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Articolo 484 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n.1398)

Falsità in registri e notificazioni

Dispositivo dell'art. 484 Codice penale

Chiunque, essendo per legge obbligato a fare registrazioni soggette all'ispezione dell'Autorità di pubblica sicurezza, o a fare notificazioni all'Autorità stessa circa le proprie operazioni industriali, commerciali o professionali (1), scrive o lascia scrivere false indicazioni è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a trecentonove euro (2).

Note

(1) Si tratta di reato proprio, per cui soggetti attivi solo solo coloro che sono obbligati, in virtù delle proprie attività, a tenere registri sotto il controllo dell'autorità amministrativa ovvero a indirizzare a questa le dovute notificazioni.
Le registrazioni sono quelle da sottoporre all'autorità di Pubblica Sicurezza, non anche ad altre Autorità.
(2) La dottrina maggioritaria ritiene che si tratti di un reato di falso ideologico.

Ratio Legis

In ragion della tutela rafforzata di cui godono le scritture private, per il fatto di essere assoggettate ad ispezioni dell'Autorità, il legislatore ha qui derogato al principio dell'irrilevanza penale della falsità ideologica in scrittura privata.

Massime relative all'art. 484 Codice penale

Cass. n. 3560/2008

Integra il tentativo di falsità in registri (art. 56 e 484 c.p.), la condotta di colui che, in qualità di titolare di un'agenzia di «pratiche auto» lasci, nel registro sottoposto ad ispezione da parte dell'autorità di pubblica sicurezza, spazi in bianco, ancorché numerati, trattandosi di attività diretta in modo non equivoco alla abusiva annotazione di pratiche svolte in un momento successivo rispetto a quello che sarebbe risultato in ragione dell'alterata collocazione cronologica.

Cass. n. 10753/2004

In materia di rifiuti, inserire « false indicazioni» che non hanno quindi alcuna corrispondenza nella realtà, nei registri di carico e scarico integra il reato di cui all'art. 484 c.p. (Fattispecie in cui la Corte di cassazione ha escluso l'applicabilità, in base al principio di specialità, dell'art. 52 del D.L.vo N. 22/97 che reprime con una sanzione pecuniaria la violazione degli obblighi di tenuta dei registri obbligatori di carico e scarico, riferendosi tale norma alla tenuta dei registri « in modo incompleto» ovvero in modo « inesatto» cioè a dati esistenti anche se non completi o esatti).

Cass. n. 12630/2000

In tema di reati concernenti la vendita di armi, il delitto di commercio senza licenza può ritenersi integrato quando il titolare dell'autorizzazione ne violi i limiti imposti per qualità o quantità, mentre deve escludersi la sussistenza del reato quando la cessione di armi comprese per numero e qualità tra quelle autorizzate avvenga in violazione delle prescrizioni di cui all'art. 35 T.U.L.P.S., in quanto la mancata o falsa registrazione dei destinatari della vendita è punibile a norma del citato art. 35 o dell'art. 484 c.p. (falsità nei registri e notificazioni).

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