Brocardi.it, il sito dedicato al latino dei giuristi... e molto altro CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 415

Codice di Procedura Penale

Reato commesso da persone ignote

Dispositivo dell'art. 415 Codice di Procedura Penale

1. Quando è ignoto l'autore del reato il pubblico ministero, entro sei mesi dalla data della registrazione della notizia di reato, presenta al giudice richiesta di archiviazione (1) ovvero di autorizzazione a proseguire le indagini.
2. Quando accoglie la richiesta di archiviazione ovvero di autorizzazione a proseguire le indagini, il giudice pronuncia decreto motivato e restituisce gli atti al pubblico ministero. Se ritiene che il reato sia da attribuire a persona già individuata ordina che il nome di questa sia iscritto nel registro delle notizie di reato.
3. Si osservano, in quanto applicabili, le altre disposizioni di cui al presente titolo.
4. Nell'ipotesi di cui all'articolo 107 bis delle norme di attuazione (2), di coordinamento e transitorie, la richiesta di archiviazione ed il decreto del giudice che accoglie la richiesta sono pronunciati cumulativamente con riferimento agli elenchi trasmessi dagli organi di polizia con l'eventuale indicazione delle denunce che il pubblico ministero o il giudice intendono escludere, rispettivamente, dalla richiesta o dal decreto.

Note

(1) L'archiviazione è richiesta qualora il P.M. ritenga di non aver reperito nel corso delle indagini alcun elemento di prova idoneo a condurre all'identificazione di un possibile colpevole e di aver svolto tutte le necessarie indagini al fine di pervenire a tale identificazione.
(2) Trattasi del caso di denunce a carico di ignoti, le quali sono trasmesse all'ufficio di procura competente da parte degli organi di polizia, unitamente agli eventuali atti di indagine svolti per la identificazione degli autori del reato, con elenchi mensili.

Ratio Legis

Nel caso in cui le investigazioni siano a carico di soggetti ignoti, il P.M. è tenuto a rivolgersi al giudice per le indagini preliminari in diverse occasioni, quale ulteriore garanza di legalità.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 5159/2014

Non è abnorme il provvedimento con cui il giudice dell'udienza preliminare - rilevata l'omessa notifica al difensore dell'avviso di conclusione delle indagini di cui all'art. 415 bis cod. proc. pen., in realtà ritualmente eseguita - dichiari erroneamente la nullità del decreto di citazione a giudizio, disponendo la trasmissione degli atti al P.M., trattandosi di provvedimento che, lungi dall'essere avulso dal sistema, costituisce espressione dei poteri riconosciuti al giudice dall'ordinamento e che non determina la stasi del procedimento, potendo il P.M. disporre la rinnovazione della notificazione del predetto avviso.

Cass. sez. un. n. 13040/2006

Non è abnorme, ma legittimo e perciò inoppugnabile, il provvedimento con cui il Gip autorizzi il P.M. alla prosecuzione delle indagini nei confronti di ignoti, fissando il termine di mesi sei, in quanto la determinazione del termine per la proroga delle indagini, previsto dall'art. 406, comma secondo bis, c.p.p., è applicabile, in forza della norma di rinvio dell'art. 415, comma terzo, c.p.p., novellato ad opera della legge n. 479 del 1999, anche al provvedimento che autorizza la prosecuzione delle indagini nei confronti di ignoti, nelle medesime ipotesi per le quali essa è autorizzabile nei confronti di indagati noti.

Nel procedimento contro ignoti non è richiesta l'autorizzazione del G.I.P. alla riapertura delle indagini dopo il provvedimento di archiviazione per essere rimasti sconosciuti gli autori del reato, in quanto il regime autorizzatorio prescritto dall'art. 414 c.p.p. è diretto a garantire la posizione della persona già individuata e sottoposta ad indagini, mentre nel procedimento contro ignoti l'archiviazione ha la semplice funzione di legittimare il congelamento delle indagini, senza alcuna preclusione allo svolgimento di ulteriori, successive attività investigative, ricollegabili direttamente al principio dell'obbligatorietà dell'azione pena.

