Il diritto reale e le situazioni possessorie identificano le fattispecie più frequenti riscontrabili nella realtà che ci circonda e, purtroppo, anche nelle aule giudiziarie. Quali strumenti sono approntati dall'ordinamento per tutelarli? Sono efficaci? Chi può trarne vantaggio e in presenza di quali presupposti? L'opera si prefigge di presentare delle risposte attraverso un excursus aggiornato sul tema, con ampi richiami alla giurisprudenza e inquadramento dottrinale e... (continua)
La recente riforma della legislazione turistica, attuata con il c.d. Codice del Turismo (d.lgs n. 79 del 23 maggio 2011) ha rappresentato l’occasione del recepimento della Direttiva comunitaria 2008/122/CE, dettata in materia di contratti di multiproprietà e finalizzata elevare in maniera sensibile il livello di protezione del consumatore. Tale riforma ha fornito, pertanto, lo spunto per una ricognizione degli orientamenti dottrinali e giurisprudenziali che, in questi anni, si... (continua)
Il volume rappresenta gli istituti della proprietà e dei diritti reali, sia sotto il profilo sostanziale che procedurale. In particolare l'autore approfondisce le dinamiche delle questioni giuridiche trattate soffermandosi specificamente su importanti aspetti pratici legati agli strumenti, apprestati dall'ordinamento giuridico, a tutela dei titolari dei diritti in questione. Un'ampia parte dell'opera è dedicata infatti alle azioni previste dalla legge a difesa della... (continua)
Oggetto di approfondimento del volume sono gli aspetti sostanziali e i profili processuali controversi in tema di usucapione alla luce delle risposte giurisprudenziali più recenti e di maggiore interesse. Dopo una breve introduzione dedicata alle origini storiche vengono trattati, nei successivi otto capitoli, i principi fondamentali dell'istituto dell'usucapione, la disciplina dell'interruzione e della sospensione, il tema della legittimazione ad usucapire, i beni suscettibili di... (continua)
Il proprietario deve permettere l'accesso e il passaggio nel suo fondo, sempre che ne venga riconosciuta la necessità (1), al fine di costruire o riparare un muro o altra opera propria del vicino oppure comune (2).
Se l'accesso cagiona danno, è dovuta un'adeguata indennità.
Il proprietario deve parimenti permettere l'accesso a chi vuole riprendere la cosa sua che vi si trovi accidentalmente o l'animale che vi si sia riparato sfuggendo alla custodia. Il proprietario può impedire l'accesso consegnando la cosa o l'animale [896 3].
(1) L'ingresso al fondo può essere disposto dal giudice, se il proprietario non lo consente.
(2) L'ingresso è limitato, nei tempi e modi, allo stretto indispensabile per l'esecuzione dei lavori.
La norma stabilisce una deroga al principio [v. 841] per cui il proprietario può impedire ad altri l'ingresso al fondo [v. 8963, 924, 925]. La natura giuridica del rapporto tra il proprietario ed il terzo interessato ad accedere al fondo è individuata nelle obligatio propter rem o in una conformazione della proprietà fondiaria, cioè in una mera limitazione del diritto di proprietà. Sono comunque due i presupposti per accedere al fondo altrui: l'uno è costituito dall'assoluta necessità di accedere al fondo, l'altro dalla proporzionalità del danno che subisce il proprietario con il vantaggio per il terzo.
(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)
411Determinati nell'art. 842 del c.c. i limiti del potere inibitorio del proprietario del fondo nei riguardi di chi intenda esercitarvi la caccia o la pesca, si disciplinano nell'art. 843 del c.c. due casi di accesso coattivo, che costituiscono una limitazione della proprietà fondiaria, senza per altro dar luogo a veri e propri rapporti di servitù.
11 primo caso, regolato dal codice del 1865 in tema di servitù legali (art. 592), concerne l'obbligo del proprietario di permettere l'accesso e il passaggio nel suo fondo, quando ciò sia necessario per costruire o riparare un muro o altra opera propria del vicino o anche comune. L'altro caso concerne il ricupero di cose, proprie nel fondo altrui. In termini più generali di quelli stabiliti dall'art. 713 del codice precedente, il quale si limitava a consentire l'accesso al proprietario di sciami di api e di animali mansuefatti, il nuovo testo, con maggior riguardo alle esigenze insite nei rapporti di vicinanza, consente l'accesso a chi voglia riprendere la cosa sua che accidentalmente vi si trovi o l'animale che vi si sia riparato, sfuggendo alla custodia.
avrei necessita' di sapere se l'indennita', prevista dal secondo capoverso dell'art. 843 c.c. in caso di danni derivanti dalle impalcature per il rifacimento della facciata (approvato da regolare assemblea del condominio) da montare sul terrazzo di proprieta' di un condomino,si riferisce anche al semplice danno del disagio da occupazione del suolo (previsti 90 giorni) e se il detto condomino proprietario del terazzo ha facolta' di impedire il passaggio degli operai sul detto terrazzo durante i lavori. Ringrazio anticipatamente e saluto.
Qualora si rendano necessarie riparazioni alle parti comuni, il proprietario di un appartamento sito in un edificio condominiale è tenuto a concedere il passaggio con persone e materiali ai condomini che intendano provvedervi.
