Testi per approfondire questo articolo

Le azioni a difesa della proprietà e del possesso
Le azioni a tutela della proprietà e degli altri diritti reali

Autore: Bregante Lina
Editore: Giappichelli
Collana: Grandi temi del diritto
Data di pubblicazione: gennaio 2012
Prezzo: 72 -10%72 €

Il diritto reale e le situazioni possessorie identificano le fattispecie più frequenti riscontrabili nella realtà che ci circonda e, purtroppo, anche nelle aule giudiziarie. Quali strumenti sono approntati dall'ordinamento per tutelarli? Sono efficaci? Chi può trarne vantaggio e in presenza di quali presupposti? L'opera si prefigge di presentare delle risposte attraverso un excursus aggiornato sul tema, con ampi richiami alla giurisprudenza e inquadramento dottrinale e... (continua)

La nuova multiproprietà. Forme, disciplina e tutela del consumatore

Editore: CEDAM
Collana: Il diritto applicato
Pagine: 340
Data di pubblicazione: marzo 2012
Prezzo: 30 -10%30 €
Categorie: Multiproprietà

La recente riforma della legislazione turistica, attuata con il c.d. Codice del Turismo (d.lgs n. 79 del 23 maggio 2011) ha rappresentato l’occasione del recepimento della Direttiva comunitaria 2008/122/CE, dettata in materia di contratti di multiproprietà e finalizzata elevare in maniera sensibile il livello di protezione del consumatore. Tale riforma ha fornito, pertanto, lo spunto per una ricognizione degli orientamenti dottrinali e giurisprudenziali che, in questi anni, si... (continua)

La proprietà e i diritti reali

Editore: La Tribuna
Collana: Tribuna Juris
Pagine: 237
Data di pubblicazione: marzo 2012
Prezzo: 23 -10%23 €

Il volume rappresenta gli istituti della proprietà e dei diritti reali, sia sotto il profilo sostanziale che procedurale. In particolare l'autore approfondisce le dinamiche delle questioni giuridiche trattate soffermandosi specificamente su importanti aspetti pratici legati agli strumenti, apprestati dall'ordinamento giuridico, a tutela dei titolari dei diritti in questione. Un'ampia parte dell'opera è dedicata infatti alle azioni previste dalla legge a difesa della... (continua)

L'usucapione. Aspetti sostanziali e profili processuali controversi

Editore: Giuffrè
Data di pubblicazione: gennaio 2012
Prezzo: 27 -10%27 €
Categorie: Usucapione

Oggetto di approfondimento del volume sono gli aspetti sostanziali e i profili processuali controversi in tema di usucapione alla luce delle risposte giurisprudenziali più recenti e di maggiore interesse. Dopo una breve introduzione dedicata alle origini storiche vengono trattati, nei successivi otto capitoli, i principi fondamentali dell'istituto dell'usucapione, la disciplina dell'interruzione e della sospensione, il tema della legittimazione ad usucapire, i beni suscettibili di... (continua)


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Dispositivo dell'art. 843 Codice Civile

Il proprietario deve permettere l'accesso e il passaggio nel suo fondo, sempre che ne venga riconosciuta la necessità (1), al fine di costruire o riparare un muro o altra opera propria del vicino oppure comune (2).
Se l'accesso cagiona danno, è dovuta un'adeguata indennità.
Il proprietario deve parimenti permettere l'accesso a chi vuole riprendere la cosa sua che vi si trovi accidentalmente o l'animale che vi si sia riparato sfuggendo alla custodia. Il proprietario può impedire l'accesso consegnando la cosa o l'animale [896 3].

Note

(1) L'ingresso al fondo può essere disposto dal giudice, se il proprietario non lo consente.

(2) L'ingresso è limitato, nei tempi e modi, allo stretto indispensabile per l'esecuzione dei lavori.