È legittima, da parte del g.i.p. che autorizza la prosecuzione delle indagini nei procedimenti contro ignoti, l'apposizione del termine di sei mesi di cui all'art. 406, comma 2 bis c.p.p., dovendosi applicare a detti procedimenti, per il rinvio operato dall'art. 415, comma 3, c.p.p., la disciplina prevista per la definizione delle indagini nei procedimenti contro soggetti noti.

Cass. n. 23699/2005

Atteso il richiamo, contenuto nel comma 3 dell'art. 415 c.p.p., nella formulazione introdotta dall'art. 16 della legge n. 479/1999, alle altre disposizioni del medesimo titolo, in quanto applicabili, deve ritenersi del tutto legittimo che il giudice per le indagini preliminari, nell'autorizzare la prosecuzione delle indagini in procedimento contro ignoti oltre il termine di sei mesi, indichi il nuovo termine entro il quale le indagini stesse debbono essere completate, in applicazione di quanto disposto in via generale dall'art. 406, comma 2 bis, c.p.p. (Mass. redaz.).

Cass. n. 23975/2004

In tema di archiviazione per essere rimasti ignoti gli autori del reato, non è richiesta l'autorizzazione del Gip alla riapertura delle indagini, sia perché tale ipotesi è diversa dagli altri casi di archiviazione previsti dagli artt. 408-411 c.p.p. — volti a garantire la posizione di persona sottoposta alle indagini già individuata — sia perché un'opposta conclusione — concretizzantesi nel divieto di svolgere indagini sul fatto nei confronti di chiunque — si porrebbe in contrasto con il principio costituzionale di obbligatorietà dell'azione penale e con la stessa struttura del provvedimento previsto dall'art. 414 c.p.p., che esplica i suoi effetti nei confronti di persona già determinata e non preclude lo svolgimento di nuove investigazioni nei confronti di altri soggetti.

Cass. n. 1295/2003

Alla stregua della nuova formulazione dell'art. 415 c.p.p., introdotta dall'art. 16, comma 1, della legge 16 dicembre 1999 n. 479, e, segnatamente, del comma 3 di detto articolo, il quale prescrive che si osservino, in quanto applicabili, le norme contenute nell'intero titolo nel quale la disposizione normativa in questione è inserita, deve ritenersi che anche nel caso di procedimento a carico di ignoti il pubblico ministero, qualora non presenti al giudice richiesta di archiviazione entro sei mesi dalla data della registrazione della notizia di reato, debba chiedere l'autorizzazione alla prosecuzione delle indagini e che il giudice per le indagini preliminari possa legittimamente negarla. (Nella specie per l'avvenuto raggiungimento, a seguito di precedenti proroghe, del termine di un anno e sei mesi).

Cass. n. 11303/2001

La disciplina dettata dall'art. 414 c.p.p. per la riapertura delle indagini in caso di precedente archiviazione non può trovare applicazione nel caso in cui l'archiviazione sia stata disposta, ai sensi del successivo art. 415, per essere rimasti ignoti, al momento, gli autori del fatto.

Cass. n. 6504/2000

È abnorme, in quanto posto al di fuori dell'ordinamento processuale, il provvedimento con il quale il giudice per le indagini preliminari ? dopo la pronuncia del decreto di archiviazione a norma dell'art. 415 c.p.p. ? respinga la richiesta del pubblico ministero di disporre la confisca di cose per le quali detta misura sia obbligatoria. (Fattispecie nella quale il P.M. aveva chiesto la confisca di cartucce di vario calibro, sequestrate nell'ambito di procedimento contro ignoti definito con decreto ex art. 415 c.p.p. Nell'enunciare il principio di cui in massima, la S.C. ha osservato trattarsi di un caso di confisca obbligatoria, ai sensi del combinato disposto degli artt. 6, comma primo, della legge n. 152 del 1975 e 240 c.p., che deve quindi essere sempre ordinata dal giudice).

