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Articolo 512

Codice di Procedura Penale

Lettura di atti per sopravvenuta impossibilità di ripetizione

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Dispositivo dell'art. 512 Codice di Procedura Penale


1bis. E' sempre consentita la lettura dei verbali relativi all'acquisizione ed alle operazioni di distruzione degli atti di cui all'articolo 240.



1. Il giudice, a richiesta di parte, dispone che sia data lettura degli atti assunti dalla polizia giudiziaria, dal pubblico ministerodai difensori delle parti private (2) e dal giudice nel corso dell'udienza preliminare [422] quando, per fatti o circostanze imprevedibili, ne è divenuta impossibile la ripetizione (3).

Note

(2) L'espresso richiamo agli atti assunti dai difensori delle parti private è stato operato dall'art. 18 della l. 7-12-2000, n. 397 contenente la disciplina relativa alle indagini difensive. Si tratta di un intervento legislativo di raccordo, che in virtù di quanto già previsto dall'art. 391decies, estende il recupero probatorio, mediante lettura, agli atti di indagine posti in essere dai difensori delle parti private, nell'ipotesi di sopravvenuta irripetibilità.

(3) Trattandosi di atti non inclusi nel fascicolo per il dibattimento, dei quali il giudice non ha conoscenza, il loro passaggio dal fascicolo del P.M. (c.d. trasmigrazione), anche in ossequio al principio di cui all'art. 190 1 prima parte, può avvenire solo su richiesta di parte. Gli atti leggibili sono solo quelli assunti dalla p.g., dal p.m. o dal g.u.p., a condizione che sia sopravvenuta la loro imprevedibile irripetibilità. La irripetibilità degli atti si concreta nella impossibilità materiale di rinnovare in giudizio il medesimo atto compiuto nella fase delle indagini preliminari. L'imprevedibilità dei fatti e delle circostanze che rendono impossibile la reiterazione dell'atto deve essere riguardata non già con riferimento al momento dibattimentale, bensì a quello delle indagini preliminari, nel quale sarebbe stato alternativamente possibile accedere all'incidente probatorio. La valutazione sull'imprevedibilità, demandata al giudice di merito, consiste nel verificare se la concreta situazione esistente a tale momento era tale da rendere probabile, secondo l'id quod plerumque accidit, secondo cioè il corso ordinario degli eventi, l'intervento di fattori incidenti sulla ripetibilità dell'atto stesso.


Ratio Legis

La necessità della previsione nasce dall'esigenza di evitare la perdita di conoscenza che conseguirebbe alla sopravvenuta e non prevedibile possibilità di ripetizione. La norma per tale motivo è stata modificata dalla legge 7-6-1992, n. 356, che ha ampliato la categoria degli atti «leggibili» includendovi anche quelli assunti dalla polizia giudiziaria.

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(continua)