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Articolo 599

Codice di Procedura Civile

Pignoramento

Dispositivo dell'art. 599 Codice di Procedura Civile

Possono essere pignorati i beni indivisi anche quando non tutti i comproprietari (1) sono obbligati verso il creditore (2).
In tal caso del pignoramento è notificato avviso (3) (4), a cura del creditore pignorante, anche agli altri comproprietari, ai quali è fatto divieto di lasciare separare dal debitore la sua parte delle cose comuni senza ordine di giudice [disp. att. 180].

Note

(1) Nonostante l'articolo in esame si riferisca espressamente alla sola comproprietà, l'opinione prevalente in dottrina ritiene di estendere l'ambito di applicazione della norma anche alla contitolarità di diritti reali espropriabili diversi dalla proprietà (es. usufrutto, uso, enfiteusi, superficie).

(2) Nell'ipotesi in cui tutti i comproprietari siano obbligati verso il creditore, è necessario distinguere il caso in cui sussista l'unicità del titolo da quella della pluralità dei titoli. Nel primo caso in cui tutti i contitolari sono obbligati sulla base del medesimo titolo, l'esecuzione andrà attuata sull'intero bene e non già sulle singole quote, agendo contro tutti i condebitori nelle forme ordinarie (513, 543, 555). Diversamente, nel secondo caso i contitolari sono tenuti sulla base di titoli diversi, quindi è necessario procedere con distinte espropriazioni e, quindi, nelle forme di cui al presente capo, pignorando le singole quote di ciascun condebitore.

(3) L'avviso di pignoramento sottoscritto dal creditore procedente deve contenere l'indicazione del creditore pignorante, del bene pignorato, della data dell'atto di pignoramento e della sua trascrizione (se si tratta di pignoramento immobiliare) ed infine, l'ingiunzione di non lasciar separare dal debitore la quota di sua spettanza. La copia con la relata di notifica viene poi depositata nella cancelleria del giudice dell'esecuzione.
Tale notificazione ha la funzione di imporre ai comproprietari non debitori il divieto di lasciar separare dal debitore la sua parte delle cose comuni senza ordine del giudice e di provocare l'audizione di tutti gli interessati ai sensi dell'art. 600 del c.p.c..

(4) In caso di omissione dell'avviso di pignoramento, l'esecuzione diventa improseguibile e la divisione eventualmente compiuta dopo l'atto di pignoramento può essere opposta al creditore procedente con rimedio di cui all'art. 617 del c.p.c..
Inoltre, i comproprietari non avvisati saranno legittimati a proporre domanda di accertamento o di rivendica in un autonomo giudizio di cognizione, nel caso in cui le quote siano state vendute giudizialmente.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 6809/2013

In tema di esecuzione forzata su beni indivisi, mentre è consentita l'espropriazione dell'intera quota delle cose comuni spettante ad uno dei comproprietari, limitatamente a tutti i beni di una determinata specie (immobili, mobili o crediti), non è ammissibile l'espropriazione forzata della quota di un singolo bene indiviso, quando la massa in comune comprenda più cose della stessa specie, atteso che, potendosi assegnare al debitore, in sede di divisione, una parte di altro bene compreso nella medesima massa, il pignoramento rischierebbe di non conseguire i suoi effetti, per inesistenza, nel patrimonio del debitore, dell'oggetto dell'esecuzione.

Cass. n. 6072/2012

In tema di espropriazione di beni indivisi, il giudizio con cui si procede alla divisione (cd. divisione endoesecutiva), pur costituendo una parentesi di cognizione nell'ambito del procedimento esecutivo, dal quale rimane soggettivamente ed oggettivamente distinto, tanto da non poterne essere considerato né una continuazione né una fase, è, tuttavia, ad esso funzionalmente correlato. Ne consegue che il giudizio di divisione dei beni pignorati non può essere iniziato e, se iniziato, non può proseguire ove venga meno in capo all'attore la qualità di creditore e, con essa, la legittimazione e l'interesse ad agire, a meno che a tale deficienza - originaria o sopravvenuta - non si rimedi con una valida domanda di scioglimento della comunione formulata dal debitore convenuto, da altro creditore munito di titolo esecutivo, o, ancora, da alcuno dei litisconsorti necessari indicati nell'art. 1113, terzo comma, cod. civ..

Cass. n. 12315/1998

La notificazione dell'atto di pignoramento, se compiuta in luogo diverso dalla residenza del debitore, non è inesistente, ma nulla, e come tale deve essere fatta valere nel termine di cinque giorni dalla conoscenza dell'atto: conoscenza che, nel caso di pignoramento di bene immobile appartenente a più comproprietari, ben può essere acquisita mediante la notificazione dell'atto di avviso dell'avvenuto pignoramento, ai sensi dell'art. 599, secondo comma, c.p.c.

Cass. n. 7169/1997

In sede di opposizione agli atti esecutivi proposta dal coniuge non obbligato (in regime di comunione legale) con riguardo al bene oggetto del procedimento di esecuzione intrapreso nei confronti dell'altro coniuge, sono da ritenersi rilevanti sia i vizi relativi alla notifica del pignoramento (che deve essere ricevuta dal detto opponente, ex art. 599, secondo comma, c.p.c.) sia la richiesta di separazione della propria quota in caso di vendita o di assegnazione del bene (giusta la previsione di cui all'art. 600 stesso codice), mentre risultano ininfluenti tutte le ulteriori vicende relative allo svolgimento del processo esecutivo, quali la omessa notifica del titolo esecutivo o del precetto, delle quali è da ritenersi destinatario esclusivamente il debitore, e non anche l'eventuale comproprietario non coobbligato.