Cass. n. 9/2000

Qualora sia stata disposta l'archiviazione in ordine a una data notizia di reato, senza il preventivo provvedimento di cui all'art. 414 c.p.p., lo stesso pubblico ministero, da intendersi come medesimo ufficio, non può legittimamente chiedere, e lo stesso giudice delle indagini preliminari, sempre da intendersi come ufficio, non può valutare, accogliendola o rigettandola, la domanda di emissione di un provvedimento di cautela (o altro provvedimento che implichi l'attualità di un procedimento investigativo); sia che tale richiesta sia fondata su una semplice rilettura degli elementi presenti negli atti archiviati, sia che ponga a base atti compiuti dopo l'archiviazione ed in relazione allo stesso fatto e, persino, occasionalmente conosciuti, senza che prima non sia stato chiesto e pronunciato il decreto di riapertura delle indagini preliminari ex art. 414 c.p.p.

Cass. n. 3714/1999

È abnorme, in quanto collocato al di fuori dell'ordinamento processuale, il provvedimento con il quale il giudice per le indagini preliminari richiesto di pronunciare decreto di archiviazione a norma dell'art. 415 c.p.p., esorbitando dal fatto-reato devolutogli con la richiesta di archiviazione, configuri ed attribuisca ad una persona altro fatto-reato, ordinando, all'esito di siffatta operazione, che il suo nome sia iscritto nel registro delle notizie di reato. Ciò in quanto il potere del gip di ordinare l'iscrizione del nome di una persona nell'anzidetto registro, presuppone che a questa persona sia attribuito il medesimo reato per il quale il P.M., reputandone ignoto l'autore, ha chiesto l'archiviazione. (Fattispecie nella quale il Gip, a fronte di una richiesta di archiviazione formulata per una ipotesi di illecita cessione di sostanza stupefacente compiuta da persona ignota in favore di soggetto identificato, aveva configurato a carico di quest'ultimo il reato di acquisto-detenzione di sostanza stupefacente, ordinandone l'iscrizione nel registro di cui all'art. 335 c.p.p.).

Cass. n. 4496/1998

L'autorizzazione alla riapertura delle indagini, prevista dall'art. 414 c.p.p. con esclusivo riferimento all'archiviazione disposta «a norma degli articoli precedenti» (i quali presuppongono l'avvenuta iscrizione della notizia di reato a carico di persona nota), non è richiesta quando l'archiviazione sia stata disposta ai sensi del successivo art. 415 c.p.p., per essere rimasti ignoti gli autori del fatto.

Cass. n. 2978/1992

Alla stregua del principio sulla tassatività e tipicità dei mezzi di impugnazione stabilito dall'art. 568, comma primo, c.p.p. si devono ritenere non impugnabili tutti quei provvedimenti per i quali non è previsto uno specifico gravame: e tale è, appunto, il decreto motivato previsto dall'art. 415, comma secondo, c.p.p. contro il quale tale norma non ha previsto alcun mezzo di gravame. (Fattispecie in cui il giudice, nell'autorizzare la prosecuzione delle indagini contro ignoti, aveva fissato un termine per l'esecuzione delle stesse, nonostante una tale facoltà non sia prevista dall'art. 415 c.p.p.; la Cassazione ha escluso l'impugnabilità del relativo provvedimento sulla scorta del principio di cui in massima ed ha altresì negato che lo stesso potesse essere ritenuto ricorribile per cassazione quale provvedimento abnorme, osservando che la fissazione del termine suddetto non rendeva il provvedimento abnorme ma solo illegittimo).

