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Articolo 28

Costituzione

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Dispositivo dell'art. 28 Costituzione

I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici [97, 98, 103, 113] sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti (1). In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici (2).

Note

(1) Va notato il riferimento alla «violazione dei diritti» da parte degli impiegati pubblici: la Costituzione fa riferimento a tutti i diritti lesi dai pubblici funzionari, non solo a quelli di libertà o comunque di rango costituzionale. La disposizione fa riferimento soltanto a diritti soggettivi, con esclusione degli interessi legittimi. In effetti, per lungo tempo la giurisprudenza della Cassazione ha negato la risarcibilità degli interessi legittimi e solo con la sentenza n. 500 del 1999 è stata riconosciuta in via generale tale possibilità.

(2) Il coinvolgimento dello Stato o dell'ente pubblico di appartenenza nella responsabilità civile dell'impiegato risponde anche ad esigenze di maggiore garanzia per il danneggiato, che potrà più facilmente rivalersi verso una struttura pubblica per ottenere il risarcimento anziché verso il suo impiegato, che potrebbe non essere in condizione di risarcire o non essere facilmente individuabile. Perché tale responsabilità possa essere azionata, è necessario che il fatto dannoso sia legato all'ente da un nesso di necessaria occasionalità con le attribuzioni affidate all'agente. Va rilevato che la responsabilità del funzionario o dipendente qui considerata è solo quella civile: quella penale è, infatti, già considerata in generale dall'art. 27 e, se relativa al comportamento di un impiegato pubblico nell'esercizio delle proprie funzioni, non è estensibile alla pubblica amministrazione di appartenenza, ma comporta un aggravamento di pena per il reo, o la configurazione di specifiche ipotesi di reato (ad es.: peculato, corruzione e tutti gli altri reati commessi da pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio o esercenti servizi di pubblica utilità, contro la pubblica amministrazione).


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