Brocardi.it, il sito dedicato al latino dei giuristi... e molto altro CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 627

Codice Penale

Sottrazione di cose comuni

Dispositivo dell'art. 627 Codice Penale

[Il comproprietario, socio (1) o coerede che, per procurare a sé o ad altri un profitto, si impossessadella cosa comune, sottraendola a chi la detiene (2), è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da venti euro a duecentosei euro (3).
Non è punibile chi commette il fatto su cose fungibili, se il valore di esse non eccede la quota a lui spettante [649] (4).
] (5)

Note

(1) La giurisprudenza limita il concetto di socio ai soli casi di partecipazione in società di persone, tuttavia la dottrina ha respinto tale considerazione, affermando che, ai fini della norma in esame rileva non tanto la titolarità del patrimonio quanto la sua destinazione, in base alla quale è possibile distinguere tra le ipotesi in cui il bene oggetto di sottrazione sia divenuto parte integrante dell'ente e quelle in cui esso mantiene comunque un collegamento con la persona dei soci.
(2) Si richiede, quale presupposto indispensabile del reato in esame, che il soggetto non sia in possesso della cosa, diversamente si avrebbe il reato di appropriazione indebita ex art. 646.
(3) Qualora si ricorra all'uso della violenza o della minaccia, non verrà ad applicarsi la fattispecie in esame, bensì il reato di rapina ex art. 628.
(4) Tale non punibilità della sottrazione di cose fungibili, nei limiti della quota di spettanza, si spiega in quanto esclude la lesione del diritto degli altri comproprietari.
(5) Articolo abrogato dal d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 7.

Ratio Legis

Si trattava di furto avente ad oggetto cose comuni, secondo parte della dottrina qui inserito al fine di tutelare il diritto di comproprietà.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 23938/2006

La norma dell'art. 627 c.p. deve ritenersi applicabile a tutela della situazione di fatto qualificabile come possesso e\o detenzione che può coincidere con il diritto di proprietà, ma che prescinde dallo stesso, ed il codetentore è il soggetto passivo del reato, titolare del diritto di querela.

Cass. n. 4316/1996

Integra il delitto di appropriazione indebita, e non quello di sottrazione di cose comuni previsto dall'art. 627 c.p., la condotta di colui che faccia propria la cosa mobile di cui sia già possessore, pur se a titolo di compossesso pro indiviso: non è possibile, infatti, configurare una «sottrazione» da parte di chi si trovi attualmente, anche se solo pro quota, in possesso del bene. (In attuazione di detto principio la Corte ha ritenuto configurabile il delitto di cui all'art. 646 c.p. nell'impossessamento da parte di un condomino, attuato mediante allaccio abusivo a valle del contatore condominiale, dell'energia elettrica destinata all'alimentazione dell'impianto di illuminazione e degli altri apparecchi di proprietà comune, argomentando sul presupposto che tutti i partecipanti al condominio, compreso l'agente, dovevano reputarsi compossessori dell'energia elettrica somministrata dall'ente erogatore).

Cass. n. 2954/1996

Ai fini della configurabilità del delitto di sottrazione di cose comuni, l'indicazione del «socio» fra i soggetti attivi del reato, contenuta nel primo comma dell'art. 627 c.p., deve essere intesa come riferita esclusivamente ai soci delle società di persone, in relazione alle quali è configurabile la comproprietà dei beni conferiti, ma non può essere estesa a quelli delle società di capitali, che sono dotate di personalità giuridica e costituiscono soggetto giuridico del tutto distinto dalle persone dei singoli partecipanti.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

Attenzione: prenderemo in esame SOLO richieste scritte in italiano corretto, con adeguata punteggiatura, riferite a quesiti e/o problematiche di natura giuridica.
N.B.: è possibile inviare documenti o altro materiale allegandolo ad una email da inviare all'indirizzo info@brocardi.it indicando nell'oggetto il nome con il quale si è richiesto il servizio di consulenza

Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 627 del c.p.

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Anonimo chiede
martedì 11/04/2017 - Lombardia
“Convivenza di 30 anni. Un solo C/C cointestato 2 immobili cointestati
Totale condivisione patrimoniale.
Senza minimo preavviso, tornando dall'ufficio trovo casa svuotata da oggetti di comune proprietà, dossier titoli cointestato venduto ed informativa che l'altra persona non avrebbe più abitato gli immobili da subito.
Da quel momento la mia vita si è ribaltata negativamente
Mi sono trasferita nell'immobile più piccolo ed allontanata di molto dal posto di lavoro.
Ho subito calunnie e minacce.
Ho compiuto scelte forzate ed obbligate con notevole danno economico e psico-fisico. Ho 60anni
Posso chiedere a diritto danni per violenza privata o altro?”
Consulenza legale i 20/04/2017
Le condotte descritte nel caso proposto sono ascrivibili al reato di sottrazione di cose comuni, disciplinato dall’art. 627.

Il primo problema da affrontare è la procedibilità a querela del delitto sopraccitato.
Entro tre mesi, ai sensi dell’art. art. 124 del c.p., dalla conoscenza del fatto, la persona offesa deve presentare querela, vale a dire un atto formale col quale si chiede all’autorità giudiziaria di procedere penalmente contro l’autore dei fatti contestati.

Dalla lettura del quesito, potrebbe peraltro ipotizzarsi anche un ulteriore condotta penalmente rilevante: il delitto di atti persecutori ex art. art. 612 bis del c.p., generalmente chiamato stalking.
Gli elementi essenziali di tale reato sono:
- violenza o minaccia;
- turbamento psicofisico della vittima;
- mutamento delle abitudini di vita della vittima.

Circa, invece, il delitto di violenza privata, di cui all’art. art. 610 del c.p. gli elementi offerti dal quesito non paiono sufficienti ad integrarlo. Per poter fornire una riposta più precisa, sarebbe in ogni caso necessario capire cosa si intende per “ho compiuto scelte forzate ed obbligate con notevole danno economico e psico-fisico” e, soprattutto, se l’autore dei fatti aveva la coscienza e volontà di cagionare questa costrizione.

Testi per approfondire questo articolo

  • Il delitto di furto

    Editore: CEDAM
    Collana: Il diritto applicato
    Data di pubblicazione: aprile 2010
    Prezzo: 29,00 -10% 26,10 €
    Categorie: Furto

    Questo volume esamina la disciplina del delitto di furto nelle sue varie forme di manifestazione, alla luce dell'evoluzione normativa che l'ha caratterizzata, dell'interpretazione giurisprudenziale e dottrinale, delle prospettive di riforma, dei più recenti progetti di legge in materia, nonché dell'analisi comparatistica, attraverso un confronto con la disciplina prevista, in particolare, nei Paesi europei e negli Stati Uniti. Il testo è corredato di ampi stralci delle... (continua)


→ Altri libri su Sottrazione di cose comuni ←