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Articolo 212 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n.477)

Modalità del confronto

Dispositivo dell'art. 212 Codice di procedura penale

1. Il giudice, richiamate le precedenti dichiarazioni ai soggetti tra i quali deve svolgersi il confronto, chiede loro se le confermano o le modificano, invitandoli, ove occorra, alle reciproche contestazioni (1).
2. Nel verbale è fatta menzione delle domande rivolte dal giudice, delle dichiarazioni rese dalle persone messe a confronto e di quanto altro è avvenuto durante il confronto (2).

Note

(1) Al giudice è affidata una funzione propulsiva e di conduzione del confronto, che si sostanzia nel richiamare ai soggetti coinvolti le precedenti dichiarazioni in contrasto, ai fini di una conferma o modifica delle rispettive dichiarazioni.
(2) Nel verbale devono essere riportate sia le domande rivolte dal giudice sia le conseguenti dichiarazioni rese dai soggetti posti a confronto, unitamente a ogni altra notazione utile concernente lo svolgimento dell'atto.

Ratio Legis

Viene qui disciplinato il confronto, la cui definizione in tali termini si giustifica alla luce della volontà legislativa di definire un mezzo di prova da utilizzare prevalentemente in sede di indagini preliminari.

Massime relative all'art. 212 Codice di procedura penale

Cass. n. 40290/2013

Il confronto non costituisce adempimento di cui sia imposta obbligatoriamente l'effettuazione da parte di alcuna norma processuale, in quanto, a fronte di contrastanti versioni fornite dai dichiaranti, spetta al giudice apprezzare, secondo il proprio libero convincimento, il grado di attendibilità dell'una piuttosto che dell'altra dichiarazione.

Cass. n. 2650/2012

Il giudice non può ammettere il confronto qualora l'imputato, limitandosi a rendere dichiarazioni spontanee, si è rifiutato di sottoporsi ad esame, in quanto tale rifiuto si estende anche al confronto, che in sostanza altro non è che la prosecuzione di un atto di esame.

Cass. n. 6282/1997

Il giudice non può ammettere il confronto tra due soggetti se gli stessi non siano stati già esaminati in quella fase processuale, essendo l'esame delle parti o dei testimoni il primo sistema per eliminare i contrasti tra gli stessi. Inoltre, se il soggetto si è legittimamente rifiutato di sottoporsi all'esame, non può essere disposto il confronto del medesimo con altro soggetto, poiché il rifiuto di essere esaminato si estende al confronto, proprio perché questo mezzo di prova è in sostanza la prosecuzione di un atto di esame o di interrogatorio già svoltosi.

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