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Articolo 517

Codice di Procedura Penale

Reato concorrente e circostanze aggravanti risultanti dal dibattimento

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Dispositivo dell'art. 517 Codice di Procedura Penale

1. Qualora nel corso dell'istruzione dibattimentale emerga un reato connessoa norma dell'articolo 12 comma 1 lettera b) ovvero una circostanza aggravante e non ve ne sia menzione nel decreto che dispone il giudizio[429], il pubblico ministero contestaall'imputato il reato o la circostanza [520], purché la cognizione non appartenga alla competenza di un giudice superiore [423 1, 522] (1) (2).
1bis. Si applicano le disposizioni previste dall'articolo 516, commi 1bis e 1ter (3).

Note

(1) Per la declaratoria di incostituzionalità di siffatta norma pronunciata con sent. n. 530/1995, vedi nota art. 516.

(2) La norma disciplina le ipotesi in cui, nel corso dell'istruzione dibattimentale, emerga un reato connesso, limitatamente ai casi previsti dall'art. 12, lett. b) (cioè concorso formale di reati o reati avvinti dal vincolo della continuazione), ovvero una circostanza aggravante.
In tali situazioni, il P.M. può procedere a diretta contestazione all'imputato presente o, se assente o contumace, chiedere la notifica dell'estratto del verbale d'udienza. All'imputato presente, ritualmente avvisato, va concesso, dietro sua richiesta, il termine a difesa ex art. 519.

(3) Tale comma è stato introdotto dall'art. 187 del d.lgs. 19-2-1998, n. 51, con decorrenza 2-6-1999, e successivamente integrato, nel riferimento al comma 1ter dell'art. 516, dall'art. 47, comma 5 della l. 16-12-1999, n. 479 (c.d. «Carotti»), precisando che anche quando la modifica dell'imputazione nel corso dell'istruzione dibattimentale deriva dall'emergere di un reato connesso o di una circostanza aggravante si applicano le disposizioni di cui ai commi 1bis e 1ter dell'art. 516 c.p.p.: la cognizione del tribunale collegiale rimane ferma; il difetto di cognizione del tribunale monocratico può essere rilevato o eccepito nei termini di cui all'art. 516 comma 1bis; la mancata tenuta dell'udienza preliminare, in relazione al nuovo reato o alla circostanza aggravante, può essere eccepita dall'imputato nei termini di cui all'art. 516 comma 1bis c.p.p.


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