Ratio Legis

La norma stabilisce una deroga al principio [v. 841] per cui il proprietario può impedire ad altri l'ingresso al fondo [v. 8963, 924, 925]. La natura giuridica del rapporto tra il proprietario ed il terzo interessato ad accedere al fondo è individuata nelle obligatio propter rem o in una conformazione della proprietà fondiaria, cioè in una mera limitazione del diritto di proprietà. Sono comunque due i presupposti per accedere al fondo altrui: l'uno è costituito dall'assoluta necessità di accedere al fondo, l'altro dalla proporzionalità del danno che subisce il proprietario con il vantaggio per il terzo.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

411Determinati nell'art. 842 del c.c. i limiti del potere inibitorio del proprietario del fondo nei riguardi di chi intenda esercitarvi la caccia o la pesca, si disciplinano nell'art. 843 del c.c. due casi di accesso coattivo, che costituiscono una limitazione della proprietà fondiaria, senza per altro dar luogo a veri e propri rapporti di servitù.
11 primo caso, regolato dal codice del 1865 in tema di servitù legali (art. 592), concerne l'obbligo del proprietario di permettere l'accesso e il passaggio nel suo fondo, quando ciò sia necessario per costruire o riparare un muro o altra opera propria del vicino o anche comune. L'altro caso concerne il ricupero di cose, proprie nel fondo altrui. In termini più generali di quelli stabiliti dall'art. 713 del codice precedente, il quale si limitava a consentire l'accesso al proprietario di sciami di api e di animali mansuefatti, il nuovo testo, con maggior riguardo alle esigenze insite nei rapporti di vicinanza, consente l'accesso a chi voglia riprendere la cosa sua che accidentalmente vi si trovi o l'animale che vi si sia riparato, sfuggendo alla custodia.

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Quesiti degli utenti

Quesito numero 2744
Marina, venerdì 11 marzo 2011 , chiede:

In merito al dispositivo dell'art. 843 c.c. secondo capoverso che parla di un eventuale indennizzo per l'accesso e il passaggio nel proprio fondo, avrei la necessità di sapere in che misura deve essere calcolata l'indennità da chiedere tenedo presente, nel mio caso, che le impalcature dovranno essere montate sul mio terrazzo e ci resteranno per circa 60 giorni per i lavoro di rifacimento del tetto e smaltimento dell'amianto.

Ringrazio anticipatamente.
Saluti.


Quesito numero 2958
mcristinalopez, venerdì 25 marzo 2011 , chiede:

avrei necessita' di sapere se l'indennita', prevista dal secondo capoverso dell'art. 843 c.c. in caso di danni derivanti dalle impalcature per il rifacimento della facciata (approvato da regolare assemblea del condominio) da montare sul terrazzo di proprieta' di un condomino,si riferisce anche al semplice danno del disagio da occupazione del suolo (previsti 90 giorni) e se il detto condomino proprietario del terazzo ha facolta' di impedire il passaggio degli operai sul detto terrazzo durante i lavori. Ringrazio anticipatamente e saluto.


Risposta della redazione di Brocardi.it, al quesito N°2958 del sabato 26 marzo 2011 :

Qualora si rendano necessarie riparazioni alle parti comuni, il proprietario di un appartamento sito in un edificio condominiale è tenuto a concedere il passaggio con persone e materiali ai condomini che intendano provvedervi. 

L'obbligo di indennizzo di cui all'art. 843 del c.c. deriva dall'esercizio di un'attività lecita e consentita e prescinde anche dall'esistenza della colpa, essendo correlativo al prodursi del danno a causa dell'accesso o del passaggio, ma non si riferisce al semplice disagio per occupazione del suolo.


Quesito numero 3283
Filippo, lunedì 18 aprile 2011 , chiede:

 

Sto realizzando un muro di cinta per conto di un mio cliente con giusta D.I.A. inoltrata al Comune. Il vicino però ostacola i lavori parcheggiando, volutamente, un auto sul confine e si rifiuta di spostarla. Ho fatto intervenire i vigili urbani e commissariato di polizia i quali affermano che non possono fare niente in quanto la vettura è parcheggiata in proprietà privata. Cosa posso fare per continuare i lavori e a chi rivolgermi ? Grazie!


