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Articolo 9

Codice di Procedura Civile

Competenza del tribunale

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Dispositivo dell'art. 9 Codice di Procedura Civile

Il tribunale è competente per tutte le cause che non sono di competenza di altro giudice (1). Il tribunale è altresì esclusivamente competente per le cause in materia di imposte e tasse (2), per quelle relative allo stato e alla capacità delle persone (3) e ai diritti onorifici, per la querela di falso, per l'esecuzione forzata e, in generale, per ogni causa di valore indeterminabile (4).

Note

(1) La competenza per valore del Tribunale ha carattere generale, ricomprendendo tutte le cause non devolute alla cognizione di altro giudice, la cui competenza costituisce il limite minimo di quella del tribunale.

(2) Sussiste la competenza del Tribunale in materia di controversie tributarie solo nelle ipotesi in cui la domanda abbia ad oggetto il rapporto tributario intercorrente tra debitore diretto (responsabile d'imposta o sostituto d'imposta) e l'ente pubblico impositore (o l'esattore o appaltatore del tributo). Rientrano nelle controversie tributarie anche quelle relative alla legittimazione all'esecuzione fiscale e quelle aventi ad oggetto pretese relative agli interessi maturati sulle imposte stesse. Esclusi i casi suesposti, la competenza del Tribunale in materia tributaria ha carattere residuale, occorrendo un'espressa previsione normativa per escludere la competenza delle Commissioni Tributarie.

(3) In materia di status familiari, sussiste la concorrente competenza del tribunale dei minorenni per i provvedimenti contemplati dall'art. 38 disp. att. c.c..

(4) Secondo l'opinione giurisprudenziale più autorevole si definisce una causa di valore indeterminabile la causa che si caratterizza per la mancanza di elementi forniti dalle parti per la stima dell'oggetto della domanda principale. Si parla infatti di intrinseca inidoneità della pretesa ad essere tradotta in termini pecuniari.


Ratio Legis

La competenza del Tribunale veniva designata in maniera residuale dalla previgente versione della norma in analisi, in base alla quale venivano attribuite al Tribunale tutte le controversie che non fossero di spettanza del pretore o del giudice di pace (ed ancor prima del conciliatore cui si è appunto sostituito in maniera integrale il giudice di pace). L'attuale formulazione individua comunque in termini di attribuzione residuale la competenza al Tribunale, anche se la nuova norma si riferisce alla competenza di «altro giudice». Tuttavia, è bene precisare che la distribuzione delle controversie civili in primo grado avviene unicamente tra Tribunale inteso come giudice unico di primo grado e giudice di pace (fatte salve le ipotesi eccezionali e tassative di competenza del Tribunale dei Minorenni), sicché il riferimento ad un altro giudice può più che altro comprendersi solo considerando l'intento del legislatore nel mantenere immutata la formulazione della disposizione normativa, che individuava per esclusione le ipotesi di competenza del Tribunale. La norma subisce un'eccezione nel caso di competenza in un unico grado della Corte d'Appello, come per le azioni di nullità e di risarcimento del danno conseguenti alla violazione di norme cogenti della legge anti-trust, o come per il giudizio di delibazione di sentenze straniere, previsto come eventuale dalla L. 218/1995.

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Quesito n. 8042/2013 giovedì 9 maggio 2013

Duilio C. chiede

Devo iniziare una causa inquadrabile sicuramente come Regolamento di Confini ma poichè la superficie in contestazione che sarebbe stata acquisita dal confinante illecitamente avendo questi realizzato il muro in questione in posizione diversa da quella prevista specificatamente nel frazionamento catastale ellegato all'atto di origine comune dei due fondi confinanti (fondo di famiglia trasmesso agli attuali proprietari per divisione e donazione), è di valore tra i 500 ed i 1.000 Euro, mi chiedo a quale Giudice compete questa possibile causa ? Al Giudice di Pace o al Giudice Ordinario ? Grazie

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 8042/2013 [risposta gratuita]

L'art. 7 del c.p.c. stabilisce che il giudice di pace è competente per le cause relative ad apposizione di termini e non per quelle sul regolamento dei confini: esse sono di competenza del Tribunale, cui spettano tutte le cause non espressamente attribuite ad altri giudici (art. 9 del c.p.c.).

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