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Articolo 22

Codice Penale

Ergastolo

Dispositivo dell'art. 22 Codice Penale

La pena dell'ergastolo è perpetua, ed è scontata in uno degli istituti a ciò destinati (1), con l'obbligo del lavoro e con l'isolamento notturno [29, 32, 32bis, 32ter, 32quater, 36].
Il condannato all'ergastolo può essere ammesso al lavoro all'aperto (2) (3) (4).

Note

(1) In origine, la normativa dettata dalla l. 26 luglio 1975, n. 354, articoli 59 e 61, e dal d.p.r. 30 giugno 2000, n. 230, utilizzava il termine "stabilimenti" anziché "istituti".
Le tipologie di istituti per l'esecuzione delle pene sono stabiliti dall'art. 61 della stessa legge.

(2) Quando emette la condanna, il giudice, ai sensi e non oltre i limiti dettati dall'art. 54 della legge 24 novembre 1981, n. 689, può sostituire la pena della reclusione con: semidetenzione, libertà controllata o multa. Quando la condanna viene eseguita, al contrario, potranno trovare applicazione le misure alternative alla detenzione, ossia l'affidamento in prova, la semilibertà e la liberazione anticipata.

(3) La possibilità per il condannato di essere ammesso al lavoro all'esterno, in caso di delitti particolarmente gravi, viene concessa solo nel caso in cui si possa escludere che il lavoro stesso consenta al detenuto di collegarsi in qualsiasi modo con esponenti della criminalità organizzata o eversiva (si veda la l. 26 luglio 1975, n. 354, all'art. 4 bis introdotto con d.l. 13 maggio 1991, n. 152 - Provvedimenti urgenti in tema di lotta alla criminalità organizzata -, convertito in legge 12 luglio 1991).

(4) La Corte Costituzionale, con sentenza 28 aprile 1994, n.68, si è pronunciata nel senso dell'illegittimità costituzionale di tale articolo "nella parte in cui non esclude l'applicazione della pena dell'ergastolo al minore imputabile".

Ratio Legis

Si è discusso sulla legittimità costituzionale dell'ergastolo, che sembrerebbe in contrasto con la funzione rieducativa della pena. La Corte Costituzionale dal canto suo ha sempre ritenuto tale pena non contraria al senso di umanità nè ostativa alla rieducazione del condannato. Inoltre l'ergastolano che abbia scontato almeno 26 anni di carcere,può essere ammesso alla libertà condizionale,qualora si ritenga certo un suo ravvedimento. L'ergastolo non è più quindi in concreto perpetuo. Conserva dunque una residua funzione simbolico-general-preventiva, in relazione alle fattispecie di maggior gravità.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 39531/2007

L'ergastolo, in quanto pena detentiva perpetua, non è condonabile in parte, ma soltanto, per volontà del legislatore, « in toto» ovvero convertibile in pena di altra specie.

Cass. n. 16400/2007

L'isolamento notturno del condannato all'ergastolo, a differenza di quello diurno, che è una vera e propria sanzione penale, si configura come modalità di esecuzione della pena in termini di maggiore afflittività, che può non essere applicato ove sussistano gravi ragioni ostative, sicché non è configurabile un interesse giuridicamente apprezzabile del detenuto a instare per l'inasprimento del proprio trattamento penitenziario e a dolersi, mediante ricorso per cassazione, del provvedimento del magistrato di sorveglianza che ne abbia respinto il reclamo per l'omessa attuazione.

Cass. n. 2128/2000

La pena dell'ergastolo, in quanto pena detentiva perpetua, non è condonabile in parte, ma soltanto, per eventuale volontà del legislatore, in toto ovvero, sempre in forza della medesima volontà, convertibile in pena di altra specie, di guisa che ad essa non può essere applicato, in mancanza di una specifica norma, l'indulto previsto in via generale soltanto per le pene detentive temporanee.

Cass. n. 536/1993

Il condono è incompatibile con l'ergastolo che non può essere considerato una pena temporanea neanche sotto il limitato profilo dell'accesso alla liberazione condizionale o a misure alternative alla detenzione.

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