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Articolo 500 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n.1398)

Diffusione di una malattia delle piante o degli animali

Dispositivo dell'art. 500 Codice penale

Chiunque cagiona la diffusione di una malattia alle piante o agli animali (1), pericolosa (2) all'economia rurale o forestale, ovvero al patrimonio zootecnico della nazione, è punito con la reclusione da uno a cinque anni [635 n. 5].
Se la diffusione avviene per colpa, la pena è della multa da centotre euro a duemilasessantacinque euro (3).

Note

(1) La condotta può consistere sia in un'azione che in un'omissione, purché, in quest'ultimo caso, l'agente abbia l'obbligo giuridico di impedire l'evento (v. 40), si pensi all'ipotesi di trascuratezza delle norme igieniche.
(2) La pericolosità è rimessa alla discrezioanlità del giudice, che deve dunque valutare l'idoneità della malattia a danneggiare l'economia nazionale.
(3) Si tratta di un'autonoma fattispecie di reato, punibile a titolo di colpa generica.

Ratio Legis

Viene qui tutelato il sistema economico nazionale, inteso come patrimonio agricolo, forestale e zootecnico.

Massime relative all'art. 500 Codice penale

Cass. n. 29315/2009

Integra il delitto di diffusione di una malattia delle piante o degli animali di cui all'art. 500 c.p., la probabilità che la propagazione della malattia stessa rechi nocumento all'economia rurale, forestale ovvero al patrimonio zootecnico nazionale. (In motivazione la Corte ha precisato che tale interpretazione è in sintonia con il testo della fattispecie incriminatrice la quale richiede che il pericolo, che la legge intende evitare, deve essere connesso alla diffusione della malattia).

Il delitto di diffusione di una malattia delle piante o degli animali, di cui all'art. 500 c.p., è punibile anche a titolo di tentativo in quanto, trattandosi di reato di evento, è configurabile in presenza di atti idonei diretti in modo non equivoco alla propagazione della malattia. (Fattispecie di animali contagiati dalla brucellosi)

Cass. n. 12140/2000

Il reato di cui all'art. 500 c.p. (diffusione di una malattia delle piante o degli animali) ha natura plurioffensiva in quanto tutela la ricchezza pubblica costituita dal patrimonio zootecnico nazionale, ed in via mediata il patrimonio dei singoli. L'evento richiesto per la sua integrazione è la concreta diffusione della malattia, pericolosa per l'economia rurale o per il patrimonio zootecnico con la conseguenza che il delitto si consuma nel momento in cui la malattia si sia propagata al punto da integrare il pericolo di cui sopra

Cass. n. 3013/1991

Ai fini della configurabilità della fattispecie criminosa di cui all'art. 500 c.p. non è necessaria la diffusione della malattia all'intero territorio nazionale, o a vaste zone dello stesso, essendo sufficiente che la possibilità di estensione, anche per facilità e rapidità di trasmissione, faccia sorgere un concreto pericolo per l'economia rurale o forestale, ovvero per il patrimonio zootecnico nazionale.

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Testi per approfondire questo articolo

  • Delitti contro l'economia pubblica, l'industria e il commercio

    Collana: Trattato di diritto penale
    Pagine: 384
    Data di pubblicazione: marzo 2015
    Prezzo: 56 €

    Un'Italia "premoderna" è quella che appare al lettore del Titolo VIII della parte speciale del codice penale, salvo nelle disposizioni che sono state introdotte negli ultimi tre decenni per contrastare gli abusi di mercato, le infiltrazioni mafiose nell'economia e le violazioni della proprietà industriale e del made in Italy. E la cultura che è sottesa a queste norme è la cultura autoritaria di un regime che rifiuta i principi liberali, che vede nello sciopero e... (continua)