Quesito numero 3688
vivi, giovedì 5 maggio 2011 , chiede:

Buonasera, premetto che non abito in un condominio ma in una villa bifamiliare, volevo sapere come posso impedire al mio vicino che i suoi gatti accedano nella mia proprietà. Grazie


Risposta della redazione di Brocardi.it, al quesito N°3688 del venerdì 6 maggio 2011 :

Innanzitutto il proprietario del fondo è legittimato dall’art. 841 del c.c. a chiudere in qualunque tempo il fondo, ciò anche per evitare che animali altrui siano più facilitati all’ingresso. Tuttavia, qualora il fondo risulti già sufficientemente “protetto”, secondo l’art. 925 del c.c. gli animali mansuefatti, cioè quegli animali, originariamente selvatici, che sono stati addomesticati dall'uomo e che hanno conseguito l'abitudine a ritornare (consuetudo revertendi) dove risiedono abitualmente, se entrano nel fondo altrui, possono essere inseguiti, salvo il diritto del proprietario del fondo ad un’indennità per il danno.

A mente dell’art. 2052 del c.c., inoltre, esiste una responsabilità oggettiva del proprietario dell’animale in custodia che provochi un fatto dannoso ad altri (per es. rotture, danneggiamenti vari), salvo la prova del caso fortuito.

Nel caso di specie, la convivenza con animali domestici non deve ledere la libertà altrui. Del disturbo arrecato è utile rendere edotto il proprietario, prima che gli animali arrechino danni, chiedendo di inibire l’interferenza con l’uso di una maggiore diligenza nella custodia ed, in caso di sua inerzia, si può eventualmente adire l’autorità giudiziaria, configurandosi nel comportamento molesto un atto emulativo ex art. 833 del c.c..


Quesito numero 4274
Massimiliano Porcu, martedì 5 luglio 2011 , chiede:
In merito al dispositivo dell'art. 843 c.c. secondo capoverso che parla di un eventuale indennizzo per l'accesso e il passaggio nel proprio fondo, avrei la necessità di sapere in che misura deve essere calcolata l'indennità da chiedere tenedo presente che ho dovuto pagare 5 euro unatantum per poter parcheggiare l'autovettura in un fondo, prospicente alla spiaggia, in località Ezzi Mannu(Porto Torres).L'azienda beneficiaria, tale "Roccavorte" ubicata in Via Sassari 163 - Porto Torres ha delimitato una striscia di terreno lunga 1,5 km circa parallela alla spiaggia e chiede 5,00 euro ad autovetura come indennizzo per l'accesso al fondo. Chiedo se tale comportamento sia lecito. Cordiali Saluti.
Risposta della redazione di Brocardi.it, al quesito N°4274 del venerdì 22 luglio 2011 :

 

L'obbligo di indennizzo di cui all’art. 843 c.c. deriva dall'esercizio di un'attività lecita e consentita e prescinde anche dall'esistenza della colpa, essendo correlativo al prodursi del danno a causa dell'accesso o del passaggio, ma non si riferisce al semplice disagio per occupazione del suolo.

Nel caso di specie, non sussistono nemmeno i presupposti stabiliti dalla legge (cioè l’accesso al fondo per necessità al fine di costruire o riparare un muro o altra opera), per cui evidentemente si tratta, di un’arbitraria imposizione pecuniaria (un pedaggio selvaggio) da denunciare all’autorità di pubblica sicurezza.

Anche la giurisprudenza è di questa idea, si cita la pronuncia della Corte di Cassazione, III sez. penale, del 16 febbraio 2001, per cui  "Nessuna proprietà privata e per nessun motivo può impedire l'accesso al mare alla collettività se la proprietà stessa è l'unica via per raggiungere una determinata spiaggia".


Tag: indennità accesso fondo
Attenzione: prenderemo in esame SOLO richieste scritte in italiano corretto, con adeguata punteggiatura, riferite a quesiti di interesse.



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