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Articolo 112 Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza

(D.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14)

[Aggiornato al 31/01/2024]

Giudizio di omologazione

Dispositivo dell'art. 112 Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza

1. (1)Il tribunale omologa il concordato verificati:

  1. a) la regolarità della procedura;
  2. b) l'esito della votazione;
  3. c) l'ammissibilità della proposta;
  4. d) la corretta formazione delle classi;
  5. e) la parità di trattamento dei creditori all'interno di ciascuna classe;
  6. f) in caso di concordato in continuità aziendale, che tutte le classi abbiano votato favorevolmente, che il piano non sia privo di ragionevoli prospettive di impedire o superare l'insolvenza e che eventuali nuovi finanziamenti siano necessari per l'attuazione del piano e non pregiudichino ingiustamente gli interessi dei creditori;
  7. g) in ogni altro caso, la fattibilità del piano, intesa come non manifesta inattitudine a raggiungere gli obiettivi prefissati.

2. Nel concordato in continuità aziendale, se una o più classi sono dissenzienti, il tribunale, su richiesta del debitore o con il consenso del debitore in caso di proposte concorrenti, omologa altresì se ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni:

  1. a) il valore di liquidazione è distribuito nel rispetto della graduazione delle cause legittime di prelazione;
  2. b) il valore eccedente quello di liquidazione è distribuito in modo tale che i crediti inclusi nelle classi dissenzienti ricevano complessivamente un trattamento almeno pari a quello delle classi dello stesso grado e più favorevole rispetto a quello delle classi di grado inferiore, fermo restando quanto previsto dall'articolo 84, comma 7;
  3. c) nessun creditore riceve più dell'importo del proprio credito;
  4. d) la proposta è approvata dalla maggioranza delle classi, purché almeno una sia formata da creditori titolari di diritti di prelazione, oppure, in mancanza, la proposta è approvata da almeno una classe di creditori che sarebbero almeno parzialmente soddisfatti rispettando la graduazione delle cause legittime di prelazione anche sul valore eccedente quello di liquidazione.

3. Nel concordato in continuità aziendale, se con l'opposizione un creditore dissenziente eccepisce il difetto di convenienza della proposta, il tribunale omologa il concordato quando, secondo la proposta e il piano, il credito risulta soddisfatto in misura non inferiore rispetto alla liquidazione giudiziale.

4. In caso di opposizione proposta da un creditore dissenziente, la stima del complesso aziendale del debitore è disposta dal tribunale solo se con l'opposizione è eccepita la violazione della convenienza di cui al comma 3 o il mancato rispetto delle condizioni di ristrutturazione trasversale di cui al comma 2.

5. Nel concordato che prevede la liquidazione del patrimonio oppure l'attribuzione delle attività a un assuntore o in qualsiasi altra forma, se un creditore dissenziente appartenente a una classe dissenziente ovvero, nell'ipotesi di mancata formazione delle classi, i creditori dissenzienti che rappresentano il 20 per cento dei crediti ammessi al voto, contestano la convenienza della proposta, il tribunale può omologare il concordato qualora ritenga che il credito possa risultare soddisfatto dal concordato in misura non inferiore rispetto alla liquidazione giudiziale.

6. Le somme spettanti ai creditori contestati, condizionali o irreperibili sono depositate nei modi stabiliti dal tribunale, che fissa altresì le condizioni e le modalità per lo svincolo.

Note

(1) Articolo modificato dal D. Lgs. 17 giugno 2022, n. 83.

Spiegazione dell'art. 112 Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza

Conclusa la votazione il commissario redige una relazione sulle operazioni di voto e la deposita in cancelleria (art. 110). In seguito, il Tribunale fissa l’udienza per l’omologazione del concordato e dispone la pubblicazione del relativo provvedimento nel registro delle imprese. La sentenza di omologazione, che deve intervenire entro 12 mesi dal deposito della domanda di concordato, rende il concordato obbligatorio e vincolante per tutti i creditori e per il debitore: ciò significa anche che, se in seguito all’omologazione vengono accertati crediti ulteriori (art. 108), questi crediti rimarranno soggetti al medesimo trattamento previsto per i crediti della stessa natura.

In questa sede, il Tribunale è tenuto a verificare:
  1. il raggiungimento delle maggioranze prescritte
  2. l'ammissibilità giuridica della domanda, della proposta e del piano
  3. la fattibilità del piano, intesa però come manifesta inattitudine al conseguimento degli obiettivi prefissati
  4. nel caso del concordato in continuità, l'idoneità del piano al superamento della crisi o dell’insolvenza
  5. la regolarità della procedura
  6. la corretta formazione delle classi e il rispetto della par condicio creditorum all'interno di ciascuna classe
Va però notato che è possibile provvedere all’omologazione del concordato in continuità anche in caso di dissenso di una classe. Ed allora, in quest’ultimo caso, oltre alle verifiche di cui si è appena detto, il Tribunale deve anche accertare che:
  1. il valore di liquidazione sia distribuito rispettando le cause legittime di prelazione (absolute priority rule)
  2. il valore derivante dalla continuità sia distribuito in maniera tale che le classi di ordine superiore ricevano un trattamento più favorevole delle classi inferiori (relative priority rule)
  3. la maggioranza delle classi abbia approvato il concordato, purché almeno una sia formata da creditori titolari di diritti di prelazione, oppure, in mancanza, la proposta è approvata da almeno una classe di creditori che sarebbero almeno parzialmente soddisfatti rispettando la graduazione delle cause legittime di prelazione anche sul valore eccedente quello di liquidazione.
Entro dieci giorni prima dell'udienza, i creditori dissenzienti o assenti possono presentare opposizione all'omologazione e su ogni opposizione il commissario deve depositare un proprio parere. Nello specifico, se un creditore contesta la convenienza della proposta rispetto alla liquidazione giudiziale, il Tribunale dovrà respingere l’opposizione qualora verifichi che quel singolo creditore non riceverebbe un trattamento migliore in esito alla liquidazione giudiziale (in assenza di opposizioni sul punto, invece, la convenienza del concordato non rientra tra i presupposti dell'omologazione).

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