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Articolo 508

Codice di Procedura Penale

Provvedimenti conseguenti all'ammissione della perizia nel dibattimento

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Dispositivo dell'art. 508 Codice di Procedura Penale

1. Se il giudice, di ufficioo su richiesta di parte, dispone una perizia[220-233], il perito è immediatamente citato a comparire e deve esporre il suo parere nello stesso dibattimento. Quando non è possibile provvedere in tale modo, il giudice pronuncia ordinanza con la quale, se è necessario, sospende il dibattimento [477 2] e fissa la data della nuova udienza nel termine massimo di sessanta giorni (1).
2. Con l'ordinanzail giudice designa un componente del collegio per l'esercizio dei poteri previsti dall'articolo 228 (2).
3. Nella nuova udienza il perito risponde ai quesiti ed è esaminato a norma dell'articolo 501 (3).

Note

(1) Si è notato (trattando dell'incidente probatorio sub art. 392) che le perizie che potrebbero comportare una sospensione del dibattimento superiore a sessanta giorni vanno svolte durante le indagini preliminari, e l'art. 468 5 dispone che in tal caso il presidente del collegio, di ufficio, dispone la citazione del perito al dibattimento, trattandosi di incidente probatorio che trae la propria origine non tanto dall'irripetibilità o non rinviabilità dell'accertamento, quanto da motivi di opportunità tendenti ad assicurare la concentrazione del dibattimento. Di qui la previsione che la perizia in dibattimento venga disposta dal giudice (cioè dal collegio) ordinando l'immediata comparizione del perito, cui viene affidato l'incarico da portare a termine in udienza ovvero, quando ciò non sia possibile, entro sessanta giorni (previa sospensione del dibattimento).
In ogni caso le parti hanno il diritto di nominare e far comparire anche senza citazione i propri consulenti (art. 152 disp. att.).

(2) Nel codice abrogato (dove esisteva la figura del giudice istruttore), nel caso di perizia dibattimentale si disponeva la c.d. rogatoria al giudice istruttore, che effettuato l'accertamento, trasmetteva il relativo elaborato al tribunale richiedente. Venuta meno tale figura, la perizia la dispone il collegio, ma viene designato un componente dello stesso per assicurare quanto previsto dall'art. 228.

(3) La norma non vieta che il perito predisponga una relazione scritta, che verrà acquisita, però, dopo che abbia deposto oralmente, secondo quanto disposto dall'art. 501. Va anzi notato come la norma sia stata modificata rispetto al progetto iniziale, sopprimendo l'avverbio «oralmente». Quel che la norma non precisa è chi debba procedere all'esame del perito, qualora non vi sia stata richiesta di parte, ma la perizia sia stata disposta ex officio dal giudice. Qualche autore ritiene che debba ritenersi sia compito del P.M., in quanto rappresentante della parte pubblica.


Ratio Legis

Si tratta di una specifica ipotesi che, inizialmente inquadrata nell'art. 507, ne è stata correttamente enucleata, in quanto prescinde dall'assoluta necessità che quella norma richiede. Anche in questo caso il potere è attribuito al giudice, che può esercitarlo sia su sollecitazione delle parti (ma anche degli enti rappresentativi che parti non sono) sia ex officio.

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