Cass. n. 409/1990

Il meccanismo di controllo di cui all'art. 415 c.p.p. appare preordinato solo ad assicurare il principio costituzionale dell'obbligatorietà dell'azione penale — tant'è vero che, a norma del secondo comma, il giudice investito della richiesta di archiviazione o di autorizzazione a proseguire le indagini esplorative, se ritiene che il reato sia da attribuire a persona già individuata, deve ordinare che il nome di questa sia iscritto nel registro delle notizie di reato — e non a garantire il potenziale indagato da tentativi di aggiramento delle norme che prevedono i termini massimi entro i quali deve svolgersi l'attività investigativa. Qualora le indagini superino il termine massimo stabilito dalla legge, non tutti gli atti sono inutilizzabili, ma solo quelli compiuti oltre quel termine, decorrente dal momento, che è compito del giudice individuare, in cui poteva e doveva avvenire l'iscrizione prescritta dall'art. 405, comma secondo, c.p.p.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

Attenzione: prenderemo in esame SOLO richieste scritte in italiano corretto, con adeguata punteggiatura, riferite a quesiti e/o problematiche di natura giuridica.
N.B.: è possibile inviare documenti o altro materiale allegandolo ad una email da inviare all'indirizzo info@brocardi.it indicando nell'oggetto il nome con il quale si è richiesto il servizio di consulenza

Testi per approfondire questo articolo

  • Le indagini scientifiche nel procedimento penale

    Editore: Giuffrè
    Collana: Il processo penale accusatorio
    Data di pubblicazione: maggio 2013
    Prezzo: 95,00 -10% 85,50 €

    Il tema delle indagini scientifiche non trova specifica trattazione in alcun manuale di procedura penale. Si tratta infatti di un tema trasversale, privo di una sua organica disciplina: le regole che disciplinano le investigazioni scientifiche sono ricavabili da più norme, disperse all'interno del codice. L'opera tratta invece in modo unitario la tematica delle indagini scientifiche nel procedimento penale, offrendo un contributo affinché possiamo avvicinarci ad esse con... (continua)

  • L'udienza preliminare

    Editore: Giuffrè
    Collana: Orientamenti di merito
    Data di pubblicazione: maggio 2013
    Prezzo: 55,00 -10% 49,50 €
  • L'archiviazione della notizia di reato

    Autore: Varone Fabio
    Editore: Giuffrè
    Collana: Teoria pratica diritto. Penale e process.
    Data di pubblicazione: luglio 2015
    Prezzo: 25,00 -10% 22,50 €

    Il volume, aggiornato al d.lgs. 16 marzo 2015, n. 28 in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, analizza la disciplina del procedimento di archiviazione, quale epilogo della fase delle indagini preliminari alternativo all'esercizio dell'azione penale, dedicando precipua attenzione al ruolo e ai diritti dell'indagato e della persona offesa dal reato. Esso ripercorre, infatti, i presupposti normativi che governano la pronuncia del provvedimento di... (continua)

  • La pratica del processo penale
    Indagini preliminari e udienza preliminare. Il giudizio. Il procedimento dinanzi al tribunale in composizione monocratica

    Editore: CEDAM
    Pagine: 672
    Data di pubblicazione: ottobre 2012
    Prezzo: 60,00 -10% 54,00 €

    Si tratta di un mini-trattato in di 3 volumi, su tutto il processo penale, scritto ad una sola mano: quella di Giorgio Spangher, professore ordinario e giurista di fama nazionale.

    Un'analisi delle regole procedurali. Dunque una ricognizione del rito penale in chiave espositiva, con i contrappunti degli orientamenti del c.d. «diritto vivente» delle Sezioni Unite.

    Da qui il titolo del mini-trattato: 'Pratica', del processo penale.

    Argomenti (Libri del c.p.p.)... (continua)

  • La ricostruzione del fatto nelle investigazioni penali

    Editore: CEDAM
    Collana: Problemi attuali della giustizia penale
    Pagine: 268
    Data di pubblicazione: giugno 2012
    Prezzo: 24,00 -10% 21,60 €

    La fase investigativa risulta, oggi, sempre più rilevante per la ricostruzione del fatto; anche perché le nuove tecnologie, messe a disposizione dalla scienza, hanno radicalmente trasformato l’accertamento giudiziario, incrementando le possibilità di sviluppare le indagini. Queste, oramai, da un atto iniziale, progrediscono continuamente, e consentono di ricercare, acquisire, far interagire nuove conoscenze che incidono sulla dinamica investigativa, modificandone... (continua)

