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Articolo 474 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n.477)

Assistenza dell'imputato all'udienza

Dispositivo dell'art. 474 Codice di procedura penale

1. L'imputato assiste all'udienza libero nella persona (1), anche se detenuto, salvo che in questo caso siano necessarie cautele per prevenire il pericolo di fuga o di violenza [64 1] (2).

Note

(1) Tale norma è strumentale a quanto disposto dall'art. 64 in materia di interrogatorio.
(2) Tali provvedimenti, esplicazione del potere di disciplina dell'udienza spettante al presidente, sono adottati senza formalità e senza contraddittorio.

Ratio Legis

Tale disposizione si spiega alla luce del principio di civiltà che richiama la tutela della dignità umana, nonchè la sua libertà di autodeterminazione in funzione dell'effettività del diritto di difesa.

Massime relative all'art. 474 Codice di procedura penale

Cass. n. 41756/2005

Atteso il carattere plurioffensivo del reato di cui all'art. 474 c.p., deve riconoscersi, ai fini dell'operativitÓ del disposto di cui all'art. 408, comma 2, c.p.p., la qualitÓ di persona offesa al soggetto titolare del marchio contraffatto

Cass. n. 13208/2005

A norma dell'art. 474 c.p.p. il giudice, in presenza di pericolo di fuga o di violenza, dispone che la presenza dell'imputato al dibattimento sia diversamente regolata. La violazione di tale norma, che disciplina il potere di polizia dell'udienza spettante al giudice, risulta priva di una specifica sanzione processuale, in virt˙ del principio di tassativitÓ delle cause di nullitÓ di cui all'art. 177 c.p.p. Ne consegue che l'ordinanza dibattimentale con la quale il giudice dispone la presenza in aula della parte privata in posizione diversa da quella prevista dall'art. 146 c.p.p. pu˛ essere anche sommariamente motivata, essendo sempre direttamente riferibile al potere del giudice di regolamentare il corretto svolgimento dell'udienza in presenza dei motivi indicati dall'art. 474 c.p.p.

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