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Articolo 634 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Turbativa violenta del possesso di cose immobili

Dispositivo dell'art. 634 Codice penale

Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, turba, con violenza alla persona [581 2] o con minaccia(1), l'altrui pacifico possesso di cose immobili(2), è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa da centotre euro a trecentonove euro.

Il fatto si considera compiuto con violenza o minaccia quando è commesso da più di dieci persone [112 n. 1](3).

Note

(1) Si tratta di comportamenti comportanti una molestia, che non sfocia mai però nello spossessamento.
(2) Il possesso si dice pacifico quando è acquisito e mantenuto in assenza di violenza o clandestinità.
(3) Il comma secondo configura una presunzione legale di condotta violenta, che di conseguenza prescinde dall'accertamento delle modalità attuative della condotta.

Ratio Legis

La norma, che ha natura sussidiaria, trova il proprio fondamento di garantire una copertura penale anche al possesso pacifico dei beni immobili.

Spiegazione dell'art. 634 Codice penale

La norma in esame è posta a tutela dell'inviolabilità della proprietà altrui e del suo libero godimento.

Il delitto è posto in rapporto di sussidiarietà con quello precedente (633), e punisce le turbative della proprietà altrui messe in atto con violenza o minaccia.

A causa del fatto che il soggetto agente non può, pena la configurabilità di altri reati, entrare nel terreno altrui o invadere la proprietà altrui, il legislatore ha specificato che la violenza o la minaccia sussiste solamente quando il fatto è commesso da più di dieci persone, che turbano il libero godimento della proprietà altrui attorniando il perimetro esterno, senza entrarvi.

Massime relative all'art. 634 Codice penale

Cass. pen. n. 24739/2010

Il reato di deturpamento e imbrattamento di cose altrui è sussidiario rispetto a quello di danneggiamento, sicché è configurabile ove il bene, deturpato o imbrattato, non sia stato distrutto, disperso, deteriorato o reso in tutto o in parte inservibile.

Cass. pen. n. 2308/1997

In tema di turbativa violenta del possesso di cose immobili, rientrano nella previsione della norma di cui all'art. 634 c.p. anche le situazioni possessorie — non contraddistinte attualmente dalla presenza viziante della vis o della clandestinità — aventi il contenuto delle servitù, siano esse apparenti e non apparenti; e ciò in quanto, ai fini della tutela penale, nessun senso avrebbe operato tale distinzione privatistica, che nemmeno ha rilevanza nell'ambito della tutela possessoria e che è presa in considerazione dal legislatore civile esclusivamente in relazione alla possibilità dell'usucapione (art. 1061 c.c.). (Fattispecie in tema di servitù di passaggio).

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