Opposizione nel processo esecutivo

* strumento concesso al debitore o al terzo per rimediare e/o fermare un processo esecutivo ritenuto ingiusto. Con l'opposizione, si inserisce nel procedimento di esecuzione un processo di cognizione (si parla di una "parentesi" di cognizione), che inizia con un vero e proprio atto introduttivo del giudizio ad iniziativa di parte.
Il codice di rito prevede tre tipi di opposizione all'esecuzione.
1. Opposizione all'esecuzione (articoli 615 e 616 c.p.c.): consiste nella contestazione, da parte del debitore, del diritto del creditore di procedere con l'esecuzione forzata. L'azione esecutiva è contestata per difetti nel titolo esecutivo, per sua sopravvenuta inefficacia, per contestazione del credito risultante dal titolo, ... Se l'opposizione viene proposta prima dell'inizio dell'esecuzione, va formulata come opposizione al precetto sotto forma di atto di citazione; se effettuata in momento successivo al pignoramento, va proposta con ricorso al giudice dell'esecuzione.
2. Opposizione agli atti esecutivi (artt. 617-618 c.p.c.): contestazione da parte del debitore della regolarità formale del titolo esecutivo, del precetto o della loro notificazione; oppure contestazione di atti del procedimento di esecuzione. Prima dell'inizio dell'esecuzione va proposta con atto di citazione; se effettuata in momento successivo, va formulata con ricorso al giudice dell'esecuzione.
3. Opposizione del terzo (artt. 619-622 c.p.c.): viene proposta dal terzo che si ritenga titolare di un diritto di proprietà o altro diritto reale sui beni pignorati.

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