Cassazione penale Sez. I sentenza n. 5518 del 12 gennaio 1999

(1 massima)

(massima n. 1)

L'art. 297, comma 3, c.p.p., nello stabilire la decorrenza unitaria dei termini di custodia in ipotesi di pluralità di ordinanze coercitive emesse per lo stesso «fatto», ha inteso, con quest'ultima espressione, fare riferimento alla identità della condotta e dell'evento nel loro aspetto fenomenico. Pertanto, ove plurime siano le azioni od omissioni concrete, deve escludersi l'identità del fatto, anche se la condotta sia inglobata in un unico reato permanente. (Fattispecie in tema di associazione per delinquere, in cui la S.C. ha ritenuto che la condotta cui si riferiva la seconda ordinanza custodiale fosse diversa da quella della prima, atteso che tra le due si collocava un periodo di detenzione, successivamente al quale la perdurante partecipazione al sodalizio assumeva il valore di «fatto nuovo»).

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