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Articolo 305 Codice delle assicurazioni private

(D.lgs. 7 settembre 2005, n.209)

Attività abusivamente esercitata

Dispositivo dell'art. 305 Codice delle assicurazioni private

1. Chiunque svolge attività assicurativa o riassicurativa in difetto di autorizzazione è punito con la reclusione da due a quattro anni e con la multa da euro ventimila ad euro duecentomila.
2. Chiunque esercita l'attività di intermediazione assicurativa o riassicurativa in difetto di iscrizione al registro di cui all'articolo 109 è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da euro diecimila a euro centomila.
3. Se vi è fondato sospetto che una società svolga attività assicurativa o riassicurativa in violazione del comma 1 o di intermediazione assicurativa o riassicurativa in violazione del comma 2, l'ISVAP richiede al tribunale l'adozione dei provvedimenti previsti dall'articolo 2409 del codice civile ovvero allo stesso fine denunzia i fatti al pubblico ministero.
4. Le imprese di assicurazione o riassicurazione che si avvalgono di intermediari non iscritti alle sezioni del registro di cui all'articolo 109, comma 2, sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di euro diecimila ad un massimo di euro centomila.
5. L'esercizio dell'attività di perito di assicurazione in difetto di iscrizione al ruolo previsto dall'articolo 156 è punito a norma dell'articolo 348 del codice penale.

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Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 305 Codice delle assicurazioni private

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Adriano M. chiede
martedì 09/05/2017 - Veneto
“Buongiorno, premetto di essere un cittadino italiano imputato del reato di cui all'Art.305 comma 2 del Codice delle Assicurazioni, legge speciale. Il procedimento a mio carico, nasce esclsuivamente da una denuncia di un privato (ex art 333 cpp) che ha segnalato la cosa alla Guardia di Finanza: quest'ultima, dopo aver semplicemente preso atto per via telematica, che il mio nome non compare tra quelli iscritti nelle varie sezioni del RUI, ha segnalato la cosa alla Procura della Repubblica e questa mi ha direttamente rinviato a giudizio senza nessun tipo di ulteriore accertamento o comunicazione all'IVASS.
Ora: andandomi a leggere l'articolo per cui sono imputato, rilevo che solo nell'ultimo comma (il 5°), dove si parla del "perito" assicurativo, v'è la previsionale della procedibilità d'ufficio, mentre io sono imputato per il reato di cui al comma 2° che nulla prevede di diverso rispetto alla procedibilità ordinaria, ovvero rispetto al fatto che solo l'IVASS (a norma del comma 3° dello stesso Art.305), effettuati i dovuti accertamenti (che possono essere anche delegati, sempre dall'IVASS, alla Guardia di Finanza) possa richiedere l'intervento dell'Autorità Giudiziaria per la commistione della pena. Il mio avvocato, nel merito, mi dice che mi conviene trovare un accordo con il P.M., ma io ho la sensazione che lui, pur capace, non abbia perfettamente compreso il limite di procedibilità d'ufficio che incombe per il reato di cui al comma 2 del citato art 305 (intermediazione). Vi chiedo quindi, con la presente, di confermarmi che: per il reato di cui al comma 2 dell'Art.305 del Codice delle Assicurazioni (intermediazione) la procedibilità d'ufficio non è ammessa, essendo una procedibilità esclusivamente legata alle specifiche competente dell'IVASS (nel mio caso mai interpellato da nessuno), mentre la stessa procedibilità d'ufficio sussiste esclusivamente per il reato di cui al comma 5 (perito). Grazie”
Consulenza legale i 17/05/2017
A sommesso parere dello scrivente, il reato di cui all’art. 305 del D.lgs. 205/2009 non è procedibile a querela, bensì d’ufficio.

Il comma 5 del medesimo articolo, infatti, stabilisce un rinvio all’348 ai soli fini della pena.

Per scogliere il dubbio circa la procedibilità di un reato bisogna vedere se il singolo articolo stabilisce la procedibilità a querela, in mancanza di tale indicazione la procedibilità è d’ufficio.

L’50 del codice di procedura penale, infatti, stabilisce che “Il pubblico ministero esercita l’azione penale quando non sussistono i presupposti per la richiesta di archiviazione.
Quando non è necessaria la querela, la richiesta, l’istanza o l’autorizzazione a procedere, l’azione penale è esercitata di ufficio.”

La regola, quindi, è la procedibilità d’ufficio.

Per tale motivo, l’obbligo posto dal comma III in capo all’IVASS non pare sufficiente a configurare la procedibilità a querela del delitto de quo.

Da ultimo, si osserva che prima della richiesta di rinvio a giudizio l’indagato deve ricevere, a pena di nullità, l’avviso di conclusione indagini ex 415 bis c.p.p..