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Articolo 1142

Codice Civile

Presunzione di possesso intermedio

Dispositivo dell'art. 1142 Codice Civile

Il possessore attuale che ha posseduto in tempo più remoto si presume che abbia posseduto anche nel tempo intermedio.

Ratio Legis

La disposizione stabilisce una presunzione iuris tantum, superabile, cioè, con una prova contraria, di chi dimostri di essere stato possessore della cosa in un tempo più lontano, e di esserne possessore attualmente.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

535La difficoltà di provare il fatto del possesso per ogni singolo momento della sua durata giustifica la disposizione dell'art. 1142 del c.c., corrispondente all'art. 691 del codice del 1865, che stabilisce a favore dei possessore attuale, il quale abbia posseduto in tempo più remoto, la presunzione che abbia posseduto anche nel tempo intermedio. Per quanto il possesso attuale non faccia presumere l'antico, l'accennata difficoltà di provare il possesso per ogni momento della sua durata giustifica altresì la presunzione di possesso anteriore quando il possesso attuale sia fondato su un titolo: in questo caso la presunzione opera dalla data del titolo (art. 1143 del c.c., corripondente all'art. 692 del codice precedente).

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Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 6371/2013

In tema di usucapione, non è idoneo a dare la prova del possesso esclusivo della cosa, né a far insorgere la presunzione di possesso intermedio, di cui all'art. 1142 c.c., l'atto di divisione di un bene comune, giacché esso, di per sé, non attribuisce all'assegnatario una situazione di fatto corrispondente al possesso esclusivo di quanto assegnato.

Cass. n. 13921/2002

In tema di usucapione, vige la presunzione, posta dall'art. 1142 c.c., della continuità del pos­sesso e, pertanto, si determina un'inversione del­l'onere della prova, non essendo il possessore, sia che agisca come attore o che resista come conve­nuto, tenuto a dimostrare la continuità del posses­so, ma è onere della controparte che neghi essersi verificata l'usucapione, provare l'intervenuta in­terruzione. Peraltro, ove il difetto della continuità del possesso risulti ex actis dalla produzione della parte che quella continuità invochi, il giudice, anche se l'interruzione non sia stata dedotta dalla controparte ed pur in contumacia della stessa, deve rigettare la domanda o l'eccezione, giacché, in tal caso, non giudica ultrapetita in violazione dell'art. 112 c.p.c. rilevando un fatto che avrebbe dovuto essere eccepito ad iniziativa della contro­parte, bensì si limita a constatare il difetto, risul­tante dagli atti del giudizio fornitogli dalla parte interessata, di una delle condizioni necessarie all'accoglimento della domanda o dell'eccezione.

Cass. n. 4022/1978

Non esiste alcuna gerarchia tra le diverse prove di una situazione possessoria, sicché nes­sun addebito può muoversi al giudice di merito per aver affidato il proprio apprezzamento negati­vo del dedotto possesso alle risultanze di prove te­stimoniali eventualmente contrastanti con i dati desumibili da una rilevazione catastale.

Cass. n. 1773/1975

La presunzione di possesso intermedio, posta dall'art. 1142 c.c. in favore del possessore attuale che ha posseduto in tempo più remoto, è iuris tantum e può essere pertanto vinta dalla di­mostrazione che tale possesso è mancato, per un tempo più o meno lungo, nel periodo intermedio.

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