Cass. n. 4612/1985

L'esecuzione per espropriazione di un appartamento di proprietà esclusiva in edificio condominiale, ancorché ad esso accedano le quote sulle parti comuni dell'edificio, esula dalla disciplina degli artt. 599-601 c.p.c., che riguarda la diversa ipotesi del pignoramento di un bene in comproprietà, nei limiti della quota di uno o di alcuni soltanto dei comproprietari.

Cass. n. 3648/1985

Nel caso di espropriazione forzata di immobile indiviso, per debito di uno soltanto dei comproprietari, qualora il creditore procedente, dopo l'effettuazione del pignoramento con le formalità prescritte dall'art. 555 c.p.c. (ivi inclusa la trascrizione) non provveda agli adempimenti di cui all'art. 599 secondo comma c.p.c. e 180 disp. att. c.p.c. e cioè alla notificazione agli altri comproprietari di avviso del pignoramento, con il divieto di lasciar separare al debitore la sua parte del bene comune, nonché invito a comparire davanti al giudice della esecuzione per sentir dare i provvedimenti indicati nell'art. 600 c.p.c., non si verifica la nullità del pignoramento medesimo, del quale il suddetto avviso non costituisce elemento essenziale, ma si determina per i comproprietari non debitori, il venir meno della preclusione di procedere a divisione (contrattuale o giudiziale), del bene, con la conseguenza che, ove tali comproprietari procedano a detta divisione, anche dopo la trascrizione del pignoramento, possono opporre la divisione medesima al creditore, nella sua efficacia retroattiva a partire dalla data della costituzione della comunione, ai sensi dell'art. 757 c.c. Questo principio non trova ostacolo nel disposto dell'art. 2913 c.c., circa l'inefficacia in pregiudizio del creditore degli atti successivi al pignoramento, il quale riguarda la diversa ipotesi degli atti con i quali il debitore trasferisca ad altri il diritto di proprietà, o costituisca in favore di altri diritti reali sull'immobile oggetto di esecuzione.

Cass. n. 3803/1975

La notificazione dell'avviso dell'avvenuto pignoramento di un immobile indiviso ai comproprietari non debitori ha la limitata finalità di imporre loro il divieto di lasciar separare dal debitore la sua parte delle cose comuni senza ordine del giudice e di rendere possibile il conseguimento della finalità secondaria di provocare l'audizione di tutti gli interessati, prevista nell'art. 600 c.p.c. La sua omissione, in mancanza di una espressa sanzione di nullità, non comporta alcuna lesione dei diritti dei comproprietari non debitori, i quali possono, in ogni caso, proporre opposizione di terzo prima della vendita dei beni ai sensi dell'art. 619 c.p.c., ovvero domanda di accertamento di rivendica in un giudizio autonomo di cognizione, ai sensi dell'art. 2919 c.c., se siano state vendute giudizialmente le loro quote.

Cass. n. 170/1966

Nell'esecuzione forzata su beni indivisi l'avviso dell'avvenuto pignoramento agli altri comproprietari non può essere sostituito da equipollenti. Pertanto il creditore procedente deve necessariamente curare che esso venga notificato anche se i comproprietari abbiano conoscenza del pignoramento per essersi trovati presenti all'atto, ed, ove non vi abbia provveduto pur sapendo che i beni si appartenevano solo pro quota al debitore egli è da considerare in mala fede e, perciò, tenuto al risarcimento dei danni a norma dell'art. 2920, ultimo alinea, c.c.

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Quesiti degli utenti
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28/10/2012 Lazio
Gianni chiede

Salve, ho ricevuto un'"Atto di avviso ex art. 599 c.p.c., invito a comparire avanti il Giudice dell'esecuzione." che si conclude così: [omissis] invita il Xxx a comparire avanti il Giudice dell'esecuzione del Tribunale di Xxx - all'udienza di comparizione parti del xx.xx.xxxx, "per ivi sentir emettere i provvedimenti indicati nell'art.600 c.p.c." Volevo gentilemnte chiedervi se la comparizione è obbligatoria ovvero posso farne a meno e se si, con quali conseguenze. Grazie per l'aiuto che date e per la vostra risposta. Gianni

Consulenza giuridica i 29/10/2012

L'art. 599 del c.p.c. disciplina il pignoramento di uno o più beni indivisi anche quando non tutti i comproprietari siano obbligati verso il creditore. L'avviso del pignoramento è effettuato a cura del creditore che procede all'espropriazione del bene indiviso, non solo al debitore ma anche agli altri comproprietari onde impedire che questi lascino separare dal debitore la sua quota delle cose comuni senza ordine del giudice. Inoltre, tale avviso contiene l'invito a comparire presso il giudice dell'esecuzione per procedere o alla separazione della quota, o alle operazioni di divisione o alla vendita della quota.

Pertanto, tutti i soggetti interessati, ovvero creditore, debitore e comproprietari del bene indiviso, devono essere sentiti dal giudice prima della definizione delle modalità di "liquidazione della quota".

Non vi è un obbligo in senso stretto di comparizione del comproprierario all'udienza, ma questi ha un forte interesse a seguire la fase esecutiva che ha ad oggetto un bene anche di sua proprietà. Ad esempio se venisse decisa la divisione del bene si instaurerebbe tra il debitore, il creditore e gli altri comproprietari il c.d. litisconsorzio necessario, ovvero una figura di processo in cui è necessario che partecipino tutti i contitolari del bene indiviso ed il creditore. nell'ambito di tale procedimento, in mancanza di uno degli interessati, il giudice deve ordinare l'integrazione del contraddittorio in maniera tale che tutti gli interessati siano presenti durante le operazioni di divisione. In ogni caso, la partecipazione è consigliabile al fine di addivenire ad una soluzione divisoria il più possibile condivisa.


Testi per approfondire questo articolo