L'obbligo di indennizzo di cui all'art. 843 del c.c. deriva dall'esercizio di un'attività lecita e consentita e prescinde anche dall'esistenza della colpa, essendo correlativo al prodursi del danno a causa dell'accesso o del passaggio, ma non si riferisce al semplice disagio per occupazione del suolo.
Sto realizzando un muro di cinta per conto di un mio cliente con giusta D.I.A. inoltrata al Comune. Il vicino però ostacola i lavori parcheggiando, volutamente, un auto sul confine e si rifiuta di spostarla. Ho fatto intervenire i vigili urbani e commissariato di polizia i quali affermano che non possono fare niente in quanto la vettura è parcheggiata in proprietà privata. Cosa posso fare per continuare i lavori e a chi rivolgermi ? Grazie!
Buonasera, premetto che non abito in un condominio ma in una villa bifamiliare, volevo sapere come posso impedire al mio vicino che i suoi gatti accedano nella mia proprietà. Grazie
Innanzitutto il proprietario del fondo è legittimato dall’art. 841 del c.c. a chiudere in qualunque tempo il fondo, ciò anche per evitare che animali altrui siano più facilitati all’ingresso. Tuttavia, qualora il fondo risulti già sufficientemente “protetto”, secondo l’art. 925 del c.c. gli animali mansuefatti, cioè quegli animali, originariamente selvatici, che sono stati addomesticati dall'uomo e che hanno conseguito l'abitudine a ritornare (consuetudo revertendi) dove risiedono abitualmente, se entrano nel fondo altrui, possono essere inseguiti, salvo il diritto del proprietario del fondo ad un’indennità per il danno.
A mente dell’art. 2052 del c.c., inoltre, esiste una responsabilità oggettiva del proprietario dell’animale in custodia che provochi un fatto dannoso ad altri (per es. rotture, danneggiamenti vari), salvo la prova del caso fortuito.
Nel caso di specie, la convivenza con animali domestici non deve ledere la libertà altrui. Del disturbo arrecato è utile rendere edotto il proprietario, prima che gli animali arrechino danni, chiedendo di inibire l’interferenza con l’uso di una maggiore diligenza nella custodia ed, in caso di sua inerzia, si può eventualmente adire l’autorità giudiziaria, configurandosi nel comportamento molesto un atto emulativo ex art. 833 del c.c..
L'obbligo di indennizzo di cui all’art. 843 c.c. deriva dall'esercizio di un'attività lecita e consentita e prescinde anche dall'esistenza della colpa, essendo correlativo al prodursi del danno a causa dell'accesso o del passaggio, ma non si riferisce al semplice disagio per occupazione del suolo.
Nel caso di specie, non sussistono nemmeno i presupposti stabiliti dalla legge (cioè l’accesso al fondo per necessità al fine di costruire o riparare un muro o altra opera), per cui evidentemente si tratta, di un’arbitraria imposizione pecuniaria (un pedaggio selvaggio) da denunciare all’autorità di pubblica sicurezza.
Le immissioni - di varia natura ed entità - assumono rilievo soprattutto per quanto riguarda la gestione dell'edificio e dei rapporti di vicinato, non solo sul piano giuridico, ma anche su quello pratico e tecnico.
Il volume presenta un'ampia casistica, sulla base della giurisprudenza più recente e interessante, delle principali e più frequenti tipologie di immissioni - acustiche, di gas, elettromagnetiche - che possono capitare nelle abitazioni e ne analizza i... (continua)
Tutto quello che bisogna sapere per gestire il rumore e rispettare la normativa in vigore contro il cosiddetto inquinamento acustico. Ecco un volume studiato per tecnici competenti, funzionari, giuristi ma anche per il semplice cittadino, che spesso è il primo soggetto a fare i conti con questo problema sempre più diffuso soprattutto nelle grandi città. La normativa, inoltre, coinvolge enti locali e, soprattutto il Comune, chiamandoli a svolgere un ruolo di primissimo... (continua)
Ristampa 1971
(continua)L'usucapione è un istituto che presenta molti spunti significativi sia dal punto di vista sostanziale per gli effetti che, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, ad essa si ricollegano (acquisto della proprietà o di altri diritti reali di godimento), sia dal punto di vista processuale (es. la prova dell'usucapione agevola la prova, altrimenti "diabolica", della proprietà da parte di chi agisce in rivendicazione). Questo manuale si propone, pertanto, di offrire... (continua)
L’opera, con FORMULARIO e GIURISPRUDENZA, affronta le tematiche che diventano oggetto di litigi tra vicini di casa e che spesso sfociano in azioni giudiziarie per la loro risoluzione.
I rapporti di vicinato sono i rapporti che intercorrono tra proprietari immobiliari confinanti ed hanno da sempre rappresentato la fonte di innumerevoli controversie (vicinitas est mater discordiarum).
A tal fine, il legislatore ha dettato norme che prevedono limiti legali, identificati... (continua)
Marina, venerdì 11 marzo 2011 , chiede:
In merito al dispositivo dell'art. 843 c.c. secondo capoverso che parla di un eventuale indennizzo per l'accesso e il passaggio nel proprio fondo, avrei la necessità di sapere in che misura deve essere calcolata l'indennità da chiedere tenedo presente, nel mio caso, che le impalcature dovranno essere montate sul mio terrazzo e ci resteranno per circa 60 giorni per i lavoro di rifacimento del tetto e smaltimento dell'amianto.
Ringrazio anticipatamente.
Saluti.