Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 432 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

Trasmissione e custodia del fascicolo per il dibattimento

Dispositivo dell'art. 432 Codice di procedura penale

1. Il decreto che dispone il giudizio [429] è trasmesso senza ritardo, con il fascicolo previsto dall'articolo 431 e con l'eventuale provvedimento che abbia disposto misure cautelari in corso di esecuzione, alla cancelleria del giudice competente per il giudizio [465] (1).

Note

(1) Alla cancelleria del giudice dibattimentale va trasmesso anche il decreto che dispone il giudizio, dal quale il giudice ricava quali sono le parti in causa e le imputazioni formulate.

Ratio Legis

All'emissione del decreto che dispone il giudizio deve necessariamente seguire la formazione del fascicolo per il dibattimento, adempimento indispensabile per il successivo sviluppo processuale, da realizzarsi nel contraddittorio delle parti.

Massime relative all'art. 432 Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 29821/2001

È manifestamente infondata, in riferimento agli artt. 3 e 76 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 432 c.p.p. nella parte in cui prevede l'allegazione al fascicolo del dibattimento del provvedimento che abbia disposto la misura cautelare in quanto, per quel che concerne la violazione dell'art. 76 Cost., è la stessa legge di delegazione per l'emanazione del codice di procedura penale a prevedere che sia il giudice del dibattimento a decidere sulla libertà, una volta cessata la fase delle indagini preliminari, il che comporta necessariamente l'acquisizione a quel fascicolo del provvedimento impositivo, e, per quanto riguarda l'art. 3 Cost., il sistema in questione non costituisce una deroga a quello accusatorio che impone l'utilizzazione, ai fini della decisione, della prova formatasi nel dibattimento, ma non esclude una totale «verginità» conoscitiva del giudicante.

Cass. pen. n. 7/1995

Ai sensi degli art. 279 c.p.p. e 91 att. c.p.p., appartiene al giudice dell'udienza preliminare la competenza all'adozione dei provvedimenti relativi alle misure cautelari nel periodo compreso tra la pronuncia del decreto che dispone il giudizio e la trasmissione degli atti al giudice del dibattimento. (Nell'affermare detto principio la Corte ha osservato che, dopo la presentazione della richiesta di rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero, il giudice dell'udienza preliminare è investito della cognizione dei procedimenti incidentali «de libertate» in quanto «giudice che procede», e che tale competenza permane, oltre la chiusura dell'udienza preliminare, fino a quando non sia venuta meno, da parte sua, la disponibilità giuridica e materiale degli atti a seguito della formazione e spedizione del fascicolo per il dibattimento a norma degli artt. 431 e 432 c.p.p.).

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

Testi per approfondire questo articolo

  • L'archiviazione della notizia di reato

    Autore: Varone Fabio
    Editore: Giuffrè
    Collana: Teoria pratica diritto. Penale e process.
    Data di pubblicazione: luglio 2015
    Prezzo: 25,00 -5% 23,75 €

    Il volume, aggiornato al d.lgs. 16 marzo 2015, n. 28 in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, analizza la disciplina del procedimento di archiviazione, quale epilogo della fase delle indagini preliminari alternativo all'esercizio dell'azione penale, dedicando precipua attenzione al ruolo e ai diritti dell'indagato e della persona offesa dal reato. Esso ripercorre, infatti, i presupposti normativi che governano la pronuncia del provvedimento di... (continua)