  • Le indagini atipiche

    Collana: Leggi penali tra regole e prassi
    Data di pubblicazione: dicembre 2014
    Prezzo: 55,00 -10% 49,50 €

    Si diffondono metodi investigativi ignoti alla disciplina o derivanti da previsioni affette da un alto deficit di determinatezza; sono interventi affilati e notevolmente cresciuti, in parallelo allo sviluppo tecnologico. Ma non è detto che ogni manovra inquirente è legittima sol perché manca un divieto specifico; può darsi che il limite stia nei diritti inviolabili della persona. In ogni caso, anche laddove essa è consentita si tratta di capire se le... (continua)

  • Codice di procedura penale. Rassegna di giurisprudenza e di dottrina
    Indagini preliminari e udienza preliminare. Libro V: Artt. 326-391-decies-Artt. 392-437

    Editore: Giuffrè
    Collana: Giurisprudenza sul Codice di proc. penale
    Data di pubblicazione: aprile 2013
    Prezzo: 254,00 -10% 228,60 €

    La nuova edizione dell'opera fornisce una conoscenza approfondita degli istituti, delle questioni e delle soluzioni relativi al sistema processuale penale, in continua evoluzione e sempre più complesso, mediante un'esposizione sistematica degli orientamenti giurisprudenziali e della dottrina, che tiene conto delle numerose novelle legislative e delle pronunce della Corte costituzionale, che hanno contribuito a definire ulteriormente e in parte mutato lo stesso quadro processuale. In... (continua)

  • Le indagini preliminari della polizia giudiziaria e del pubblico ministero

    Autore: Grilli Luigi
    Editore: CEDAM
    Collana: La biblioteca del penalista
    Pagine: 722
    Data di pubblicazione: aprile 2012
    Prezzo: 66,00 -10% 59,40 €

    L’Autore si è concentrato sulla ricostruzione della prima fase del procedimento penale, che inizia con la ricezione

    della notitia criminis da parte della polizia giudiziaria o del pubblico ministero e termina quando quest’ultimo esercita

    l’azione penale o ottiene dal giudice l’archiviazione richiesta.

    La fase procedimentale non consente di regola il contraddittorio tra le parti, anche se prevede l’assistenza del difensore ad alcuni... (continua)

  • Gli strumenti di controllo sulla sede dell'indagine

    Autore: Camon Alberto
    Editore: Giappichelli
    Collana: Procedura penale. Studi
    Data di pubblicazione: dicembre 2011
    Prezzo: 24,00 -10% 21,60 €

    Il tema dei procedimenti diretti ad appurare che l’indagine sia portata avanti dal giusto ufficio è caratterizzato da due lacune: una sta nelle norme, l’altra nella teoria, ma risalgono entrambe all’illusione accusatoria che ha segnato la fine degli anni Ottanta. La convinzione che il cuore del processo penale sarebbe stato il dibattimento e che i momenti anteriori – meno importanti – potessero essere regolati secondo forme e garanzie poco stringenti,... (continua)

  • Rapporti tra Pubblico Ministero, polizia giudiziaria e difensore nelle indagini preliminari

    Editore: Giuffrè
    Collana: Teoria pratica diritto. Penale e process.
    Data di pubblicazione: settembre 2013
    Prezzo: 27,00 -10% 24,30 €

    L'opera, arricchita dai più recenti riferimenti normativi e giurisprudenziali, presenta un quadro preciso e completo dei vari soggetti coinvolti nell'azione penale, delineando un impianto in forte sinergia, secondo il rispetto dei principi dell'obbligatorietà dell'azione penale, della disponibilità diretta e dipendenza funzionale della Polizia Giudiziaria nei confronti dell'Autorità Giudiziaria e dedicando ampia disamina anche al ruolo del difensore, parte in... (continua)