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Articolo 69

Codice di Procedura Penale

Morte dell'imputato

Dispositivo dell'art. 69 Codice di Procedura Penale

1. Se risulta la morte dell'imputato, in ogni stato e grado del processo il giudice, sentiti il pubblico ministero e il difensore, pronuncia sentenza a norma dell'articolo 129.
2. La sentenza non impedisce l'esercizio dell'azione penale per il medesimo fatto e contro la medesima persona [649 c.p.p.], qualora successivamente si accerti che la morte dell'imputato è stata erroneamente dichiarata (1).

Note

(1) Poichè una persona deceduta non può essere incriminata, bisogna distinguere a seconda che il decesso avvenga in fase di indagini preliminari o in fase processuale: nella prima ipotesi il pubblico ministero chiederà al giudice per le indagini preliminari l'archviazione del procedimento a suo carico; nel secondo caso, il giudice, in qualsiasi stato e grado del processo, dovrà necessariamente emettere sentenza di non luogo a procedere ex art. 129 c.p.p. per intervenuta causa estintiva. Posto che al reato potrebbero conseguire delle obbligazioni civili nascenti in capo agli eredi, il giudice, ove accertasse che il fatto non costituisce reato, o il fatto non sussiste, o l'imputato non l'ha commesso, in base al II comma dell'art. 129 c.p.p., dovrà menzionarlo nella sentenza. Differentemente, se dopo l'archiviazione o dopo l'emissione della sentenza ex art. 129 c..p per i summenzionati motivi risultasse che l'imputato/persona sottoposta ad indagini, fosse stata erroneamente dichiarata morta, le indagini preliminari o il processo riprenderebbero il loro corso nonostante la formale irrevocabilità della precedente sentenza di proscioglimento: è un'esplicita derega al principio di intangibilità dei giudicati.

Ratio Legis

Ai sensi dell'art. 150 c.p., la morte del reo estingue il reato conseguentemente il giudice deve emettere sentenza per improcedibilità dell'azione penale per intervenuta causa estintiva del reato. Il legislatore è arrivato a elaborare tale principio sulla base di una profonda evoluzione in quanto per molti secoli i defunti sono stati processati, condannati e il loro cadavere dato alle fiamme. Oggi, invece, posso essere fatte valere solo le obbligazioni civili derivanti da reato avverso gli eredi.


Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 34400/2001

Il ricorso per cassazione proposto dal difensore dopo la morte dell'imputato è inammissibile per mancanza del soggetto nei cui confronti si esercita l'azione penale, che costituisce uno dei presupposti essenziali del processo. (In applicazione del principio, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal difensore dopo la morte dell'imputato avverso la sentenza di estinzione per ottenere una pronuncia di merito ai sensi dell'art. 129 c.p.p.).

Cass. n. 4746/1995

La mancanza di una condizione di procedibilità, come la querela, osta all'inizio di qualsiasi attività processuale, e quindi, di qualsiasi altra indagine in fatto, compresa quella riguardante l'esistenza in vita dell'imputato. (Fattispecie nella quale è stata respinta la tesi del ricorrente procuratore generale, secondo cui la declaratoria di estinzione per morte del reo ha priorità rispetto a quella pronunciata per difetto di querela).

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Testi per approfondire questo articolo

  • Appunti di diritto penale
    L'imputabilità

    Editore: Giappichelli
    Pagine: 160
    Data di pubblicazione: ottobre 2013
    Prezzo: 16 €
    Categorie: Imputato

    Questo scarno libretto dice subito ciò che l'autore vuole che sia detto. Sin dalle prime righe ne è enunciato il filo conduttore: l'idea, anzi, per motivi etico-sociali, l'esigenza, di predicibilità del diritto. Come dire, la necessità di un scrittura delle regole che consenta, nei limiti del possibile, una sicura guida dell'azione: il diritto strutturalmente non identificabile con il comando diventa, in quanto realizzazione nei fatti di giustizia retributiva,... (continua)