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Articolo 670

Codice di Procedura Civile

Sequestro giudiziario

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Dispositivo dell'art. 670 Codice di Procedura Civile

Il giudice può autorizzare il sequestro giudiziario (1):
1) di beni mobili (2) o immobili, aziende o altre universalità di beni, quando ne è controversa la proprietà o il possesso (3)[c.c. 832, 1140], ed è opportuno provvedere alla loro custodia o alla loro gestione temporanea [676](4);
2) di libri, registri, documenti, modelli, campioni e di ogni altra cosa da cui si pretende desumere elementi di prova, quando è controverso il diritto alla esibizione o alla comunicazione [210 c.p.c.; 2711 c.c.], ed è opportuno provvedere alla loro custodia temporanea(5).

Note

(1) La norma in esame disciplina i due casi di sequestro giudiziario, prevedendo in primo luogo il sequestro di beni mobili o immmobili, aziende o altre universalità di beni quando ne è controversa la proprietà o il possesso. In secondo luogo, si riscontra la disciplina del sequestro di libri, registri, documenti, modelli, campioni e di ogni altra cosa da cui si pretende presumere elementi di prova rilevanti ai fini dell'istruttoria, quando risulti controverso il diritto alla esibizione o alla comunicazione.

(2) Si precisa che tra i beni mobili a cui la norma si riferisce la dottrina prevalente ricomprende anche "il credito", in ragione del fatto che è possibile configurare una generica appartenenza anche se non è possibile parlare di proprietà o di possesso.

(3) Nell'espressione "possesso" a cui fa riferimento la norma, si deve far rientrare anche la mera detenzione. Ciò comporta che devono essere annoverate tra le controversie sulla proprietà o sul possesso, non solo le tipiche azioni di rivendica, reintegrazione e manutenzione, ma anche le ipotesi in cui stata esperita un'azione contrattuale, il cui accoglimento comporti anche la condanna alla restituzione di un bene come accade nel caso della risoluzione di un contratto di locazione di immobile per inadempimento dell'obbligo di corresponsione del canone pattuito, oppure un'azione personale di restituzione come si verifica nel caso dell'azione di restituzione dell'immobile locato, a seguito di cessazione del rapporto locatizio per scadenza del termine contrattuale.

(4) Presupposti per la concessione del provvedimento cautelare in analisi sono il fumus boni iuris, ovvero la probabile esistenza del diritto fatto valere, il periculum in mora che si sostanzia nel pericolo di deterioramenti, alterazioni, o sottrazioni del bene prima che la parte ricorrente ottenga una sentenza che gli consenta di mantenere o di acquisire la proprietà o il possesso del bene stesso. Inoltre, deve sussistere l'opportunità di provvedere alla gestione o alla custodia temporanea dei beni oggetto di controversia fino al momento in cui venga definito il giudizio di merito.

(5) Nella seconda ipotesi descritta dalla norma in analisi, affinchè il sequestro possa essere chiesto ed autorizzato, è necessario che sussista una controversia relativa al diritto dell'esibizione o alla comunicazione dei beni indicati dalla norma stessa. Infatti, questa controversia sussiste nel caso in cui il ricorrente affermi di avere un diritto sul documento o sulla cosa da cui presume di poter trarre elementi di prova e sussista il fondato timore della loro sottrazione.


Ratio Legis

La norma in analisi apre la serie di disposizioni dedicate a quei procedimenti cautelari che hanno la finalità di garantire che determinati beni siano conservati e resi indisponibili per il tempo necessario alla definizione della controversia e all'eventuale soddisfacimento dei diritti vantati dall'attore, mediante l'apposizione di uno specifico vincolo.

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Quesito n. 4922/2012 martedì 31 gennaio 2012

paolo chiede

salve, vorrei impugnare un testamento olografo falso, ho una perizia di parte che attesta la falsità di questo e la genuinità del mio.
una consulenza d'ufficio sarebbe quindi dirimente.
invece di una causa ordinaria, cosa mi consiglia? sequestro giudiziario? o atp conciliativa? o querela fi falso?
grazie

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 4922/2012 [risposta gratuita]

In questi casi lo strumento maggiormente idoneo è la querela di falso, così come prevista ai sensi dell'art. 221 del c.p.c., la quale potrà proporsi sia in via principale che in corso di causa, in qualunque stato o grado del giudizio, finchè la verità del documento non sia stata accertata con sentenza passata in giudicato.

La querela di falso dovrà contenere, a pena di nullità, tutti gli elementi richiesti dall'art. 221 c.p.c. con richiesta al Tribunale competente di accertare la falsità del testamento olografo. In rito è consigliabile chiedere che venga data comunicazione della causa al Pubblico Ministero ai sensi dell'art. 221, ultimo comma, c.p.c. e dell'art. 71 del c.p.c., primo comma. Potrebbe essere utile produrre scritture di raffronto, oltre ai due testamenti, anche documentazioni a firma del de cuius da cui possa desumersi la falsità del testamento impugnato.

Tag: testamento olografo, querela di falso

Quesito n. 2331/2011 mercoledì 9 febbraio 2011

giuseppe chiede

Nell'ipotesi di procedimento in corso per nullità di un testamento, può essere chiesto il sequestro giudiziario delle somme di denaro e titoli postali e bancari citati nel testamento oggetto di controversia e appartenuti al defunto donatario?

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 2331/2011 [risposta gratuita]

Con sentenza n. 3923 del 1989, la Suprema Corte ha ritenuto ammissibile il sequestro giudiziario nel caso di azione di nullità di un testamento richiamandosi all’interpretazione estensiva del concetto di possesso; in tali fattispecie, infatti, è in discussione la proprietà dei beni che si acquisiscono in quanto erede.

Si richiama anche una decisione di merito: In caso di azione diretta ad ottenere la dichiarazione di nullità di una disposizione testamentaria, il cui accoglimento comporti la condanna del detentore alla restituzione dell'immobile oggetto della disposizione medesima, vi è controversia sul possesso della cosa, che legittima il sequestro giudiziario del bene, atteso che agli effetti di quest'ultimo il termine possesso non va inteso in senso tecnico, bensì come comprensivo anche della detenzione (Tribunale di Padova, 30 giugno 2006).

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