibilitÓ di spedizione dell'atto mediante lettera raccomandata o telegramma, al fine di garantire l'autenticitÓ della provenienza e la ricezione dell'atto, mentre nessuna norma prevede la trasmissione mediante l'uso della PEC.

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