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Articolo 204

Codice di Procedura Penale

Esclusione del segreto

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Dispositivo dell'art. 204 Codice di Procedura Penale

1. Non possono essere oggetto del segreto previsto dagli articoli 201, 202 e 203 fatti, notizie o documenti concernenti reati diretti all'eversione dell'ordinamento costituzionale (1). Se viene opposto il segreto, la natura del reato è definita dal giudice. Prima dell'esercizio dell'azione penale[405] provvede il giudice per le indagini preliminari su richiesta di parte (2).
2. Del provvedimento che rigetta l'eccezione di segretezza è data comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri (3).

Note

(1) Ossia: il delitto di associazioni con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico [v. c.p. 270bis]; il delitto di attentato per finalità terroristiche o di eversione [v. c.p. 280]; il delitto di distrazione o sottrazione di armi [v. 21, l. 18-4-1975, n. 110]. Per tali delitti si veda pure la l. 29 maggio 1982, n. 304, recante «Misure per la difesa dell'ordinamento costituzionale».

(2) Il segreto d'ufficio e di stato non può essere validamente opposto ove la testimonianza concerna fatti, notizie e documenti in ordine a reati diretti all'eversione dell'ordinamento costituzionale: in tal caso le esigenze poste a base della tutela delle due indicate forme di segreto cedono rispetto alle contrapposte (e prevalenti) esigenze di accertamento che investono fatti tali da mettere in pericolo le stesse fondamenta ordinamentali della Repubblica. Ove il testimone opponga l'esistenza di un segreto d'ufficio o di Stato, la natura del reato per cui si procede è stabilita dal giudice: se il reato rientra tra quelli diretti all'eversione dell'ordinamento costituzionale, il limite del segreto si rivelerà inapplicabile; in caso contrario si darà luogo, invece, a (distinti) meccanismi di verifica previsti dagli artt. 202 e 203.

(3) Quando il giudice, constatato trattarsi di materia concernente reati diretti all'eversione dell'ordinamento costituzionale, abbia ritenuto ininfluente la sussistenza di un segreto di ufficio o di Stato, deve, prima di procedere ad assumere la testimonianza, darne comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri; questi -- a norma dell'art. 66 2, disp. att. -- potrà anche confermare il segreto, se riterrà che, in concreto, non ricorra l'esclusione di cui all'art. 204, in quanto il fatto, la notizia o il documento coperto da segreto di Stato non riguardi, in realtà, il reato per cui si procede. In tal modo -- si noti -- è rimesso al Presidente del Consiglio il potere di determinare l'ingresso o meno nel processo dello specifico oggetto della testimonianza: la natura del reato è stabilita dal giudice, ma il giudizio di rilevanza della prova su cui è stato apposto il segreto di Stato è rimesso alla determinazione (insindacabile) dell'Autorità pubblica Tale ultima circostanza -- è appena il caso di sottolineare -- lascia permanere spazi per un uso improprio della norma in esame.
Tipiche ipotesi di inopponibilità del segreto di Stato sono previste dall'art. 6, comma 2, della l. 5-6-1989, n. 219, per i reati di alto tradimento e di attentato alla Costituzione, nonché dall'art. 10 della l. 29-10-1997, n. 374, per quanto concerne la disciplina della messa al bando delle mine antipersona.


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